|
News
|
 |
|
|
| Martedì, 27 Settembre 2005 - 12:14 |
Gli agenti del Corpo Forestale di Lecce hanno sequestrato una discarica abusiva all'interno di un terreno a Galatone: rinvenuti rifiuti speciali e pericolosi. Il terreno, ora sequestrato, apparteiene ad una Società di immobili con sede nella zona industriale di Lecce.
|
|
|
|
Ma nessuno ne sa niente
MENO TICKET SANITARI PER I PUGLIESI
Dal 1° di ottobre cambieranno i parametri applicati al pagamento dei ticket sanitari: il principio generale seguito dalla Giunta Vendola è quello di non far pagare le famiglie con i redditi più bassi ed i più disagiati.
Grazie a questo sistema si calcola che circa 2 milioni di pugliesi non pagheranno più il ticket sanitario.
Queste nel dettaglio le modifiche al sistema che andranno in vigore dal 1° di ottobre:
1. Il limite di reddito di euro 10.000, al di sotto del quale compete l’esenzione totale, è elevato ad euro 22.000 con incremento di Euro 1.000 per ogni figlio a carico;
2. Compete l’esenzione totale, indipendentemente dal reddito, alle seguenti categorie:
a. Cittadini portatori di patologie neoplastiche;
b. Cittadini cui è stato riconosciuto il diritto all’esenzione per malattie rare, croniche ed invalidanti ai sensi del D.M. 01.02.91, del D.M. 28.5.99, n. 329 “Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche invalidanti” e successive integrazioni e dal D.M. 18.05.01 n. 279, limitatamente ai farmaci correlati strettamente alla propria patologia e dei quali è consentita la pluriprescrizione fino a tre prezzi per ricetta;
c. Cittadini rientranti nelle categorie previste dalla legge n. 238/1997 recante “Modifiche ed integrazioni alla legge 25 Febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati”, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge n. 210/1992, di cui alla Deliberazione 16 Luglio 2002, n. 1073;
d. Donatori d’organo da vivente e trapiantati.
3. Esenzione totale per l’utilizzo dei farmaci equivalenti (ex generici);
4. Il limite di reddito di euro 24.000, al di sotto del quale compete l’esenzione parziale per i soggetti ultrasessantacinquenni, è elevato ad euro 32.000 + euro 1.000 per ogni figlio a carico;
5. Il limite di reddito di euro 12.500 al di sotto del quale compete l’esenzione parziale è elevato ad euro 27.000 incrementati di euro 1.000 per ciascun figlio a carico.
Chiudiamo i Comuni per una settimana
Dopo il balletto delle cifre delle ultime settimane, si comincia a delineare la manovra finanziaria che ritorna nella mani del famigerato Tremonti, non ci si aspettava niente di nuovo, ma siamo di fronte all'ennesima riduzione delle spese correnti di Comuni e Province, pari al 6,7%.
Questa stangata si tradurrà nell'impossibilità di erogare servizi, di salvaguardare parti di territorio dalla speculazione edilizia, di aumentare l'indebitamento dei nostri enti locali, ma tanto altro ancora che non può passare ancora una volta sotto un silenzio assordante.
Questa volta non possiamo farcela, non possiamo ancora ridurre la quantità e la qualità di quanto in termini di servizi viene messo a disposizione di tutti i cittadini, non possiamo subire questa manovra cercando di tappare le enormi falle che si apriranno nei nostri bilanci.
Il prossimo 5 Novembre a Bari faremo la nostra Assemblea Nazionale, ma sarà troppo tardi per dare una risposta comune, mentre si potrà
Chiudiamo i nostri comuni per una settimana e utilizziamo questo tempo per spiegare ai cittadini cosa sta succedendo e quali saranno le ricadute in modo molto particolareggiato, non subiamo ancora una volta l'ennesimo attacco che stavolta rischia di diventare mortale.
da Salvatore Amura
coordinatore nazionale nuovo municipio
www.nuovomunicipio.org
Inviato da Beppe di Brisco
Attac Foggia


CENTOMILA
CONTATTI
!

3125 contatti al mese di media
104 contatti al giorno di media
(ferie incluse)
che Media!
(e ho anche dieci figli amatissimi, che sono la cosa che più mi riempie di gioia)
Grazie a tutti
di cuore
anche a quelli che mi spiano e che non mi vogliono bene.
Anzi, di più a questi qua...
Non se ne dolgano gli amici.
Apertura dei lavori particolarmente turbolenta quest'oggi per il Consiglio
Comunale movimentata dal consigliere Cosimo Pinca che non trovando
accoglimento nell'ordine del giorno odierno per le proprie interrogazioni
ha deciso di occupare l'aula consigliare. Nonostante la disponibilità
del presidente del consiglio Mario Filoni, del sindaco Vaglio e dei
consiglieri Doria e Caputo di dirimere la questione in modo composto, il
consigliere Pinca ha chiesto che fossero chiamati i carabinieri per
uscire dall'aula. Lasciate le proprie dichiarazioni ai militari il
consigliere Pinca ha raggiunto il resto del consiglio per la ripresa dei
lavori sospesi per qualche minuto. Dopo le comunicazioni del sindaco, che
ha notificato la revoca dell'incarico assessorile di Lorenzo Fracasso, si
è passati alla verifica degli equilibri di bilancio e alle variazioni al
bilancio di previsione. Alla relazione dell'assessore al bilancio Vito
Baglivo ha fatto seguito l'acuta e approfondita analisi critica, ma al
contempo propositiva, del consigliere Caputo. Dopo l'intervento del
Consigliere Alemanno , ha preso la parola il consigliere D'Oria che ha
richiamato l'amministrazione a una maggiore partecipazione e
coinvolgimento della compagine consigliare per la stesura di un piano
dettagliato degli obbiettivi, per il controllo del rendimento degli uffici
e dei collaboratori, e, infine per la rilevazione, a serrata periodicità,
degli obbiettivi raggiunti. Compatta la maggioranza nell'espressione di
voto con 12 voti favorevoli alla variazione di bilancio. Contrari i
consiglieri D'Agati e Pinca. Astenuti Alemanno, Bove, D'Oria e Simone.
Il Portavoce
Ricevo & pubblico
Dalle parole ai fatti
· Abolito il ticket sui farmaci per i redditi fino a 22 mila euro (più 1000 euro per ogni figlio a carico, per un massimo di tre).
· Dal 1° ottobre oltre due milioni di pugliesi, i ceti più deboli e i redditi medio-bassi, non pagheranno più la tassa sulla salute introdotta da Fitto.
· Vendola e il centrosinistra rispettano gli impegni assunti con i cittadini pugliesi.
I consiglieri regionali dei Democratici di Sinistra
Puglianotizie
A cura diAntonio MANIGLIO
Presidente del gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra
|
Il punto
La “rivoluzione gentile” di Vendola muove i primi passi. Ma sono passi pesanti, coerenti con gli impegni assunti di fronte ai pugliesi. Non a caso i provvedimenti più incisivi riguardano la sanità. La parziale abolizione del ticket sui farmaci, lo sblocco delle assunzioni, le linee di indirizzo per il piano ospedaliero testimoniamo la forte volontà del governo regionale di capovolgere il fallimentare modello imposto da Fitto. Naturalmente altre questioni, prima fra tutte quella delle liste d’attesa, sono in agenda. Ma necessitano di un percorso più lungo per organizzare i servizi nei distretti, per ridurre il numero e la durata dei ricoveri ospedalieri, per arricchire la dotazione strumentale delle strutture pubbliche.
E tuttavia già sulle prime decisioni assunte, tenuto conto dell’’impatto che queste avranno per milioni di pugliesi, è necessario promuovere una iniziativa politica diffusa. E quindi si tratta di tornare nei mercati, nelle piazze, vicino agli ospedali per valorizzare le scelte del governo Vendola.
Questa inedita ed esaltante esperienza di governo non può e non deve reggersi sul lavoro che si farà in giunta e in consiglio regionale. C’è bisogno che chi ha fatto vincere l’Unione sia in campo per dire la sua, per irrobustire i nostri legami con la società pugliese.
Questo bollettino, che invierò periodicamente, vuole contribuire a far circolare le notizie e a stimolare una più diffusa iniziativa politica.
|
Bollettino n.1/2005
28settembre2005
1. Abolizione ticket per i redditi fino a
22.000,00 euro.
Dal 1° ottobre le famiglie con reddito fino a 22mila euro (più altri 1000 per ogni figlio a carico, fino a un massimo di tre) non pagheranno più il ticket sui farmaci imposto nel 2002 da Fitto. Con la delibera n.1198 del agosto u.s. (pubblicata sul Burp n. 101 dell’11.08.05) Vendola e il centrosinistra rispettano il patto d’onore sottoscritto con gli elettori. L’obiettivo è quello di abolire la tassa sulla salute per tutti i pugliesi, anche se i preannunciati tagli al fondo sanitario nazionale, su cui stanno “lavorando” Tremonti e Berlusconi mettono a rischio tale progetto.
Allego copia del manifesto prodotto dal gruppo che può essere utilizzato dalle sezioni.
2. Contributi per i fitti.
La legge 431/98 (art.11) stanzia risorse economiche da destinare ai comuni per sostenere le famiglie più bisognose che vivono in affitto.
Il governo Berlusconi, nel corso degli anni, ha tagliato pesantemente i fondi, tanto è vero che nel 2000 (ultimo finanziamento deciso dall’Ulivo) alla Puglia vennero assegnati 28.600.000,00 euro; per il 2004 l’importo è stato pari a 20.357.604,00 euro. Tagli graduali e costanti che si sono scaricati sui comuni e, soprattutto, sui ceti più deboli.
|
Con la delibera n. 1003, del 21 luglio u.s., la giunta regionale ha quasi raddoppiato le somme a disposizione dei comuni per il 2005 impegnando 38.195.291,82 euro. Di questi 7.600.000 euro sono stati accantonati per quei comuni che concorreranno con fondi del proprio bilancio a incrementare le risorse loro attribuite.
Per ogni comune, quindi, ci sarà un raddoppio del finanziamento concesso e, in tal modo, si potranno soddisfare le esigenze di un numero più elevato di cittadini bisognosi.
