Pensieri e parole, errori ed omissioni di un sopravvisuto al secolo scorso. "Seduto o non seduto faccio sempre la mia parte con l'anima in riserva ed il cuore che non parte" (F. De Gregori) Il mio motto? "dico quello che penso e penso quello che dico"........ Edgar Lee Masters: “DORCAS GUSTINE” Non ero amato da quelli del villaggio, ma tutto perché non avevo peli sulla lingua, e affrontavo chi m'insultava con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire segreti rancori o rammarichi. E' molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano, che nascose il lupo sotto il mantello, e si lasciò divorare, senza un lamento. E' più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso e combatterlo apertamente, magari per strada, tra polvere e urla di dolore. La lingua sarà forse un organo ribelle - ma il silenzio avvelena l'anima. Mi biasimi chi vuole - io sono contento. ______Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62: Il curatore del blog declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, persino da quelli Mediaset. I testi vengono redatti da soggetti evidentemente incapaci di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta hanno votato per la DC. "Nel caso le foto siano coperte da copyright o siano di proprietà e non pubblicabili, segnalatemi la cosa e provvederò ad eliminarle." "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell)

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venerdì, luglio 03, 2009
rischio Nucleare in Puglia

Alla fine dell'articolo i nomi dei Parlamentari pugliesi che hanno votato contro il parere vincolante dei comuni sull'insediamento di una centrale nucleare, ora è più grande il rischio Nucleare in Puglia

Nucleare: la Camera dice NO al parere vincolante dei comuni proposto dall'ANCI

Sulla questione nucleare, nel disegno di legge “Sviluppo ed energia”, la Camera dei deputati ha respinto la richiesta di parere vincolante dei Comuni per l’insediamento delle centrali. Una vicenda che la Puglia ha vissuto in presa diretta nel corso dell’ultima campagna elettorale. Di fatto, il nucleare è stato uno dei motivi portanti di molti dei dibattiti che si sono succeduti, anche a Lecce ed in provincia, e che hanno visto il centrosinistra accusare lo schieramento avversario di essere favorevole al progetto ed il centrodestra replicare che in Puglia non vi sarà alcuna centrale...

Nel corso di una delle ultime conferenze stampa prima del voto, Antonio Maniglio, presidente del gruppo consiliare alla Regione del Pd, e la candidata alla presidenza di Palazzo dei Celestini, Loredana Capone, erano tornati sul tema, spiegando come presso via Capruzzi fosse in elaborazione una legge per dire un chiaro “no” al nucleare. Secca la risposta dell’allora candidato, e oggi neo-presidente, Antonio Gabellone: “Ha già risposto Berlusconi, la nostra regione non sarà toccata dal problema”.

E intanto, arriva la decisione della Camera, che lascia con l’amaro in bocca l’Anci di Puglia. La sezione regionale dell’Associazione nazione dei Comuni d’Italia aveva avanzato una specifica richiesta, la possibilità di porre un vincolo al parere delle amministrazioni sugli insediamenti. “Tutti i parlamentari pugliesi si erano impegnati con plurime dichiarazioni”, commenta il vicepresidente di Anci Puglia, Fabiano Amati. “Siamo francamente dispiaciuti. Dopo l’approvazione del Senato, l’Associazione dei Comuni aveva richiesto ai deputati ed in particolare a quelli pugliesi, l’impegno ad introdurre nel disegno di legge una norma che attribuisse ai Comuni e alle Regioni il parere vincolante su tutte le ipotesi di individuazione dei siti nucleari”.

“In quelle ore di polemica politica aggravata dall’imminenza delle elezioni europee ed amministrative, l’Anci mantenne come al solito un contegno unanimemente equidistante dalle esigenze partitiche, elaborando una richiesta fondata sul buon senso e sottraendosi dalle alchimie delle destre, delle sinistre, dei centri, dei sopra e dei sotto. Ottenemmo, ahi noi, risolute rassicurazioni, documentate da una produzione inusuale di dichiarazioni stampa – sottolinea Amati -, tutte di senso favorevole alla nostra proposta e per di più provenienti da tutti i partiti presenti in parlamento, oltre che da singoli ed autorevoli personalità politiche di rango regionale. Passata la festa (elettorale), il santo (cittadini) è stato gabbato: prima nella seduta del 24 giugno 2009 (chiamata ad esprimersi sugli emendamenti) e poi nella seduta di ieri (sull’approvazione definitiva), la Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di introdurre il parere vincolante degli enti locali”.