3. Legge sui consorzi di bonifica: sospeso il pagamento del tributo 630.
Con la legge regionale n.8/2005, pubblicata sul Burp n. 102 del 12 agosto u.s., il consiglio regionale ha disposto la sospensione del pagamento del tributo 630 emesso dai Consorzi di bonifica. Nello stesso tempo è stato dato mandato alla giunta di nominare i commissari ad acta per la redazione dei nuovi piani di classifica che dovranno essere approvati dal Consiglio Regionale.
Con tali norme transitorie si tenta di porre riparo ai disastri provocati dalle scelte del centrodestra che, nel luglio del 2004, approvò i piani di classifica nonostante la contrarietà dei comuni e gli stessi pareri degli uffici dell’assessorato.
Nonostante la sospensione del pagamento delle cartelle esattoriali alcuni consorzi, tramite le società di riscossione, continuano a pretendere il pagamento di una tassa emessa in base a piani di classifica che non esistono più. Di fronte a questi atteggiamenti arroganti e intimidatori le amministrazioni comunali dovrebbero raccogliere le copie delle cartelle e farsi carico, utilizzando un legale di fiducia, di inoltrare al consorzio una lettera, sottoscritta dai cittadini interessati, per motivare perché –sulla base della legge 8/2005- il cittadino non deve versare alcunché “fino alla data di esecutività dei piani di classifica riformulati” (art. 2, comma 3).
4. Indennità Edisu.
Con un emendamento del gruppo DS è stato soppresso l’art. 66 della legge regionale 1/2005 che aveva aumentato l’indennità di carica per i componenti dei consigli di amministrazione degli Edisu fino all’80% delle indennità di Sindaco e assessori delle città sede di Edisu. La norma votata in consiglio regionale (art. 20 della legge 12/2005) riporta il compenso dei commissari, in attesa della legge di riforma, al 40% delle indennità degli amministratori comunali.
5. Sblocco delle assunzioni per gli infermieri e il personale sanitario.
L’art. 12 della legge 12/2005 prevede la copertura del 100% dei posti di infermieri professionali previsti dalle dotazioni organiche vigenti. La copertura avverrà tramite mobilità, utilizzazione di graduatorie valide, nuove procedure concorsuali. In quest’ultimo caso è prevista una riserva del 30% dei posti da coprire a favore del personale che abbia svolto almeno dodici mesi di servizio a tempo determinato presso la stessa azienda e sia in servizio alla data di pubblicazione del bando.
Per il personale non infermieristico si procederà a coprire il 50% dei posti che si renderanno liberi per cessazione di servizio dal 1° gennaio 2005.
6. Bando POR per la tutela e valorizzazione del patrimonio rurale.
Sul Burp n. 117 del 15 settembre è stato pubblicato il bando Por per la concessione di finanziamenti a sostegno del patrimonio rurale. Le domande vanno presentate entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando. L’obiettivo è di rivitalizzare i borghi rurali e migliorare la qualità della vita per le popolazioni residenti; il tutto finalizzato alla salvaguardia e tutela dei siti paesaggistico-ambientali. Per borghi rurali si intendono piccoli nuclei abitati, insistenti su aree rurali, distanti e separati dai centri urbani, molto spesso provvisti di servizi pubblici, i cui abitanti residenti svolgono in prevalenza attività legate all’agricoltura, all’allevamento, all’agriturismo, all’artigianato povero. Le richieste di finanziamento, pertanto, possono essere presente sia dagli enti locali che da privati. Il bando, ad ogni moto, contiene tutte le informazioni tecniche compresi i criteri per l’assegnazione del punteggio ai fini della definizione della graduatoria.
7. Sanità: replica ad AN
Al gruppo di An vorrei dare un’informazione di servizio: la sanità pugliese è allo sfascio perché così è stata ridotta dal duo Fitto-Palese. E’ vero, AN ha pesato ben poco nel governo precedente, ma questo non è un buon motivo per attizzare polemiche pretestuose e prescindere dalle proposte avanzate da Tedesco e condivise dall’intera maggioranza.
Gli indirizzi del nuovo piano ospedaliero partono da un dato drammatico e illuminante: rispetto allo stesse previsioni del piano Fitto: al 31 dicembre u.s. mancavano 1569 posti letto per acuti e, addirittura, 2554 posti letto di lungodegenza. Ecco ciò che i pugliesi hanno capito. La sanità di Fitto ha chiuso reparti importanti e ha declassato strutture ospedaliere di comunità, ha costretto migliaia di persone a ricoverarsi a decine di chilometri da casa, non ha spostato risorse sulla medicina territoriale, ha condito questa controriforma con i ticket. Il centrosinistra punta a capovolgere questo modello: superare la “geniale” distinzione tra polo chirurgico e polo medico (?), riequilibrare i posti letto sul territorio, costruire il nuovo modello sanitario sulla medicina territoriale.
Di tutto ciò discuterà la maggioranza (e qui c’è la prima differenza con il pensiero unico fittiano) con l’obiettivo di raccogliere idee e suggerimenti anche dall’opposizione (e questa è la seconda differenza).
Se invece ci si vuole attardare in posizioni vagamente goliardiche (come l’interrogazione sul dott. Dominiconi) ci permettiamo di sottolineare, per i colleghi di AN, che è meglio che ci siano interrogazioni sui direttori generali piuttosto che direttori generali interrogati (e non solo) dai magistrati.
8. Brevi
· Sul Burp n. 113 dell’8 settembre u.s. è stato pubblicato l’elenco dei comuni che hanno usufruito dei finanziamenti regionali per la pulizia delle spiagge per l’anno 2005.
· Sul Burp n. 101 dell’11 settembre u.s. è stata pubblicata la graduatoria delle biblioteche ammesse a finanziamento nell’ambito dell’accordo di programma quadro in materia di beni e attività culturali.
Per consultare i bollettini ufficiali si deve aprire il sito della regione (www.regione.puglia.it).
Grido di Libertà
È stato violato, sia da Yahoo sia dal governo cinese, l'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che afferma:
"Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".
(comunicato diramato da Peacelink, a proposito della tristissima vicenda che ha coinvolto il giornalista cinese Shi Tao, di recente condannato a 10 anni di carcere dal regime di Pechino, e la multinazionale americana Yahoo!)

|
Il rappresentante dei Comuni Domenici corregge le cifre "Usciamo da palazzo Chigi con grande preoccupazione" Finanziaria, la denuncia dell'Anci "Del 10% i tagli agli enti locali" Delusi anche i sindacati, Pezzotta: "Non ci resta che piangere" Montezemolo e Billé non intervengono al tavolo con le parti sociali
Il presidente dell'Anci Leonardo Domenici
ROMA - Pollice verso alla Finanziaria targata Tremonti. A cominciare dagli enti locali che preannunciano una stangata e sostengono che i tagli previsti dalla manovra saranno ben superiori al 6,7 per cento delle spese correnti lasciato trapelare dal governo. Giudizio negativo anche dai sindacati: Cgil Cisl e Uil lamentano la mancanza di misure certe e definite, definendo "preoccupante" il quadro prospettato dall'esecutivo ed esprimendo così tutta la loro "delusione".
Le proiezioni fatte dall'Associazione nazionale dei Comuni (Anci) stimano il colpo di scure intorno al 10%. "Secondo i calcoli che abbiamo iniziato a fare saranno intorno al 10%", ha spiegato il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, uscendo da Palazzo Chigi dopo l'incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla manovra economica.
"Esco dalla riunione con molta preoccupazione - ha aggiunto Domenici - Rispetto alle ipotesi di questi giorni i tagli previsti dalla Finanziaria sono molto superiori". "E molti di questi tagli che saranno pesanti - ha lamentato ancora - si riverseranno sulle città e sui comuni" con delle conseguenze che si percepiranno "concretamente nella vita dei cittadini". Dai tagli, ha detto ancora il presidente dell'Anci, "saranno escluse le spese sociali" ma non si è specificato di quale tipo.
A conclusione dell'incontro con il ministro dell'Economia parla di "quadro preoccupante" anche Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che chiede al governo di "cambiare rotta". Ancora più duro Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, che usa l'espressione "pura evanescenza": da Tremonti, ha spiegato il governatore, "nessuna risposta sui conti aperti, dal fondo sociale 2005 a quelli di perequazione della sanità 2004". "E' difficile - ha concluso Vendola - dare un giudizio senza cifre. Da parte nostra abbiamo espresso piena disponibilità a collaborare ma l'impressione è che possa arrivare a breve un colpo alla nuca".
In ogni caso le Regioni si sono dette disponibili ad aprire "un tavolo di lavoro" per lavorare a "un maxiemendamento correttivo strutturale".
Dopo gli enti locali Tremonti ha incontrato le parti sociali e anche qui il tono delle reazioni non è stato molto diverso. "Dirsi delusi è poco, non ci resta che piangere", ha commentato il leader della Cisl Savino Pezzotta. Al termine dell'incontro Cgil Cisl e Uil hanno lamentato la mancanza di misure certe e definite, definendo "preoccupante" il quadro prospettato dall'esecutivo.
Confindustria e Confcommercio sospendono il giudizio sulla manovra 2006. Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Billé infatti non hanno preso la parola nel corso dell'incontro. "Aspettiamo che il governo precisi le sue proposte", affermano fonti di viale dell'Astronomia.
Un incontro "sostanzialmente deludente" sintetizza Gugliemo Epifani. Il leader della Cgil riferisce che nel 2006 il governo prevede di ricavare 9 miliardi di euro da dismissioni immobiliari, parlando di "cifre impossibili da realizzare". "Il governo ci ha offerto un quadro senza alcuna certezza" prosegue Epifani. "Non c'è nulla sul controllo dei prezzi. Nessuna idea, nemmeno sulle risorse per i tagli e sull'evasione fiscale. Nulla sui pensionati e sui non autosufficienti o sul fondo sociale". Insomma, ha concluso, "è stato un incontro deludente e una Finanziaria preoccupante. Il governo è ancora in alto mare. Una Finanziaria che non aiuta nessuno, né le imprese né le famiglie".
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario della Cisl Savino Pezzotta: "Non ci sono state risposte, né indicazioni. Bisogna a questo punto aspettare il testo per capire cosa bisogna fare. Ma se le premesse sono il Dpef e il Patto per l'Europa, sulla validità dell'intervento ci crediamo molto poco". Pezzotta ha sottolineato che "sono scomparse anche le cose lette sui giornali. Non vi è tassazione sulle rendite finanziarie, il governo non sembra intenzionato a farlo. Il Mezzogiorno non è nemmeno accennato. Anche sulla famiglia, niente".
Infine, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti si è mostrato scettico: "Non ci facciamo alcuna illusione. L'unica cosa che ci interessa è la politica dei redditi, la rivalutazione delle pensioni e una politica più decente sul contenimento dei prezzi".
(27 settembre 2005)
|
Non basta: portava i capelli lunghi, era stato concepito fuori dal matrimonio, con fecondazione eterologa, e soprattutto non si interessava di politica: roba da scandalizzare perfino la Spagna di Zapatero. “Invece di ispirarsi a quel debosciato anarchico – raccomanda il presidente della Cei -, il cattolico prenda esempio da Maometto, che era regolarmente sposato e padre”. In un intervento a tutto campo, il porporato condanna anche le intercettazioni telefoniche: “Sono un atto contro natura e procurano sordità”, Nell’imminenza della campagna elettorale, la Chiesa, assicura Ruini, non sceglierà nessuno dei due schieramenti: “Non ce n’è bisogno: entrambi fanno sempre ciò che vogliamo noi”. Mentre Berlusconi rivendica l’impegno del governo in favore delle famiglie dei miliardari lombardi pelati con due mogli e cinque figli, Romano Prodi mette a punto il suo programma sulle vere emergenze del paese: “Politica interna: sono contrario ai matrimoni gay. Economia: sono contrario ai matrimoni gay. Guerra in Iraq: sono contrario ai matrimoni gay. Ambiente: sono contrario ai matrimoni gay. Immigrazione: sono contrario ai matrimoni gay. Caro benzina: sono contrario…”
76) A Benigno Zaccagnini
(non recapitata)
Caro Zaccagnini,
ecco, sono qui per comunicarti la decisione cui sono pervenuto nel corso di questa lunga e drammatica esperienza ed è di lasciare in modo irrevocabile la Democrazia Cristiana. Sono conseguentemente dimissionario dalle cariche di membro e presidente del Consiglio Nazionale e di componente la Direzione Centrale del Partito. Escludo ovviamente candidature di qualsiasi genere nel futuro. Sono deciso a chiedere al Presidente della Camera, appena potrò, di trasferirmi dal Gruppo Parlamentare della D.C. al Gruppo Misto. E’ naturale che aggiunga qualche parola di spiegazione. Anzi le parole dovrebbero essere molte, data la complessità della materia, ma io mi sforzerò di ridurle al minimo, cominciando, com’è ovvio, dalle più semplici. Non avendo mai pensato, anche per la feroce avversione di tutti i miei familiari, alla Presidenza della Repubblica, avevo immaginato all’inizio di legislatura di completare quella in corso come un vecchio al quale qualche volta si chiedono dei consigli e con il quale si ama fare un commento sulle cose, che l’età ed il personale disinteresse rendono, forse, obiettivo. Come più volte ti ho detto, fosti tu a deviare questo corso delle cose, mentre furono ancora tuoi amici che fecero riserve, sempre nell’illusione che io dovessi dare ancora qualche cosa al Partito, non appena si accennò ad una presidenza di Assemblea, per concludere in tal modo la mia attività politica. Così mi sono trovato in un posto difficile e ambiguo, che dava all’esterno la sensazione di un predominio (inesistente) della D.C. ed all’interno creava imbarazzi, gelosie, equivoci, timori. Essendoci lasciati in ottima intesa la sera del martedì, già pochi giorni dopo, qui dove sono, avevo la sensazione di avervi in qualche modo liberato e che io costituissi un peso per voi non per il fatto di non esserci, ma piuttosto per il fatto di esserci. E questo per ragioni obiettive, perché non c’è posto, accanto al Segretario Politico eletto dal Congresso, per un Presidente del Partito che abbia rispetto di sé e delle cose. E se il vostro profondo pensiero coincideva con quello che io avevo fatto valere, perché non accontentarci tutti in una volta? Aggiungerò poi (e questo va al di là della Presidenza del Consiglio Nazionale di cui abbiamo parlato sin qui) che io non ho compreso e non ho approvato la vostra dura decisione, di non dar luogo a nessuna trattativa umanitaria, anche limitata, nella situazione che si era venuta a creare. L’ho detto cento volte e lo dirò ancora, perché non scrivo sotto dettatura delle Brigate Rosse, che, anche se la lotta è estremamente dura, non vengono meno mai, specie per un cristiano, quelle ragioni di rispetto delle vittime innocenti ed anche, in alcuni casi, di antiche sofferenze, le quali, opportunamente bilanciate e con il presidio di garanzie appropriate, possono condurre appunto a soluzioni umane. Voi invece siete stati non umani, ma ferrei, non attenti e prudenti, ma ciechi. Con l’idea di far valere una durissima legge, dalla quale vi illudete di ottenere il miracoloso riassetto del Paese, ne avete decisa fulmineamente l’applicazione, non ne avete pesato i pro e i contro, l’avete tenuta ferma contro ogni ragionevole obiezione, vi siete differenziati, voi cristiani, dalla maggior parte dei paesi del mondo, vi siete probabilmente illusi che l’impresa sia più facile, meno politica, di quanto voi immaginate, con il vostro irridente silenzio avete offeso la mia persona, e la mia famiglia, con l’assoluta mancanza di decisioni legali degli organi di Partito avete menomato la democrazia che è la nostra legge, irreggimentando in modo osceno la D.C., per farla incapace di dissenso, avete rotto con la tradizione più alta della quale potessimo andar fieri. In una parola, l’ordine brutale partito chissà da chi, ma eseguito con stupefacente uniformità dai Gruppi della D.C., ha rotto la solidarietà tra noi. In questa (cosa grossa, ricca di implicazioni) io non posso assolutamente riconoscermi, rifiuto questo costume, questa disciplina, ne pavento le conseguenze e concludo, semplicemente, che non sono più democratico cristiano. Essendo scontata in ogni caso dal momento del mio rapimento (e della vostra mistica inerzia) il mio abbandono della Direzione e del Consiglio Nazionale, restava, se il vostro comportamento fosse stato diverso e più costruttivo, la possibilità della mia permanenza senza alcun incarico nella famiglia democratica cristiana e che è stata mia per trentatré anni. Oggi questo è impossibile, perché mi avete messo in una condizione impossibile. E perciò il mio ritiro da semplice socio della D.C. è altrettanto serio, rigido ed irrevocabile quanto lo è il mio abbandono dalle cariche nelle quali avevamo creduto di poter lavorare insieme. Tutto questo è finito, è assolutamente finito. Ed ora che posso parlare, senza che nessuno pensi ad una pretesa di successione, a parte il mio durissimo giudizio sul Presidente del Consiglio e su tutti coloro che hanno gestito in modo assolutamente irresponsabile questa crisi, c’è, per dovere di sincerità ed antica appannata amicizia, la valutazione su di te, come, per così dire, il più fragile Segretario che abbia avuto la D.C., incapace di guidare con senso di responsabilità il partito e di farsi indietro quando si diventa consapevoli, al di là della propaganda, di questa incapacità. Guidare e non essere guidato è il compito del Segretario del più grande partito italiano. Giunti a questo punto, i motivi di dissenso, che non ci faranno incontrare più, sono evidentemente molti. Tu non penserai che possa trattarsi solo del modo chiuso e retrivo che ha caratterizzato il vostro comportamento in questa vicenda, nella quale vi sembrerà di avere conseguito chissà quale straordinario successo. Questa è una spia, la punta dell’iceberg, ma il resto è sotto. Ho riflettuto molto in queste settimane. Si riflette guardando forme nuove. La verità è che parliamo di rinnovamento e non rinnoviamo niente. La verità è che ci illudiamo di essere originali e creativi e non lo siamo. La verità è che pensiamo di fare evolvere la situazione con nuove alleanze, ma siamo sempre là con il nostro vecchio modo di essere e di fare, nell’illusione che, cambiati gli altri, l’insieme cambi e cambi anche il Paese, come esso certamente chiede di cambiare. Ebbene, caro Segretario, non è così. Perché qualche cosa cambi, dobbiamo cambiare anche noi. E, a parte il fatto che davvero altri (socialisti ieri, comunisti oggi) siano in grado di realizzare una svolta in accordo con noi - il che possiamo augurarci e sperare - la D.C. è ancora una così gran parte del Paese, che nulla può cambiare, se anch’essa non cambia. E per cambiare non intendo la moralizzazione, l’apertura del Partito, nuovi e più aperti indirizzi politici. Si tratta di capire ciò che agita nel profondo la nostra società, la rende inquieta, indocile, irrazionale, apparentemente indominabile. Una società che non accetti di adattarsi a strategie altrui, ma ne voglia una propria in un limpido disegno di giustizia, di eguaglianza, di indipendenza, di autentico servizio dell’uomo. Ecco tutto. Benché sia pessimista, io mi auguro che facciate più di quanto osi sperare. Non era questa la conclusione cui avevo pensato né l’addio immaginato per te ed i colleghi. Ma le cose sono così poco nelle nostre mani, specie se esse sono troppo deboli o troppo forti. Che Iddio ti aiuti ed aiuti il Paese. Cordialmente.
Aldo Moro
Ecco l'attualità di Moro.
Editoriale 
a cura del Direttore: Antonia Geninazza
Cari amici,
il vecchio adagio ammonisce che al peggio non c’è mai fine, ma un conto è ripeterlo nelle faccenduole quotidiane e un altro è vedere una nazione affondare nel ridicolo.