E a tale proposito, Amati rilascia una dichiarazione piuttosto seccata: “Poiché sono convinto che solo gli uomini onesti fanno della propria parola un obbligo, ho deciso di comunicare l’espressione del voto dei Deputati pugliesi sulle proposte emendative (25.13 e 25.14) che più semplicemente recepivano la proposta Anci e gli impegni verbali assunti da tutti. Allo stato non resta che attendere la solitaria decisione del Governo sui siti nucleare, che in ogni caso i Comuni sono pronti ad ostacolare con tutte le iniziative amministrative e politiche di dissenso civile, qualora la scelta dovesse puntare a rubare il futuro che tante comunità hanno pensato e pianificato per sé”.

Nella nota stampa, Amati aggiunge dunque la lista dei parlamentari pugliesi e del loro voto. Sono risultati contrari al parere vincolante degli enti locali: (favorevoli al nucleare) Bruno, Calderisi, Carlucci, Di Staso, Divella, Franzoso, Fucci, Lazzari, Lisi, Mannucci, Patarino, Pepe, Sardelli, Sbai.

Si sono invece ritenuti favorevoli:(contro il nucleare) Bellanova, Boccia, Bordo, Buttiglione, Cera, Concia, Ginefra, Grassi, Losacco, Mastromauro, Pisicchio, Ria, Ruggeri, Servodio, Vico, Zazzera. Erano assenti al voto: Barba, Capano, D’Alema, Di Cagno Abbrescia, Gaglione, Savino, Sisto, Tanoni.

Risultavano in missione: Buonfiglio, Cesa, Fitto, Mantovano, Vitali. Presidente di turno (non partecipante al voto): Leone.

Postato da: giusepperesta a 19:31 | link | commenti
ambiente, nonukes

giovedì, luglio 02, 2009
Forza FULCIGNANO

Fulcignano5Passano le elezioni e si perdono le occasioni. (La rima c’è perché è una canzone che non cambia.)

Un altro carosello di effetti speciali se ne è andato fra frizzi, lazzi e strombazzi.

«Restano sparsi disordinatamente i vuoti a perdere mentali abbandonati dalla
gente» (Eduardo Bennato).

Il giorno dopo il paese è sempre quello: sempre più sporco, sempre più brutto, sempre più cattivo.

I problemi di Galatone sono sempre là.

Forse parte fanno della tanto acclamata “Tradizione”?

A me i problemi del mio paese sembrano come quei telegiornali a “rullo”: si presentano ai cittadini con una ciclicità puntuale. Si sollevano, si discute, c’è sempre qualcuno che dice di essere in grado si risolverli. Ci tranquillizziamo tutti. Speriamo, aspettiamo. Che fai? Non è che non puoi credere la parola di qualcuno così, solo per preconcetto, solo per diffidenza, no?

E allora ci facciamo buggerare ancora una volta.

E poi un’altra volta, e poi un’altra volta ancora.

Ci piace farci buggerare.

Abbiamo queste tendenze perversamente sodomite. Evidentemente.

Dopo la prima volta vogliamo che succeda ancora, e poi ancora, e poi ancora.

Inesorabilmente.

Sarà così.

Ci penso da tempo.

Ci sono quelli bravi e equilibrati che sperano, che promuovono, che parlano, che scommettono, che auspicano.

Dopo un po’ tutte le speranze svaniscono in disperazione.

Ma solo pochi gridano, urlano, bestemmiano.

Solo quei pochi che hanno la facoltà di non perdere la memoria a comando.

“E quando ti chiederanno che cosa facciamo, tu gli risponderai: "Noi ricordiamo".”

Come diceva il ribelle Granger del film di Truffaut “Fahrenheit 451”, tratto dal romanzo omonimo di Rad Bradbury.

Io ricordo.

Allora: parliamo di FULCIGNANO?

Riparliamone ancora.

Non mi stanco.

Diceva qualcuno di quelli con la coscienza civica a gettone che parlarne fa male a Fulcignano.

Che avesse ragione?

Sono stato zitto un po’.

Ho provato.

Non gli ha fatto bene per niente.

Esperimento fallito.

Fulcignano si dissolve ogni giorno un po’ di più.

Ora si pensa di sistemare la viabilità. E già sarebbe una cosa necessaria. Visto lo schifo in cui versano le antiche strade d’accesso. Spero solo che non si cancellino iconoclasticamente le importanti traccie del passaggio dei carri.

Ma, oltre a questo,  niente e nessuno pare interessarsi di un enorme patrimonio che si sta dissolvendo e ancora per un’altra estate non potrà contribuire al nostro asfittico e inespresso turismo.

Ci si è sempre fermati alle sole “intenzioni” senza costrutto. Ma questa mancanza di visione politica globale è connaturata con questa amministrazione inefficace e inefficiente.

Allora sarà il caso di riparlarne.