Mentre scrivo, è il primo pomeriggio di venerdì 23 settembre, l’ultima notizia è che Berlusconi è salito al Quirinale, non so se fosse una visita prevista, chi l’abbia sollecitata, spero solo sortisca risultati chiari e non pateracchi. Che non abbia mai avuto il Cavaliere ai vertici del mio gradimento non è un mistero, del resto non sono una sfegatata di nessuna delle figure che popolano la politica, cerco di ragionare con la mia testa e osservo quello che mi circonda, leggo, ascolto e le ultime dichiarazioni in diretta televisiva del Cavaliere mi hanno fatto rizzare i capelli. È sempre da dieci e lode secondo il suo giudizio, e non lo metto in dubbio perché si è speso molto per le proprie questioni private e aziendali, ma guardandolo con gli occhi di chi non è narciso vedevo un venditore di fumo in preda a dubbi amletici, incapace di prendere decisioni razionali, come mettere fine alla farsa Fazio, e pronto a qualche furbata ma non a seguire un programma. Ha tirato a campare forte della maggioranza ben foraggiata di cui si è circondato, ma quando la stoffa non c’è prima o poi si vede e adesso è chiaro che non solo non c’era la stoffa, ma che anche la qualità lasciava a desiderare. Quanto ai personaggi che lo hanno mantenuto in vita finora, dovrebbero rispondere del perché gli hanno tenuto bordone malgrado li abbia sempre presi a pesci in faccia. Mi indignavo io a sentirlo affermare che li aveva raccattati, non riuscivo a capire, se non in termine di poltrone e quattrini, perché accettassero tanti insulti, è arrivato a definirli metastasi anche se con smentita, ha minacciato di esplodere… caro Cavaliere, più che esplodere mi sembra stia implodendo, la sua figura politica, se mai c’è stata, è sempre più piccola mentre è sempre più grande l’ombra di ridicolo che si spande sul paese. Ha presente l’Ombra della sera, quella statuetta etrusca filiforme? Anche una cosa piccola al tramonto ha un’ombra lunga.

Tutto ebbe inizio nel 1995 con l'accusa del manager Romagnoni
"La società venne usata dal gruppo Fininvest per operazioni illecite"
All Iberian, dieci anni di processo
tra prescrizioni e leggi cambiate
Berlusconi e Craxi vennero condannati in primo grado, ma in appello
subentrò la prescrizione. Il secondo processo dalla primavera 2000
MILANO - "All Iberian fu usata dal gruppo Fininvest" per operazioni illecite. Con questa accusa fatta dal manager Giovanni Romagnoni davanti ai Pubblici ministeri tra il 23 e il 24 novembre 1995, ebbe inizio ufficialmente l'inchiesta.
Nel novembre 1996 l'avvio del processo andato avanti fino al luglio del 1998. Un mese prima però il procedimento era stato diviso in due perchè il tribunale aveva stralciato la parte relativa al falso in bilancio da quella per finanziamento illecito ai partiti (soldi al Psi di Bettino Craxi). Per questa seconda accusa Silvio Berlusconi era stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione e una multa da oltre dieci miliardi mentre Craxi ebbe 4 anni. Secondo l'accusa il denaro da Fininvest era finito al Psi proprio attraverso la società 'off shore' All Iberian.
Nell'ottobre 1999 la Corte d'appello di Milano dichiara prescritto il reato di illecito di finanziamento ai partiti per Berlusconi e Craxi e nel novembre 2000 la Cassazione conferma la prescrizione.
Lo stralcio per il falso in bilancio "All Iberian 2", quello concluso oggi, inizia invece nella primavera del 2000 davanti ai giudici della II sezione penale.
Nel frattempo il Parlamento modifica però la legge sul falso in bilancio, e il reato diventato perseguibile solo su querela di parte. La Fininvest, che in un primo momento si era costituita parte civile, non ripresenta l'istanza.
Inizia una nuova 'battaglia' sulla legittimità e l'interpretazione della nuova norma sui reati societari: il pubblico ministero Francesco Greco solleva eccezione di legittimità costituzionale, ritenuta però inammissibile dalla Corte costituzionale.
I giudici ricorrono quindi alla Ue e il 14 marzo scorso si decide di rinviare il processo in attesa della decisione della corte di Giustizia europea sulla compatibilità della legge italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. Il 3 maggio scorso la Corte di Giustizia della Comunità Europea rigetta il ricorso dei giudici di Milano. Da qui la decisione odierna di sancire l'assoluzione perchè il fatto non è più reato.
(26 settembre 2005)
Politica


All Iberian, Berlusconi assolto: il falso in bilancio non c'è più
di red
Assolto perché il reato non esiste più: questa la motivazione con cui i giudici del Tribunale di Milano hanno assolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (e altri tre ex manager Fininvest) imputato nel processo All Iberian con l’accusa di falso in bilancio. Ma dopo l’entrata in vigore della nuova legge sul diritto societario voluta proprio dalla Casa delle Libertà e dal premier, il reato di falso in bilancio non è più tale. Pecorella soddisfatto: «Una splendida legge».
La Casa delle Libertà esulta. L'Unione: «È questo il suo golpe giudiziario»
(da Repubblica del 23.09.2005)
Satira preventiva di Michele Serra
Fumata bianca per Samantha I
Nuova fase nei rapporti tra Stato e Chiesa. Infatti, poiché la Chiesa partecipa alla vita politica e legislativa del Paese, lo Stato italiano intende rimediare al suo colpevole disinteresse riguardo agli assetti interni della Chiesa
I rapporti tra Stato e Chiesa stanno per entrare in una fase nuova. Infatti, poiché la Chiesa partecipa attivamente alla vita politica e legislativa del Paese (vedi il titolo sul 'Corriere della Sera' del 19 settembre: 'Coppie di fatto, le condizioni di Ruini'), lo Stato italiano intende rimediare al suo colpevole disinteresse riguardo agli assetti interni della Chiesa. Nel nome della reciprocità, e per non essere da meno, lo Stato ha dunque deciso di intervenire nella vita della Chiesa, ponendo le seguenti condizioni preliminari.
Vita privata dei preti La Repubblica, a tutela dei suoi orientamenti liberali, dichiara nullo il voto di castità e suggerisce caldamente a preti e suore di trombare allegramente, sposarsi e contrarre relazioni etero e omosessuali senza vincolo alcuno. Le accuse di intromissione indebita, subito sollevate dalla Cei, sono state accolte con vivo stupore nel mondo parlamentare: "Loro ci dicono sempre come dobbiamo comportarci in casa nostra, perché mai non possiamo fare altrettanto con loro?".
Vita privata delle suore Come sopra.
Elezione del papa Il papa dovrà essere nominato attraverso regolari elezioni a suffragio universale, con obbligo di campagna elettorale. Il Conclave sarà considerato lobby coperta e sciolto dai bersaglieri, la fumata bianca sarà consentita ma non quella nera, ottenuta con carbonella da barbecue e contraria alle leggi anti-inquinamento in vigore.
I cardinali candidati dovranno tenere almeno un comizio volante con megafono e volantinare nei mercati rionali, stringendo la mano alle massaie e promettendo la prima cazzata che gli viene in mente, come usa in democrazia. La compravendita di indulgenze e la promessa del Paradiso sarà equiparata al voto di scambio e punita con l'arresto immediato. Secondo i dettami della Costituzione, potranno concorrere al soglio anche le donne e chi abbia superato il diciottesimo anno di età. Secondo i primi sondaggi, è favorita una studentessa diciannovenne di Schio, che intende prendere il nome di Papa Samantha I.
Insegnamento della religione Poiché è la Chiesa a scegliere gli insegnanti di religione nella scuola pubblica, sarà lo Stato a scegliere gli insegnanti delle scuole cattoliche. Verranno selezionati immigrati musulmani, stagiste di lap-dance, anziani libertini, testimoni di Geova, rabbini, maestri di sci, giovani hackers ripetenti, tennisti, fidanzate di sottosegretari, per assicurare una ricca rappresentanza della società civile, avvicinando sensibilmente mondo laico e mondo ecclesiale.
Celebrazione della Messa La Santa Messa dovrà essere introdotta dall'Inno di Mameli, cantato dai fedeli, e celebrata dal parroco con la fascia tricolore sopra la tonaca. L'omelia a commento dei Vangeli, per garantire il pluralismo, dovrà essere officiata da almeno due oratori, uno di area governativa e uno di opposizione, che daranno vita a un dibattito moderato dal prete. La distribuzione delle ostie sarà soggetta a severi controlli della Asl. Il vino eucaristico sarà servito da un sommelier autorizzato dalla Regione, e recensito dal sacerdote (che dovrà illustrarne il perlate, il retrogusto e le caratteristiche organolettiche).
Guardie svizzere L'uniforme delle Guardie Svizzere, unanimemente considerata ridicola e gravemente lesiva del decoro dell'Urbe, sarà ridisegnata, dopo regolare appalto statale, dallo stilista più meritevole. Favoriti Armani, che propone una giacca morbida con pantaloni morbidi e alabarda morbida, e Valentino, che punta su un elegantissimo tailleur. Bocciata la soluzione di Dolce & Gabbana, che riproponevano la stessa uniforme attualmente in dotazione, ma con l'elmo sormontato da una sirena bitonale per renderla più sobria.
Esistenza di Dio Sarà ammesso sostenerla, ma solo presentando agli sportelli competenti, presso le sedi comunali di tutta Italia, apposita documentazione. In segno di amicizia e collaborazione, lo Stato sta valutando se ammettere anche l'autocertificazione. _____________________________________________________________________________
Se si votasse oggi, i due leader perderebbero comunque:
ma distanziati di 5 e 6 punti dal Professore. Berlusconi a -14%
Sondaggio Swg, Prodi vince
Fini e Casini meglio del premier
Romano Prodi
ROMA - Sondaggio alla mano, se si votasse oggi Romano Prodi batterebbe tutti. Ma ci sono dei numeri che danno ragione a chi chiede le primarie anche nel Polo: attualmente - secondo una ricerca svolta da Swg su un campione di 600 soggetti maggiorenni residenti in italia - il leader dell'Unione distanzia di 14 punti percentuali Silvio Berlusconi, un vantaggio che si limita a 5 punti contro Gianfranco Fini e a 6 contro Pierferdinando Casini. Lontano, ma sempre meno dell'attuale premier, Luca Cordero di Montezemolo (52% a 42% per il professore), mentre Roberto Formigoni sarebbe sconfitto pesantemente: 55% contro il 39% del governatore della Lombardia.
Per quanto riguarda le coalizioni, invece, l'Unione è al 50% e il centrodestra al 44%, con i Ds al 21,5 e la Margherita al 12,5. Nella Cdl, invece, si registrerebbe Forza Italia al 17,5, An al 12 e l'Udc al 6,5%.
Le interviste della società demoscopica triestina sono state realizzate nel periodo che va dall'8 al 12 settembre scorsi. Il quadro, spiegano i ricercatori, riporta la situazione attuale. "In particolare, i dati relativi alle candidature offrono un quadro delle potenzialità, del gradimento oggi espresso dall'opinione pubblica, del diverso grado di notorietà. Non si può ancora affermare con certezza quale sarà l'esito elettorale".
"La situazione si modificherà nei prossimi mesi nel corso della campagna. Pensiamo- spiegano a Swg- che i rapporti di forza tra centrosinistra e centrodestra potrebbero trovare maggior equilibrio di quello attuale".
In ogni caso, se si votasse oggi, lo scontro Prodi-Berlusconi finirebbe con un 54% a 40% a favore del primo, con uno scarto di 14 punti.
Un grande evento culturale sarà protagonista dell'ultima pagina
dell'Estate Galatea 2005.
Dal 29 settembre al 1° ottobre si terrà presso la sala convegni di via
Cairoli, un seminario di ricerca e di studio dal titolo" I LUOGHI DELLA
PAROLA. Scritture e narrazioni." Tre giorni dedicati all'analisi della
parola, scritta e orale, come elemento fondamentale del complesso tessuto
comunicazionale proprio delle società democratiche. Il primo giorno dei
lavori ha per tema "Dove nascono le storie" e tratterà argomenti quali la
globalità dei linguaggi, l'autobiografia e la ricerca dell'identità, la
ragione, la passione, la conflittualità e la mediazione. La giornata si
chiuderà con un laboratorio per imparare a ."liberare la scrittura". Il 30
settembre si parlerà di "Scritture" affrontando i differenti modi di
de-scrivere la realtà, dalla filosofia, al giornalismo, dall'immagine
televisiva e dai media all'universo fantastico dei bambini. Il 1° ottobre
la parola diventa narrazione, forma dell'immaginario, storia e memoria,
dalla scrittura si arriverà alle opere musico-filosofiche. Una proposta di
grande valore culturale che vedrà tra i relatori scrittori, artisti,
docenti universitari e insegnanti. Il seminario è organizzato, con il
patrocinio dell'Amministrazione Comunale, dal Movimento di Cooperazione
Educativa Il Piccolo Principe. La partecipazione è gratuita e al termine
sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Iscrizioni e informazioni:
0833 864355- 3208745640
Portavoce

La legislatura più sciamannata possibile si avvia al
VIALE DEL TREMONTI.
E' possibile che meno di un anno fa Alleanza Nazionale facesse fuoco e FIAMMA per mandarlo via ed oggi lo riaccoglie?
E' possibile!!!
Dice il Vespone che fu allontanato per "difetto di colleggialità nelle scelte".
Ai Fessi!!!!
Ma quando mai!
Fu mandato via a calci nel sedere perchè non faceva quadrare i conti.
Aveva fatto un Buco.
Nonostante la cosiddettà "finanza creativa".
La Finanza creativa è quella cosa che hanno inventato gli economisti Silvan, Houdinì, Copperfield ed il Mago Tabuska.
Consiste nel mettere i meno nella colonna dei più.
Tipo far pagare l'affitto delle autostrade all'ANAS che poi non lo paga ma è come se dei miliardi entrassero ugualmente nella colonne dell'avere.
Ve lo ricordate con la fissa del BUCO del centrosinistra?
Fu esilarante vedere come il buco si restringeva ogni volta fino a scomparire del tutto.
Pure il Giornale - Dico IL GIORNALE- lo sbugiardò.
Poi lo fece lui, il buco, la brava Tremontina dalla polpettina in bocca.
E fu mandato via dai puri e duri, Fini in testa.
Ora lo riprendono.
Non ne trovano un altro nel centrodestra.
Manco un ragionerino qualsiasi.
Nemmeno un peritello commerciale.
Chissà se a Galatone......

Da Repubblica del 21/09/2005
G
---------------------------------------------------------
Le mani del governo sulla storia: Un nuovo decreto Gli storici? Licenziamoli
Oggi a Palazzo Barberini la protesta di Paolo Prodi
ROMA
I migliori nomi della storiografia italiana, di diversa anagrafe ma tutti indipendenti dal potere politico: licenziati entro la fine del 2005. Questo il destino della Giunta centrale degli studi storici - una sorta di carta d´identità della nostra storiografia all´estero, con compiti organizzativi nel coordinamento tra i diversi istituti storici - secondo quanto stabilito dal decreto governativo, ora all´esame del Consiglio di Stato (che ha già espresso un parere negativo, giudicando il nuovo regolamento non rispettoso dell´autonomia scientifica: ma non è un parere vincolante). Se passerà il decreto - manca però la firma del presidente Ciampi - non soltanto figure di rilievo come Paolo Prodi, Pietro Scoppola, Brunello Vigezzi, Giovanni Miccoli, Giuseppe Talamo, Massimo Miglio, Andrea Giardina, Gabriele De Rosa, Pietro Pastorelli, Luigi Lotti, Franco Bolgiani saranno messe alla porta, ma viene approvato un nuovo criterio di nomina per il quale sarà esclusivamente il ministro Buttiglione a decidere chi farà parte della nuova Giunta, senza che gli attuali membri possano avere voce in capitolo (tranne alcune eccezioni). La nomina, inoltre, cessa di essere "a vita" per diventare "a termine": una temporaneità che ne accresce la dipendenza dal governo. «È passata la bozza più invasiva», commenta Prodi, da quattro anni presidente della Giunta. «Una vera occupazione politica degli studi storici: con conseguenze ancora più gravi per la storia contemporanea». Ed ancora: «Un profondo vulnus alla libertà della ricerca e alla rappresentatività della storiografia italiana».
Storico modernista tra i più stimati sulla scena internazionale, fratello maggiore (ma meno conosciuto) di Romano, il professor Prodi ha scelto un´occasione significativa per richiamare l´attenzione sul pericolo del controllo governativo nel campo della storiografia: un bilancio di mezzo secolo di studi storici, che pronuncerà oggi pomeriggio a Palazzo Barberini, in occasione del convegno dedicato al X Congresso internazionale di Scienze Storiche tenuto a Roma nel 1955, il punto più alto di una cultura che vedeva nella storia il centro di conoscenza dell´uomo. «Non avevo compiuto ancora 23 anni», racconta lo studioso. «Vi partecipai clandestinamente dietro consiglio di due maestri sotto la cui guida avevo appena cominciato a studiare la riforma tridentina: Delio Cantimori e monsignor Hubert Jedin, il principale esponente della storiografia marxista in Italia e il grande storico del Concilio di Trento». Dell´amicizia tra queste due personalità così diverse, Prodi si dice «figlio dal punto di vista del mestiere». Il salto a cinquant´anni dopo non deve essere indolore: sempre più marginali appaiono gli storici, e sempre più esposti alla strumentalizzazione della politica. «Da presidente della Giunta, ho scritto più volte al precedente ministro Urbani, ora al ministro Buttiglione: senza riceverne risposta». Nelle sue lettere il professor Prodi lamenta la mancanza di un principio equo nelle procedure di nomina previste dal nuovo regolamento. «È vero che le precedenti nomine erano politiche, ma si trattava di nomine a vita, che si sottraevano al variare delle maggioranze. Noi abbiamo rinunciato alle nomine a vita, persuasi che agli storici fosse consentito scegliere i candidati da sottoporre al ministro. Ma questa richiesta non è stata accolta, se non per eccezioni».
Il decreto governativo è stato seguito con particolare cura da Gianfranco Fini, il quale ha recentemente appoggiato l´assegnazione dell´archivio storico del ministero degli Esteri al direttore di Nuova storia contemporanea Francesco Perfetti, in sostituzione di Pastorelli, vicepresidente della Giunta. «È evidente», dice Prodi, «che il controllo politico avrà effetti più evidenti sulla storia contemporanea. Ma tutti gli studi storici ne risentiranno». Il decreto sulla Giunta centrale segue di poco un altro contestato decreto che sposta a Palazzo Chigi documenti finora destinati all´Archivio Centrale dello Stato. Commenta Prodi: «Tutti sintomi del disfacimento dello Stato moderno».
|
Berlusconi e gli alleati
|
Inviato da giorgiobaske
LI SOPRANI DER MONNO VECCHIO
C'era una vorta un Re cche ddar palazzo Mannò ffora a li popoli st'editto: «Iö sò io, e vvoi nun zete un cazzo, Sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto: Pòzzo vénneve a ttutti a un tant'er mazzo: Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo, Ché la vita e la robba Io ve l'affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo O dde Papa, o dde Re, o dd'Imperatore, Quello nun pò avé mmai vosce in capitolo.»
Co st'editto annò er boja pe ccuriero, Interroganno tutti in zur tenore; E arisposeno tutti: "E' vvero, è vvero".
G. G. BELLI
non sembra straordinariamente attuale anche a voi?
|
Hanno la faccia come il Cuore
No!!!! Tremonti NO!!!!!!!
Né mai minesce scarfate né serve riturnate!!!!
 |
SINISCALCO SI DIMETTE, TREMONTI NUOVO MINISTRO DELL'ECONOMIA |
ROMA - Giulio Tremonti e' il nuovo ministro dell'Economia. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi dopo le dimissioni di Domenico Siniscalco.
Il premier ha anche espresso un giudizio di forte critica sull'operato del Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio: e' 'incompatibile con la credibilita' nazionale'. La permanenza del Governatore - ha aggiunto Berlusconi - non e' ''opportuna''.
L'accordo per il ritorno di Tremonti all'Economia e' stato trovato durante un vertice dei leader della Cdl a Palazzo Chigi.
PRODI: TREMONTI HA PORTATO PAESE IN QUESTE CONDIZIONI ''Non sto a dare giudizi sulle persone. Dico che Tremonti e' quello che ha portato alla situazione in cui siamo adesso''. Lo ha detto Romano Prodi parlando al Teatro Carcano di Milano in una conversazione pubblica con Umberto Eco e Sandra Bonsanti. ''Il messaggio che viene dato al mondo economico, finanziario e politico - ha aggiunto Prodi - e' assolutamente negativo per il nostro Paese''. ''Questo governo non regge piu' - ha continuato il leader dell'Unione - puo' tirare avanti ancora un po' perche' ha 127 deputati in piu'''.