Dopo il “rullo” che ha visto portare il “problema” del Castello (perché di castello si tratta checché i male informati vogliano sostenere, e pure di castello unico e raro) più volte e periodicamente per anni e anni sulle pagine del fu “Giornale di Galatone”, dopo i miei allarmi gridati dappertutto sulla messa in vendita del Castello su un sito internet, dopo l’interesse di Telerama, del Quotidiano, della Gazzetta, di tante personalità e associazioni locali e nazionali, non si è risolto niente.

Chi doveva fare non ha fatto.

Tutto scorre.

Poi ci sono state le Elezioni Comunali. I ballottanti (si dice così?) Nisi e Miceli si riempirono la bocca d’oro: “faremo, ci impegneremo, penseremo, provvederemo”.

Ha vinto Miceli.

Nessuno ha mosso un dito. Nemmeno il mignolo.

Forse solo il medio, in alto. Alla faccia nostra.

Altro turno di parole su “My Box”: Giuseppe D’Oria rimette in ballo la questione.

Si parla. Si ascolta. Vengono fuori realtà e fantasie. (E' l’epoca dei misteri, no? Va di moda l’informazione (?) alla Voyager: Piramidi, Stone Age, Artù, Merlino, Tintagel, Templari, Rennes le Chateau, L’Abate Saunier, i Merovingi, Leonardo Da Vinci, la Massoneria, il Sacro Graal, Castel del Monte, Il Tempio di Salomone, L’Arca della Alleanza, Cagliostro, gli Alieni, i Cerchi nel Grano, Loch Ness, le scie nell’aria, i Rosa Croce… tutti interconnessi, tutti correlati. Non ci facciamo mancare niente: il mistero falso e tendenzioso è il gusto della vita. Allontana da realtà e vera cultura. E la cultura, si sa, punge e da fastidio. Meglio le puttanate. Quelle piacciono ed abbondano.).

Ma chi deve ascoltare e fare, non ascolta e non fa.

Ora sono passate le Provinciali, odo augelli far festa.

Ed io, come la più famosa gallina di Recanati, torno sulla strada a ripetere il mio verso : FULCIGNANO QUANDO E COME?

Due consiglieri provinciali!

Perbacco: ben rappresentata Galatone.

C’è tanta attenzione per un turismo iperuranico, per un turismo che non c’è, che non si sa da che parte acchiapparlo visto che l’informazione seria e documentata sulle nuove frontiere del turismo latita.

Nonostante una approfondita e coscienziosa ignoranza a tal riguardo l’evocazione del miraggio “turismo”  rimbomba nella bocca dei politici e degli aspiranti tali, “ed un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene”.

Sarà il caso, allora,  che i nostri “ambasciatori” diano concretezza alla parole e si diano da fare per acquisire al patrimonio pubblico e valorizzare questo misconosciuto manufatto importantissimo dal punto di vista storico e turistico?

L’amico Livio Nisi (lo sfotto, lo pungo, ma è sempre amichevolmente un signore difficilmente confrontabile con altri figuri) in fase di campagna per il ballottaggio per le comunali fu quello che rilasciò un’ottima intervista a Tele Rama nella quale si dimostrava seriamente interessato al “problema Fulcignano”.

Non fu eletto.

Purtroppo.

Ora lo è, in un consesso più importante e nella maggioranza.

Potrà rendere reali le sue e le nostre aspirazioni.

Gli si aprirebbero le porte della Storia: il primo politico da cinquant’anni ad aver FATTO veramente qualcosa per Fulcignano.

Forza Livio!

(ah, già, Forza Italia non c’è più…..)

Forza lo stesso!

Forza FULCIGNANO!!!!

(Ma quando?)

 

 Fulcignano8


Postato da: giusepperesta a 13:15 | link | commenti
politica, ambiente, architettura, appelli, segnalazione, indignazione, opposizione, tradizioni locali, materiali per riflettere, cosedaelezioni, grilloparlante, interrogativi senza risposta, porcherie, solo a galatone, quando non cè non cè, lopposizione che non cè, la opposizione che cè, lo osceno del villaggio, coscienza critica civica

martedì, giugno 30, 2009

Ma da noi sono tutti impuniti
CARLO FEDERICO GROSSO
Bernard Madoff, il finanziere americano accusato di avere frodato i suoi clienti per un totale di oltre sessantacinque miliardi di dollari con una sorta di colossale catena di sant'Antonio, è stato condannato da un tribunale di New York a 150 anni di galera. Una condanna indubbiamente esemplare, che segue ad altre condanne altrettanto esemplari pronunciate negli anni scorsi dalla giustizia americana nei confronti di altri finanzieri malfattori (si pensi, per tutti, al caso Enron). Al di là della entità della pena irrogata, colpisce d’altronde la rapidità del giudizio: Madoff era stato arrestato nel dicembre scorso, non appena erano emerse le sue malefatte. In poco più di sei mesi si è arrivati alla sua condanna penale. Anche sotto questo profilo la sentenza americana costituisce un esempio di incisività ed efficienza.

Si potrà discutere se la decisione, a fronte del comportamento processuale dell’imputato, che aveva confessato di avere commesso tutti i delitti dei quali era stato accusato (ben undici imputazioni), ed almeno apparentemente aveva mostrato contrizione ed aveva cercato di collaborare con il giudice chiamato a giudicarlo, sia stata giusta od eccessivamente pesante. Un dato è comunque indiscutibile: che una volta di più la giustizia americana ha dimostrato di non avere difficoltà a colpire con rapidità e durezza chi, chiamato ad operare in una economia di mercato nel rispetto delle regole, tali regole ha violato e calpestato con l’obbiettivo dell'arricchimento selvaggio a danno dei cittadini truffati. Anche in Italia si sono verificati, in questi ultimi anni, scandali finanziari di grandissima entità: Parmalat, Cirio, bond argentini, per citare soltanto i casi più eclatanti. Anche in Italia, come negli Stati Uniti, si sono aperti processi penali. Quanta differenza, tuttavia, nelle giustizie dei due Paesi.

Mentre i giudici americani hanno, bene o male, fatto giustizia, e sono riusciti a farla in tempi rapidissimi, i giudici italiani, per fatti ormai risalenti a cinque o sei anni fa, stanno ancora rincorrendo gli imputati in processi lenti, complessi e faticosi, destinati, in larga misura, ad estinguersi per stanchezza e prescrizione. Si consideri, per tutte, la vicenda Parmalat. Gli autori della colossale truffa e ruberia a danno di azionisti e risparmiatori sono stati incriminati da ben due procure della Repubblica, da quella di Milano, che ha proceduto per i delitti di aggiotaggio, e da quella di Parma, che ha proceduto a sua volta per le bancarotte. Data la difficoltà di gestire, per la loro complessità, le vicende processuali, la tratta milanese si è sfrangiata a sua volta in due processi distinti, quella parmense in una decina di filoni separati. Di tutti questi processi, uno soltanto è giunto, fino ad ora, alla sentenza di primo grado: il primo processo per aggiotaggio contro Tanzi (e altri) celebrato davanti alla prima sezione del Tribunale di Milano, nel quale la maggior parte dei responsabili è riuscita a patteggiare con la Procura pene irrisorie, mentre il solo Tanzi, alla fine del dibattimento, è stato condannato ad una pena di dieci anni di reclusione.

Un risultato deludente. Tanto più deludente se si considera che, dati i tempi dei giudizi di appello e di cassazione, è ragionevole pensare che i delitti contestati risulteranno in ogni caso prescritti prima della sentenza definitiva. Se si valuta che negli Stati Uniti Madoff, raggiunto, come era naturale, da custodia cautelare, ha affrontato il processo agli arresti domiciliari, e si appresta a passare in carcere quanto gli rimane da vivere, mentre in Italia, dopo una breve custodia, lo stesso Tanzi è stato subito scarcerato ed eviterà sicuramente il carcere quand’anche taluna delle pene alle quali fosse definitivamente condannato non dovesse risultare prescritta, la differenza fra la giustizia americana e quella italiana appare, anche sotto questo profilo, enorme. Le vicende parallele della giustizia americana e di quella italiana in materia di criminalità economica dovrebbero pertanto indurre a riflettere chi ha responsabilità di governo: non è tollerabile che in Italia criminali economici e colletti bianchi, sotto la copertura di una giustizia penale complessivamente malfunzionante, siano, comunque sostanzialmente certi della loro impunità, qualunque delitto abbiano commesso. Non a caso il giudice americano che ha condannato Madoff, a commento della sua decisione, ha dichiarato che le sentenze, al di là delle conseguenze che cagionano al condannato, hanno un importante «valore simbolico», in quanto costituiscono un «monito importante» per quanti vorrebbero allo stesso modo delinquere. È ciò che noi chiamiamo «efficacia preventiva» della pena, un principio mai così negletto come di questi tempi.

Postato da: giusepperesta a 13:08 | link | commenti
approvato e sottoscritto

giovedì, giugno 25, 2009
volontariato

Postato da: giusepperesta a 10:37 | link | commenti (1)
satira, vigne e vignette

mercoledì, giugno 24, 2009
scuola di giornalismo

Postato da: giusepperesta a 13:39 | link | commenti

martedì, giugno 23, 2009
Stampa alternativa

 

Visto che Minzolini non considera certe cose "notizie", e a me e a tanti altri pare che invece lo siano,  cerchiamo di supplire con la rete.