BERLUSCONI A FOLLINI, PRONTO A DISCUTERE SU LEADERSHIP Silvio Berlusconi risponde a Marco Follini, che nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi con tutti i leader della Cdl aveva posto la questione della leadership nel centrodestra, dichiarandosi disponibile ad aprire da subito il confronto per individuare ''quei meccanismi democratici'' per la scelta della nuova classe dirigente della Cdl in vista delle prossime elezioni. ''Sono a disposizione, non ho difficolta' a confermarlo. Non ho avuto nessuna difficolta' ad accettare la questione. Visto che il problema e' stato posto per la prima volta sul tavolo del vertice della Cdl da Marco Follini''. ''Sono una risorsa e non un problema della maggioranza'', ha aggiunto il premier poco prima di lasciare Palazzo Chigi per recarsi al Quirinale per la nomina di Giulio Tremonti a ministro dell'Economia. |
|

la legge elettorale durante il periodo fascista
Giunto al potere nel 1922, Benito Mussolini manifestò subito la volontà di modificare il sistema elettorale e di conseguenza indire nuove elezioni per costituirsi una Camera sostanzialmente favorevole (nelle elezioni del 1921 erano stati eletti solo 35 deputati fascisti). La legge elettorale del 18 novembre 1923, n. 2444, meglio nota come legge Acerbo (dal nome del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giacomo Acerbo, che ne fu l'estensore materiale), rispondeva a questa fondamentale esigenza. Si introdusse un sistema che prevedeva la introduzione nel territorio dello Stato del Collegio Unico nazionale attribuendo due terzi dei seggi alla lista che avesse riportato la maggioranza relativa, mentre l'altro terzo sarebbe stato ripartito proporzionalmente tra le altre liste di minoranza su base regionale e con criterio proporzionale. La legge dopo un dibattito che vide le opposizioni divise fu approvata dalla Camera il 21 luglio 1923 con 223 voti a favore e 123 contrari.
|
 |
Decreto reale di autorizzazione alla presentazione del disegno di legge [ASCD, DPLIC, vol. 1083, fasc. 2120] |
 |
|
 |
Relazione della Commissione presieduta da Giovanni Giolitti sul disegno di legge [ASCD, DPLIC, vol. 1083, fasc. 2120] |
 |
|
Il disegno di legge sulla riforma della rappresentanza politica presentato alla Camera il 27 febbraio 1928 dal ministro della giustizia Alfredo Rocco, introdusse un nuovo sistema elettorale che, negando la "sovranità popolare" e liquidando l'esperienza parlamentare, contribuiva alla realizzazione di un regime autoritario basato sulla figura del Capo del governo. Il provvedimento approvato alla Camera il 16 marzo senza discussione riduceva le elezioni all'approvazione di una lista unica nazionale di 400 candidati, prevedendo la presentazione di liste concorrenti solo quando la lista unica non fosse stata approvata dal corpo elettorale. La compilazione della lista era compito del Gran Consiglio del Fascismo, dopo aver raccolto le designazioni dei candidati da parte delle confederazioni nazionali di sindacati legalmente riconosciute ed altri enti ed associazioni nazionali. (Testo unico 2 settembre 1928, n. 1993) |
 |
Decreto reale di autorizzazione alla presentazione del disegno di legge [ASCD, DPLIC, vol. 1171, fasc. 1918] |
 |
|
 |
Un emendamento accettato dal Capo del Governo, Benito Mussolini [ASCD, DPLIC, vol. 1171, fasc. 1918] |
 |
|
 |
Risultato della votazione finale [ASCD, DPLIC, vol. 1171, fasc. 1918] |
 |
|
| Il sistema elettivo fu poi abbandonato nel 1939; la Camera dei deputati venne soppressa ed al suo posto venne istituitala Camera dei Fasci e delle corporazioni di cui facevano parte coloro che rivestivano determinate cariche politico-amministrative in alcuni organi collegiali del regime e per la durata della stesse. |
|
 |
http://www.camera.it/index.asp?content=%2Fcost%5Freg%5Ffunz%2F667%2F1157%2F1154%2Fdocumentotesto%2EASP%3F

Il seminario
“I luoghi della parola. Scritture e narrazioni”
progettato e organizzato dal gruppo “il Piccolo Principe” del MCE di Galatone, vuol essere un momento di incontro, riflessione e dibattito per coloro che ritengono il linguaggio orale, scritto, su carta e virtuale, uno strumento indispensabile per conoscere, approfondire e comunicare il proprio pensiero, in una relazione di dialogo, confronto e crescita personale. Nella società civile la parola orale e scritta entra quindi a far parte del gioco comunicativo che produce reazioni, discussioni, stimoli, ricerche e confronti, fondamento della società democratica.
La prima giornata tratta, a partire dai luoghi della parola, le motivazioni che portano ciascuno di noi ad esprimersi attraverso scritture, narrazioni, racconti e storie personali.
Nella seconda giornata vengono presentate delle esperienze di racconto orale e narrazione, scrittura virtuale e multimediale.
Nella terza giornata si approfondisce la narrazione letteraria, storica e filosofica oltre la scrittura, anche attraverso una riflessione sul rapporto tra corpo e linguaggio. Un’opera musico filosofica concluderà la terza serata.
Gli interessati sono invitati a iscriversi per partecipare nei giorni 29, 30 settembre e 1 ottobre 2005, dalle 15.30 alle 19.30, presso la sala convegni di via Cairoli a Galatone.
Il seminario è gratuito. Sarà rilasciato un attestato di frequenza.
I LUOGHI DELLA PAROLA
scritture e narrazioni
DOVE NASCONO LE STORIE - 29 settembre ore 15.30 – 19.30
Parole di carta.
La globalità dei linguaggi.
Gabriele Grasso, insegnante - mce
Racconto una storia che è la mia.
Autobiografia e ricerca di identità.
Teresa Musca, insegnante - mce
I luoghi perduti della parola.
I conflitti e la mediazione.
Imma Linciano, mediatrice familiare - assoc. “il puzzle”
Una storia per cominciare.
Nadia Linciano, ludotecaria – assoc. “il puzzle”
Dove nascono le storie.
Scrivere. Ragioni e passioni.
Luigina De Prezzo, insegnante - responsabile mce
Esperienza di laboratorio.
Come liberare la scrittura.
Coordina il gruppo “il Piccolo Principe” mce
SCRITTURE - 30 settembre ore 15.30 – 19.30
Prima della parola.
L’esperienza dei Giovani Pensatori.
Ada Fiore, docente di Storia e Filosofia - liceo “Capece” Maglie
La voce dei silenzi.
Immagini, suggestioni, racconti.
Giuliana Coppola, giornalista e scrittrice
Daniele Fusco, operatore di ripresa di TeleRama
La scrittura nella grande ragnatela.
Viaggio mediatico di culture e pensieri.
Giuseppe Resta, architetto - mce
Il quaderno che scoppia:
le idee prigioniere, fuori dal banco,
scritturando, non ancora bambino.
Giovanni Santi, insegnante - mce
NARRAZIONI - 1 ottobre ore 15.30 – 19.30
Narrazione.
Forma dell’immaginario, della conoscenza.
Antonio Errico, dirigente scolastico e scrittore
Oltre la scrittura:
la testimonianza, il corpo, la voce.
Carlo Alberto Augieri, docente Critica Letteraria e Letterature Comparate - Università Lecce
Storia, memoria e filosofia:
dall’oralità alla scrittura.
Proiezione del film di Marco Pozzi “Senza Tregua”
Fabio Minazzi, docente Filosofia Teoretica e Didattica della Filosofia - Università Lecce
Conosci te stesso.
Opera musico-filosofica
effetto dell’impatto interiore emozionale
prodotto dalle indagini filosofiche
della tradizione greca e orientale
Tappeti sonori di Francesco Rizzo, studente di filosofia, cantautore
Labirinti di parole di Giulia Santi, laureata di base in filosofia
DIBATTITO
Il Circolo Margherita "A" convoca i partiti della Coalizione di Centrosinistra per la ricerca di una soluzione politica che lo accontenti.
Non li convoca tutti, però.
E non convoca nemmeno il Circolo della Margherita "Cosimo Settimo", il Circolo "B"
Lo ignora.
Ma ignorandolo ignora anche che non può parlare e manovrare per tutti.
Il Segretario parla senza l'autorità della piena rappresentatività.
Il Segretario, come il Capitano del Bounty , non si rende conto che gli ufficiali sono contro di lui.
E da solo non può govvernare la nave.
Solo qualche scialuppa.
Va avanti nel suo assolutismo e decisionismo autoreferente.
Forse ha ragione chi lo accusa di ragionare con i muscoli.
Ma la storia insegna che dopo certi governi vengono le ghigliottine.
Tutto al contrario del Sindaco che dopo la coraggiosa decisione di mandare via il Vicesindaco coinvolto in affari poco chiari (DICO : POCO CHIARI, non do giudizi) non fa un passo che sia uno.
Aspetta.
Forse vuol vedere passare sul fiume il cadavere del nemico
E se il nemico cambiasse fiume?
Perchè il guaio grosso che questi signori non capiscono proprio è che la loro DELEGA è nel gestire il paese, non nel gestire i loro porci comodi di supremazia politica e di orticelli di potere.
E che i problemi si risolvono affrontandoli e discutendo, facendo chiarezza, non facendo silenzio.
Pertanto forse è bene fare un avviso ai governanti:
Finitela con le guerre intestine, siate seri, se potete.
Lo spettacolo che state dando è assolutamente inverecondo.
Il Vicesindaco è armai fuori. Non lo salva nemmeno il 118.
Non si può ridare la fiducia quando si è persa.
Il Sindaco può fare che ha fatto, ne ha facoltà.
E tutti immaginano che aveva ragioni per farlo.
La fiducia non si restituisce per forza, magari con una supposta.
Continuare ad insistere sopra non può che scatenare sospetti indicibili.
Controproducenti.
La cultura del sospetto non nasce da sola ma la generano gli atti sconsiderati, le posizioni ambigue.