Ce n'è per tutti in questo scandaletto barese.

Vedrete.

Postato da: giusepperesta a 21:07 | link | commenti (1)
tv spazzatura

ricadute penali

 

Postato da: giusepperesta a 18:47 | link | commenti
vigne e vignette

la Resa dei Conti

la Resa dei Conti

  

Gabellone vince sulla Capone.

Dopo quindici anni la Provincia di Lecce passa al Centrodestra.

Vittoria risicata, ma vittoria sacrosanta.

Maturata non a Lecce, dove la Capone vince, ma nella Provincia.

Proprio quella Provincia che dovrebbe avere la maggiore attenzione dell’Ente omonimo.

La Capone lotta punto su punto risalendo un gap del primo turno tutt’altro che risicato.

Ma alla fine arriva lo spoglio delle sezioni azzurre e viene staccata di due punti.

A Galatone il Centrodestra, invece, non vince.

Di poco.

Ma non vince.

Dopo il consigliere Tundo, di minoranza salvo i consueti balletti dell’indomani,

Galatone porta a Lecce il Consigliere Nisi in Maggioranza.

Ma non lo porta con il suo elettorato.

Ma con l’elettorato provinciale.

E questo va considerato e ponderato.

Non sarebbe onesto fare del trionfalismo localistico.

Galatone ha contribuito poco.

Di fatto l’elezione del candidato provinciale Livio Nisi

(al quale va il mio sportivissimo in bocca al lupo assieme all’augurio ed alla speranza che possa rappresentare nel modo migliore la migliore Galatone)

getta un’altra manciata di instabilità sul governo cittadino.

Il Sindaco è capo di una minoranza del 19,33% sancita dal vaglio del primo turno, e si trova due consiglieri provinciali dell’opposizione in Provincia.

Il Canto delle Sirene del potere provinciale non potrà far altro che richiamare qualche consigliere poco provvisto di cera nelle orecchie.

E questo lascerà ( è facile prevederlo ) sguarnita la malandata barchetta Miceliana nella sua procellosa navigazione a vista o ad abbaio di cane.

Barchetta che, alla luce di ogni considerazione, naviga in un bicchiere d’acqua senza futuro, senza speranza di uscire mai in mare aperto, essendo chiusa in un assolutismo personalistico che non apre alla politica nazionale nemmanco a quella provinciale e regionale. In stallo come un Re arroccato sotto la Torre.

 Ma se si confeziona una “pettula” rimpastata in cui gli oppositori di oggi diventano i puntelli di domani?

Non ci credo.

L’opposizione PDL - UDC ha la forza, oggi, di battere le carte e non si dovrebbe, usando la razionalità, chiudere in una via politica senza uscita, lungo un binario morto.

A Centro Destra si va finalmente rappresentando una unione da “Grande Centro - Destra”. Dai e ridai, ci si sta arrivando.

E gioverebbe a questa cogliere l’attimo fuggente.

In politica le occasioni non si ripetono.

A Sinistra, nonostante la mobilitazione che ha portato a superare di 53 voti il CD, invece ci sono ancora le faide interne.

Le ruggini non si smaltiscono quando più che politica si fa personalismo.

Quando si è “diametralmente opposti” nel metodo e nei principi e nelle aspirazioni al vertice.

Non c’è, a Sinistra, un partito saldo e unito, una nuova leva forte e indipendente che possa dare la scossa.

D’Altronde perché perde la Capone?

Perché, l’ho detto dal primo momento, la candidatura d’imperio non è mai una candidatura che a Sinistra genera entusiasmo.

Se si volesse veramente un rinnovo delle personalità dei partiti di Sinistra si dovrebbe ricorrere di prassi alle primarie.  Primarie con come sistema di dirimere candidature, ma come sistema elevato a democraticità di scelta.

Chi deve votare sceglie chi votare. Non se lo fa imporre da un uccello qualsiasi calato rapace dalle vette dell’Altrove.

Il Candidato con le primarie permette di rinnovare le classi dirigenziali dei partiti sempre troppo chiuse nell’autoreferenzialità d’apparato e permetterebbe di intercettare un entusiasmo dell’elettorato che ormai non c’è più.

(Vendola insegna: con il pur bravo e serio ma diafano Boccia la Regione sarebbe rimasta a Destra. L’entusiamso della rivoluzione gentile ed il carisma di Vendola hanno fatto un miracolo che s, se fosse stato per gli onniscienti “apparati” non sarebbe mai avvenuto)

Questo, secondo me (e l’ho detto dal primo momento) era il limite della investitura Capone. E questo è stato il gap incolmabile.

Oggi a Sinistra i giovani servono solo per fare “sfondo” . Nessuno permette a loro di presentarsi in una primaria che possa premiare la loro freschezza e novità, la loro carica innovativa. E così nei partiti rimangono solo i ragazzi disposti a fare da “sfondo”. Se andiamo ad analizzare il caso Renzi a Firenze o il caso Serracchiani ad Udine vedremo che i buoni successi elettorali si ottengono con l’apertura ai bravi giovani che vengono alla ribalta per il consenso di una primaria o per la capacità di dire forte e chiaro quello che milioni di altri elettori pensano senza poter essere mai ascoltati.

Senza contare che un Renzi a Firenze, città che molti già davano al Centrodestra, si è impegnato in una campagna elettorale propositiva basata su 100 punti già da un anno.

E con la tenacia e la forza della comunicazione è riuscito a imporsi contro il parere degli Apparati di Partito.

I partiti locali escono dal chiuso dei Direttivi (“punto più alto della politica” secondo qualcuno) solo 40 giorni prima delle elezioni e pretendono di trovare candidati pronti, consenso, entusiasmo, partecipazione basati sul… niente.

No, belli, non si fa così.

La politica si fa ogni giorno, a contatto della gente.

Si ascolta e si parla anche lontano dalle elezioni.

Come potrà Galatone trovare una nuova speranza?

Io ritengo e sostengo che bisogna lasciar stare i partiti nel loro cieco e sordo autoreferenzialismo.

Abbandonarli al loro gioco al massacro, ai loro tentativi di sottrarsi la sediolina da sotto, ai loro accoltellamenti alla schiena, al loro immobilismo paralizzante, alla loro opposizione così come alla loro posizione inesistente, ai loro balletti osceni, alle loro porte girevoli dove si entra e si esce continuamente, come se partiti e idee fossero mutande da cambiare.

Bisognerà rimboccarsi le maniche e partire con gente nuova da concetti nuovi espressi in maniera nuova.

Bisogna riconquistare l’entusiasmo e le fiducia nella gente.

Uscire da questo cul de sac in cui i “grandi” ci hanno cacciato finendoci loro prima di tutti.

Non si cambia da dentro.

Si cambia. E basta.

Facendo politica.

Quella vera.

Fatta di attenzione, di idee, di programmi e di soluzioni.

Non certo da un Risiko di posizioni volte al massacro reciproco.

 

P.S.: Mi dicono che io “con questa testa” non farò mai niente.

A prescindere che ho già fatto, e molto, in tempi in cui chi parlucchia oggi, senza collegare lingua a cervello, era stupidotto imberbe e piccolo masturbatore a due dita, mi chiedo se chi non scrive sui blog ma occupa saprofitamente le sedie dei comitati prestandosi da comparsa ai giochetti della torre ha mai fatto molto di più. Mi chiedo se il parlare senza conoscere e il declamare slogan orecchiati è fare qualcosa di utile.

Di sicuro con la sua ostinata quiescenza partigiana al sistema del “futti cumpagnu” ha contribuito a rovinare Galatone.

Hanno impantanato e sporcato tutto.

Io, invece, come tutti gli altri bloggers liberi, non ho partecipato, perché mi sono opposto.

Sempre, onestamente, coerentemente, chiaramente e tutto l’anno.

Per ogni anno che il signore ci manda in terra.

Dov'erano e cosa facevano nel frattempo tutti questi statisti di paese che dicono di fare?

Facevano il doppio gioco?

Bravi, bravi, bravi.

continuate così.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

 

"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola."

(Giovanni Falcone)

Postato da: giusepperesta a 13:16 | link | commenti
politica, punti di vista, opposizione, materiali per riflettere, cosedaelezioni, grilloparlante, kattivick, porcherie, quando non cè non cè, lopposizione che non cè, la opposizione che cè, lo osceno del villaggio, arttcolo 21, capisco ma non mi adeguo, coscienza critica civica, politicamnete scorretto

lunedì, giugno 22, 2009
risultati ballottaggio a Galatone

  

Galatone:

definitive

15 sezioni su 15

CAPONE 3287

GABELLONE 3234

53 voti verso il CS!

Meditate, gente, meditate........Chi ha detto che Galatone è tendenzialmente di centrodestra?

Postato da: giusepperesta a 19:53 | link | commenti
politica, nontuttisannoche, opposizione, ognitantounanotiziabuona, a sinistra, solo a galatone, coscienza critica civica, politicamnete scorretto

votala!|

Il volantino elettorale di Patrizia D'Addario per le comunali a Bari del 2009 (Arcieri)

TUTTO QUELLO CHE UN  POLITICO DI SUCCESSO DEVE ESSERE!!!!!!!