Galatone ha bisogno di un governo saggio, non di governanti più interessati agli affari personali ed alle beghe di commari.
Il Cittadino si è stancato.
VERAMENTE
Mi meraviglio solo che le tanto decantate Segreterie Provinciali, quelle che "senza di loro non si fa niente" tacciano.
Dovrebbero sapere che certi modi di gestire i partiti ingenerano profondo malcontento e disaffezione.
Giustificano a pieno la pessima considerazione del ruolo dei partiti che si ha oggi.
Praticamente danno ragione a chi li considera solo cosche d'interesse ai limiti, ed oltre, della legalità.
Volete darmi ragione?
Comunque, è bene dirlo chiaro e fuori dai denti, a prescindere dai risultati conseguiti, questa compagine di governo cittadino, tra defezioni, spostamenti, ribaltamenti, lettere anonime, affari sporchi, litigi, lotte intestine, spaccature ecc. ecc. sta dando una pessima immagine della politica di sinistra.
Se lo scopo era quello di non far umiliare la giunta Miceli ci sta riuscendo.
Si sta avviando alla fotocopia.
Silvio e la teoria dei giochi
Nella teoria dei giochi, una regola del giocatore avveduto vuole che se si deve rischiare in un gioco, dalle carte, al calcio o anche nella politica, tanto vale farlo subito. Se sbagli, hai piu' tempo per recuperare. Inoltre puoi contare sull'effetto sorpresa.
Leggendo i sondaggi che vedono Berlusconi naufragare, ho sorriso. Berlusconi, vinte l'elezioni, in tema di economia, si e' limitato al "trucco", al maquillage. Condoni, vendita di beni pubblici e altre operazioni tappa buchi. Tutto nella speranza di una ripresa che non e' mai arrivata. E adesso? Siamo a fine partita e si ritrova a doversi inventare una finanziaria senza sapere dove prendere i soldi. Il peggior momento in assoluto per bussare a soldi.
Se Silvio avesse seguito la Teoria dei giochi avrebbe dovuto fare qualche riforma seria subito, quando aveva ancora 4 anni di governo davanti, quando aveva tanto credito elettorale. Oggi si ritroverebbe con piu' risorse e magari con un economia piu' sana. In una posizione decisamente migliore.
Ora, per nostra fortuna (e anche sfortuna), la prossima finanziaria, che tagliera' ancora fondi qua' e la', finira' per peggiorare l'immagine di Silvio e del suo Governo, facendolo sprofondore ancora di piu' nei sondaggi.
Sembra proprio che l'Italia si liberera' presto di questo personaggio oscuro, finalmente.
ps. A proposito di teoria di giochi, vi consiglio vivamente "Io vinco tu perdi" che nonostante il titolo e' un libro eccellente.
Postato da: g.
Ha contribuito all'affondamento dei referendum sulla procreazione assistita. Ha dichiarato che la legge sull'aborto va modificata. Muove i fili dall'alto, sceglie, manipola, indica la via da seguire. Da cuoco esperto mescola lentamente e con pazienza una sbobba immangiabile nel pentolone del centro. Adesso scende in campo contro la concessione di elementari diritti alle coppie di fatto. Argomenti che per le scelte di vita che ha intrapreso non dovrebbero riguardarlo, eppure non c'è mai una volta che si faccia i pacsi suoi!
Con il banana ormai a picco, con gli alleati in rotta di collisione su qualsiasi argomento, è lui il nuovo vero leader della destra. I casini, i mastelli, i rutelli e i follini sono già a bordo del suo vascello battente bandiera vaticana.
"Stato laico" qualcuno si ostina a chiamarlo...


Casini e Berlusconi litigano su dati e percentuali?
Allora Votantonio lancia il suo SONDAGGIO!
Partecipa anche tu per sapere in anticipo il vincitore delle prossime elezioni

La Margherita di Galatone si sfoglia in due Circoli.
“M’ama, non m’ama? Non m’ama!” e così via , via di qui..
Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri…
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti,
It’s wonderfoul, it’s wonderfoul, it’s wonderfoul
good luck my babe, it’s wonderfoul,
it’s wonderfoul, it’s wonderfoul, I dream of you…
chips, chips, du-du-du-du-du
Un gruppo non “m’ama” la gestione dell’altro e la margherita “schiattona”, gemma per partenogenesi.
Galatone è il pianeta delle scimmie: uno fa una cosa e tutti lo copiano.
Tu vendi coltelli e banchi frigoriferi? Ne nascono ameno tre altri. Tu fai materassi? Sette fabbriche ! Tu pianti un ettaro di angurie? Almeno trecento ettari! Tu fai l’ingrosso di moda? E pure dieci altri. Tu fai una casa abusiva? Mille ti copiano. Fai una 447? Almeno dieci altre. Lasci la macchina creando un ingorgo? Tutti lo fanno! Butti le cicche per terra? Un tappeto! E’ così. Si scimmiotta.
Allora questo fatto della Margherita può aprire scenari inquietanti.
Molti circoli e molti partiti seguiranno l’esempio. C’è da immaginarlo.
L’UDEUR, per esempio, è stato il primo partito a dividersi. Già? Veramente!!
Ma siccome gli iscritti sono pochi e dispari si frazionerà il dispari tagliando il malcapitato iscritto “virgola cinque” in due tronchi con il magico cassone di Tabuska. La politica, chiaramente, la farà la metà che porta i piedi – si sa che per la politica il ragionamento è un opzional superfluo-.
Il DS non si è ancora formalmente diviso, anche se i due tronconi, là, c’erano da tempo. Ci ha pensato l’ex assessore a fare la riga tra gli schieramenti D ed S. Aspettiamoci il circolo “il Migliore”, quello dei puri e duri frattocchiani ex filosovietici, contrapposto al circolo “Massimo Enrico Fassino” in perfetta sintesi ideologica assemblista (ma non assemblearista) della nouvelle vague cattodemosocialcentralexcomunista.
Il glorioso Partito Socialista è gia diviso a livello nazionale tra procraxiani, procraxisti, neocraxisti, anticraxisti, filocraxiani, filofilocraxiani, postacraxisti, allarmesiamcraxisti, Nostalgiabettina, quandoc’eraLui, dopocheLuic’èstato, Bobbisti, Marxquestosconosciuto, Marxriconosciuto, socialdemocraticieruopei, socialdemocraticipugliesi, socialdemocraticisalentini, socialdemocraticigalatei, socialdemocraticivasce, socialdemocraticicastello, socialdemocraticicappuccini, socialdemocraticipommo, socialdemocraticifornotolle, socialdemocraticicoronelle, socialdemocraticiquatarelle ecc.ecc. Ogni sezione delle sezioni di quello che fu il Glorioso Partito Socialista si divideva in socialisti proberlusconi, e socialisti forseberlusconi, ed in socialisti controberlusconi. Dopo gli ultimi sondaggi che danno in ritirata l’armata Berlusconi sono rimasti solo quelli antiberlusconi.
Il Partito repubblicano si era già diviso in repubblicanididestra e repubblicanidisinistra, in repubblicani d’avanti, repubblicani d’indietro, repubblicani di sopra e repubblicani di sotto. Pochissimi erano ormai i repubblicani di dentro. A Galatone non c’è più la sezione. Ma risorgerà per dividersi. Stiamone certi.
Poi ci sono i Verdi: Solecheride, Solechepiange, Solemogio, Soleallegro, Solearrabbiato, Soleperplesso, Soleammiccante, Solearrogante, Soleabbattuto, Soleagitato . Si chiamano così fra loro. A Galatone sono pochetti e invece di circoli diversi hanno fondato entità individuali autonome. Ma è bello sentili chiamarsi con questi nomi da squaw.
Tra tanti soli, però, c’è pure chi è rimasto solo: Solosolo
I Comunisti italiani, è inutile dirlo, si divideranno in comunisti valdostani, piemontesi, liguri, lombardi, veneti, altoatesini, friulivenaziagiuliani, emiliani, romagnoli, umbri, toscani……….. ed in sottosezioni provinciali e in sottosottosezionicomunali, ed in sottosottosottosezioni di quartiere, di via di caseggiatio, di interno, di camera, di letto. Fino alla sezione “IO”, la sezione individuale che è, è stato staticamente provato, quella che vede tutti all’unanimità. Tranne che gli iscritti schizofrenici che anche da soli si contraddicono.
L’Italia dei Valori si dividerà in sottosezioni l’Italia dei favori, l’Italia dei pomodori, l’Italia degli allori, l’Italia dei minori, l’Italia dei pallori, l’Italia dei dolori (questo risulterà il partito con più iscritti).
In fondo a sinistra inizierà la scissione di Rifondazione Comunista. Pronte le sezioni di Rifondazione Qualunquista, Rifondazione Garibaldista, Rifondazione Giovaneitalista, Rifondazione Sanculottista, Rifondazione Sapatista, Rifondazione Borbonista, Rifondazione Franchista, Rifondazione Gollista, Rifondazione Descamisadista ecc. ecc. ecc. rifondando tutto quello che, scomparso, c’è da rifondare.
Non potevo assolutamente trascurare il mitico Sud Tyrol Volcs Partai che è pronto a gemmarsi in Nord Tyrol Volcs Partai, in Est Tyrol Volcs Partai, in Ovest Sud Tyrol Volcs Partai e tutti, a loro volta in Partiti tirolesi per valli e comunità montane. A Galatone nascerà il Sud Sud Sud Tyrol Volcs Partai Le serre. Che subito si scinderà nella sottosezione “Monte del Cocciolo”.
Arrivati alla scomposizione dell’atomo una gigantesca esplosione politica azzererà tutto, tranne la granitica Giunta di Galatone che sopravvive a tutto e nonostante tutto come una scatola nera dopo uno schianto.
Anche perché sarà un bel dilemma per il sindaco riuscire a dare un assessore alla Margherita cercando di accoppiare mezzo da un circolo e mezzo dall’altro. A metterne due da due circoli diversi rischierebbe di vederseli produrre in tentativi continui di sodomia fornendo uno spettacolo inverecondo e sconcio a tutto il paese e a detrimento dell'onorabilità delle istituzioni. Quando si mettono a sfogarsi così non li separi nemmeno a secchiate d'acqua, come i cani. Dice che è tradizione!