Postato da: giusepperesta a 19:05 | link | commenti
politica, satira, scherzi e ironie, porcherie

venerdì, giugno 19, 2009
sto leggendo

01.jpg picture by stomau

zocc.jpg picture by stomau

 

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Postato da: giusepperesta a 21:58 | link | commenti
satira, vigne e vignette, esilarante

 

 

Postato da: giusepperesta a 21:53 | link | commenti
vigne e vignette




    All’italiana sembra un bel pornazzo
    il fatto che un ministro che sta in Puglia
    sia l’amico di un tal di Giovinazzo
    che di gnocche procura una pattuglia

    che allieti a pagamento il presidente.
    Ci spiega l’onorevole Ghedini
    ch’è il Berlusca solo il finale utente
    delle gnocche targate Tarantini,

    senza nessun carattere penale.
    Sul penale ha già detto tutto Bossi:
    “Il premier, pur essendo eccezionale,
    non può scopare tanto quanto i rossi

    vanno dicendo ad ogni pié sospinto:
    veline, letteronze, minorenni…,
    al massimo può stare a loro avvinto
    senza purtroppo nulla che s’impenni:

    alla Lega il Berlusca non è iscritto
    e soltanto i leghisti l’hanno duro.
    le ragazze di Tarantini e Fitto
    le paga e basta, di questo son sicuro…”

    Una conferma arriva da Patrizia:
    “Eran duemila gli euro pattuiti
    per passare una notte di delizia,
    li hanno ridotti a mille gli impuniti

    mandandomi a dormire al Valadier…”
    Perciò, da quanto dice la ragazza,
    si potrebbe dedurre che il premier
    non combinò con lei proprio una mazza.

    In politica pure l’han fregata.
    In cambio delle sua bella orchidea
    le han promesso di farla candidata
    per un seggio d’Europa all’Assemblea,

    poi l’hanno candidata nella lista
    comunale di Fitto Raffaele
    nella quale Patrizia, ahimé, conquista
    soltanto sette voti. Sputa fiele:

    “A Palazzo Grazioli mi recai
    due volte con Gianpaolo Tarantini
    e tutto quel che avvenne registrai.
    Del Berlusca con Bush vidi i filmini

    nonché le foto delle tante ville
    nella prima serata col premier,
    in compagnia di giovani pupille
    e una squallida banda di lacché.

    Un mese dopo sono ritornata.
    La sera nella quale ha vinto Obama
    nel palazzo ho passato la nottata
    dove non ero, ahimé, la sola dama…”

    “Dei comunisti son queste le armi,
    spazzatura, monnezza, falsità,
    insufficienti per disarcionarmi.
    Nulla di ciò mi condizionerà

    visto che gli italiani son con me!
    Lavoro per il bene del Paese!”,
    ci racconta da L’Aquila il premier.
    “Il bene o il pene?” qualcheduno chiese.
           
    Carlo Cornaglia
    18 giugno 2009

Postato da: giusepperesta a 20:02 | link | commenti
poesia, politica, satira, scherzi e ironie

giovedì, giugno 18, 2009
rassegna stampa

http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/foglio81930.pdf

Il 25 luglio. Caro Cav., un premier non si difende così

Di Giuliano Ferrara

Postato da: giusepperesta a 19:33 | link | commenti
noberluska, antifascio

mercoledì, giugno 17, 2009
LOST BERLUSCONI

Postato da: giusepperesta a 18:05 | link | commenti (2)
tv spazzatura, noberluska, antifascio, arttcolo 21

PER ME PARI SONO?


  Il giorno dopo: Immondezzaio elettorale

Gallipoli Fontanelle 032


Si sente dire che in materia di rifiuti Destra e Sinistra sono pari in frottole.

Verrebbe subito l'idea di dire che è proprio così.

Ma se si andasse a cliccare paese per paese sul sito della Regione Puglia

http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/dati2008/ato.php?ato=LE2

Scopriremmo che forse non ci sono tanto Destra e Sinistra (où est la difference? Oggi qui, domani là....) , ma ci sono sicuramente buone e cattive amministrazioni.

E non sono tutte pari.

AFFATTO!

Come i Sindaci : buoni e cattivi, a prescindere da chiacchiere e distintivi.

 La prova? 

Confrontate Melpignano e Galatone.

O Sternatia e Gallipoli,

O Sannicola e Tuglie.

O Maglie e Galatina.

A prescindere (ma forse non troppo) dal tipo di amministrazione che le governa.

Vedrete che le percentuali di differenziata sono diversissime.

Allora non è vero che tutti pari sono.

A già, Galatone NON E' PERVENUTA!

(E allora su che base paghimo la Tarsu?)

Vedremmo che al di là delle chiacchiere da palco ci sono differenze sostanziali nel gestire l'immondizia. Prima che sia responsabilità di Provincia e Regione (che c'è) c'è la responsabilità dei Sindaci. I primi in ordine di filiera a gestire l'immondizia.

Se Internet si usasse per verificare i dati, anzichè solo per vuota grancassa propagandistica, si saprebbe che certe posizioni sono obiettivamente insostenibili.

Specie da parte di chi solo un mese fa se la prendeva col SUO sindaco perchè rifiutava di discutere in Consiglio della Differenziata Porta a Porta proposta dalle minoranze.

Un mese fa era colpa del Sindaco, oggi della Provincia.

AU, COMU HOI TI CHIAMI ?!!!!!!!

(o comu ti ticinu ca ha dire tici!)

 

Postato da: giusepperesta a 13:04 | link | commenti

martedì, giugno 16, 2009
Buio Fitto

Postato da: giusepperesta a 12:47 | link | commenti
vigne e vignette

 

Postato da: giusepperesta a 12:44 | link | commenti
vigne e vignette, a sinistra, quando non cè non cè

lunedì, giugno 15, 2009
tagliarsi gli attributi per far dispetto

La spazzatura decora le spiagge ed i paesi. Ma non tutte le spiagge, non tutti i paesi. Anche nella stessa ATO.           

Strano.

La Provincia, la Regione dicono che la responsabilità è di certi sindaci che attraverso la immondizia fanno spottoni elettorali contro di loro per speculare in campagna elettorale pre-ballottaggio.

I Sindaci accusati sono invece del parere che la colpa sia di Provincia e Regione.

I cittadini, probabilmente, dicono che è colpa di tutti questi.
Anch’io sarei portato a pensare che è molto probabile che la colpa sta dappertutto.

A leggere i giornali si capisce però che i bacini di discarica non funzionano a pieno ritmo, secondo le possibilità.

Perbacco!

E allora? Come stanno allora le cose?

Allora sarà il caso che qualcuno indaghi per scoprire veramente di chi è l’imbroglio.

 

Però…. Però se un Sindaco e una Giunta non hanno ancora attivato la Differenziata, se ancora non comunicano i dati alla Regione, se non rispettano i minimi quantitativi percentuali imposti qualche colpa grave sarà sicuramente loro.

Su questo non ci sono dubbi.

La Differenziata spetta ai Comuni!!!!! Non è certo colpa solo dei “cittadini sporcaccioni” ma anche e soprattutto dei Sindaci inefficienti.

Più differenziata = meno spazzatura da mandare in discarica o da “termovalorizzare” (perché nel termovalorizzatore entra solo quello che è già stato differenziato!!!!), meno soldi in bolletta TARSU.

Meno roba da termo valorizzare più guadagno energetico e meno inquinamento.

Ossia più salute. E più risparmio.

Ho paura che veramente qualcuno speculi sulla spazzatura per strada.

Ho paura che qualche sindaco per fare un favore ai suoi mandanti politici non raccolga l’immondizia.

Anche perché , dicevo, in certi comuni l’immondizia per strada c’è, in altri no. Se vai a guardare è in quelli di centrodestra che, oggi, l’immondizia si espone di più.

Peccato che non si rendano conto che per una speculazione politica si stanno mandando via i turisti. Così che per il “bene” di alcuni politici in cerca di poltrone tutti noi cittadini perdiamo del beneficio dell’economia turistica, oltre che in salute e in decoro.

Siamo al solito caso di quel disgraziato che per fare dispetto alla moglie si amputò i genitali.

Certi speculatori a loro esclusivo vantaggio e a nostro comune esclusivo svantaggio non dovrebbero avere posto nella specie umana: a loro poltrone e potere, a noi monnezza, malattie e mancanza di turismo.

A proposito di turismo: ma se turismo dev’essere come si farà a conciliare NUCLEARE e TURISMO?

Mbah!

Come si fa a incolpare la Provincia di una scarsa attenzione alla pulizie delle coste che sabota il turismo e poi d’altro canto si parla sempre più fondatamente di Centrali Nucleari a Nardò, ad Avetrana, a Manduria o a Ostuni? Le zone “fiore all’occhiello del mare pulito, dei centri storici da visitare e dei flussi turistici?

C’è qualcuno che è professore del gioco delle tre carte!!!!

Come al solito ci staranno prendendo per … voto!

Postato da: giusepperesta a 11:59 | link | commenti
politica, ambiente, arte, indignazione, materiali per riflettere, porcherie, quando non cè non cè, la opposizione che cè, lo osceno del villaggio, capisco ma non mi adeguo, cavolata galattica, coscienza critica civica, politicamnete scorretto

scritto di getto da antoniovota

Postato da: giusepperesta a 08:56 | link | commenti
noberluska, vigne e vignette, esilarante, lo osceno del villaggio