Il problema è che, seguendo l’esempio della politica, anche gli altri circoli di Galatone si divideranno: L’Inter Club si dividerà in Circolo Dino e Circolo Cosma “Speranza”, tra le diverse sezioni di chi ricorda l’Inter vincere uno scudetto (ormai pochi anziani) e chi no, da trent’anni in giù.
Lo stesso avverrà nel Milan Club: Circolo Gianni Rivera (Milanisti di Sinistra) e Circolo Berlusconi (Milanisti di Destra)
Lo Juve Club si dividerà tra i circoli “sonogliarbitrichesbagliano” e il circolo “sonogliarbitriche nonsbaglianomacheciaiutano”
La Società Operaia, glorioso ed antico sodalizio sempre avvezzo ai dissidi interni, dividerà finalmente le due mani che si stringono dello stemma e, invece della stretta di mano tra operai prenderanno un nuovo logo in cui campeggiano due braccia nel gesto dell’ombrello, una da destra e una da sinistra. Si chiameranno una “Società” ed una “Operaia”, charamente una di destra e una di sinistra.
Mentre scrivo questo post ho come la sensazione che anch’io mi s t o d i v i d e n d o …….
L'Amministrazione Comunale ha deciso di accogliere tutte le richieste di
partecipazione al soggiorno climatico a Recoaro Terme avanzate dagli
anziani della città, in programma dal 25 settembre sino al 7 ottobre.
Il numero inizialmente fissato di 35 partecipanti sale dunque a 43. " Ci
dispiaceva- commenta l'Assessore alle Politiche sociali, A.Zizzari -
escludere questi 8 cittadini dall'iniziativa". I soggiorni climatici
nascono per poter offrire agli anziani, a costi veramente accessibili,
l'opportunità di sottoporsi a benefici trattamenti per la salute e al
contempo vivere una esperienza stimolante e una preziosa occasione di
socializzazione. " Ci fa molto piacere - conclude il Sindaco Luigi Vaglio-
vedere come gli anziani apprezzino sempre più questa proposta
dell'Amministrazione. Con la loro aumentata partecipazione ci dimostrano
che ci stiamo muovendo nella giusta direzione considerando i nostri
anziani non dei "vecchi", ma cittadini pieni di vita, che necessitano di
occasioni per stare insieme e di maggiori attenzioni per mantenersi in
salute e autosufficienti".
Trasporto scolastico, assistenza domiciliare agli anziani, relazioni con i
minori: sono questi alcuni degli utili compiti che verranno assolti dai
cittadini di Galatone impegnati nel Servizio Civico. Si tratta di una
formula riservata a quanti vivono una situazione di difficoltà economica e
lavorativa, che possono così rendersi utili per la comunità ricevendone
al contempo un compenso economico dall'Amministrazione comunale. Sono 31 i
cittadini che hanno fatto domanda per essere impegnati nel Servizio Civico
e che sono stati inseriti nella apposita graduatoria, che tiene conto
delle attitudini, delle passate esperienze, la situazione economica, etc.
Il Servizio Civico è già entrato in funzione con il trasporto scolastico e
ogni cittadino, degli aventi diritto, vi sarà impiegato per un periodo di
tre mesi. "Questo servizio- puntualizza l'Assessore Andrea Zizzari-
consente di andare incontro alle necessità di chi vive una situazione di
difficoltà ma non in forma meramente assistenzialistica, bensì offrendo
dignità e ruolo sociale.
premier spiega perché ha rimandato il progetto del partito unico
"Ognuno con il suo simbolo e sistema proporzionale, altrimenti si perde"
Cdl, nuovo duello Berlusconi-Follini
"Basta attacchi, altrimenti esplodo"
Il presidente del consiglio parla di "metastasi interne al centrodestra"
La replica del leader Udc: "Disfarsi delle componenti non risolve il problema"
ROMA - Nel caso la Cdl si presentasse alle elezioni raccolta in un solo partito perderebbe dal 10 al 13 per cento dei voti. Lo ha rivelato stamane Silvio Berlusconi spiegando perché ha deciso di rinviare la nascita del partito unico del centrodestra e perché, a suo avviso, l'attuale fase politica richiede un ritorno al sistema elettorale proporzionale. Anche se, ha precisato il premier, la vittoria del centrodestra può in realtà essere messa in discussione solo "dalle metastasi interne". Una macabra metafora che ha fatto scattare l'immediata replica del segretario dell'Udc Marco Follini. "Il vero problema della Cdl - ha commentato il leader centrista - è mantenere il voto degli elettori, non disfarsi di alcune componenti". La tensione comunque è tale dentro la maggioranza da aver convinto l'Udc ad anticipare a domani mattina la direzione del partito, inizialmente prevista per giovedì.
Parlando del rinvio del progetto di partito unico il premier ha poi messo in guardia come la mancata unificazione non può essere motivo per giustificare gli attacchi ricevuti in queste settimane dagli alleati. "Un giorno o l'altro esploderò - ha commentato Berlusconi - e quando vedrò che la mia immagine non corrisponde più alla realtà" sulla base di quello che viene detto e scritto di me "esploderò e dirò 'o con me o fuori'". L'immagine del leader della Cdl, secondo Berlusconi "dovrebbe essere difesa da tutti", soprattutto dagli alleati, e invece "non viene mai tutelata".
Spiegando poi la necessità di rinviare la nascita del partito unico, il premier ha spiegato che "ove non avessimo tutti i simboli di tutti i partiti perderemmo dal 10 al 13%". Considerazione che "mi ha convinto - ha chiarito Berlusconi - della necessità di rinviare il progetto a dopo le elezioni". Immediata è invece, a parere del premier, la necessità di un ritorno al sistema proporzionale in quanto esisterebbe "un'emergenza tecnica verificata dai sondaggi".
|
"Mi sono convinto - ha spiegato Berlusconi - che tutte le componenti della Cdl devono rappresentarsi con il proprio simbolo". In particolare gli anziani, ha sottolineato il premier, "se non capiscono bene cosa votare, non votano. Così aumenta il numero degli indecisi".
Al di là del sistema elettorale in funzione, per ottenere il successo alle politiche del 2006 è comunque indispensabile secondo il presidente del consiglio che sia lui a guidare la coalizione di centrodestra. "Sono l'unico in grado di tenere unita tutta la Cdl - ha sottolineato il premier - Sono l'unico candidato che è in grado di tenere ancorata la Lega. E' un sacrificio enorme fare quello che faccio, ma se non l'avessi fatto avremmo consegnato il Paese alla sinistra".
Ma anche qui le parole di Berlusconi hanno trovato una puntuale precisazione da parte di Follini che ha spiegato di essere disponibile a sostenere una candidatura di Fini a palazzo Chigi non avendo "nessun pregiudizio od obiezione nei suoi confronti". "Fra di noi - ha chiarito - non c'è nessuna ostilità, solo qualche divergenza su temi come la legge elettorale".
Il premier infine ha auspicato che la coalizione non venga "bacata" dall'interno, che "delle metastasi" favoriscano un'erosione continua. "C'è un solo esito che ci può negare la vittoria: se noi vogliamo perdere", ha concluso Berlusconi.
(20 settembre 2005)
 |
BERLUSCONI, SE CONTINUA COSI' DIRO' O CON ME O FUORI |
ROMA - "Un giorno o l'altro esploderò e quando vedrò che la mia immagine non corrisponde più alla realtà" sulla base di quello che viene detto e scritto di me "esploderò e dirò 'o con me o fuori'". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sottolineando che la sua immagine "che dovrebbe essere difesa da tutti", soprattutto dagli alleati, "non viene mai tutelata".
IO UNICO CANDIDATO CHE TIENE INSIEME CDL "Sono l' unico in grado di tenere unita tutta la Cdl. Sono l' unico candidato che è in grado di tenere ancorata la Lega. E' un sacrificio enorme fare quello che faccio, ma se non l' avessi fatto avremmo consegnato il Paese alla sinistra". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi parlando alla costituente del partito unico. Allo stesso tempo, il premier auspica che la coalizione non venga "bacata" dall' interno, che "delle metastasi" favoriscano un' erosione continua.
PRODI? DICE COSE BANALI, FUTILI, VECCHIE "Le cose che dice Prodi sono di una futilità, di una banalità, di una vecchiezza... a sinistra non hanno nessun argomento, semplicemente perché non ce ne sono". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo alla seconda giornata dell' assemblea costituente del partito unico della Cdl, in corso a Palazzo Wedekind. "Certo che io vorrei fare i conti con Prodi in tv, ma quello di cui ho bisogno è solo un esercito in cui stiamo tutti insieme", ha aggiunto il premier in riferimento alle polemiche nella coalizione. |
| |
| © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati |
Trasporto scolastico, assistenza domiciliare agli anziani, relazioni con i
minori: sono questi alcuni degli utili compiti che verranno assolti dai
cittadini di Galatone impegnati nel Servizio Civico. Si tratta di una
formula riservata a quanti vivono una situazione di difficoltà economica e
lavorativa, che possono così rendersi utili per la comunità ricevendone
al contempo un compenso economico dall'Amministrazione comunale. Sono 31 i
cittadini che hanno fatto domanda per essere impegnati nel Servizio Civico
e che sono stati inseriti nella apposita graduatoria, che tiene conto
delle attitudini, delle passate esperienze, la situazione economica, etc.
Il Servizio Civico è già entrato in funzione con il trasporto scolastico e
ogni cittadino, degli aventi diritto, vi sarà impiegato per un periodo di
tre mesi. "Questo servizio- puntualizza l'Assessore Andrea Zizzari-
consente di andare incontro alle necessità di chi vive una situazione di
difficoltà ma non in forma meramente assistenzialistica, bensì offrendo
dignità e ruolo sociale.
Portavoce
Penalisti, adesione massiccia allo sciopero contro la salva-Previti
di red
È rivolta trai penalisti contro «l’imbarbarimento del sistema giudiziario». Per la prima volta quest’anno, infatti, gli avvocati penalisti si astengomo dalle udienze in segno di protesta contro la ex Cirielli, il disegno di legge che inasprisce le pene per i recidivi e taglia, drasticamente, la prescrizione per gli incensurati. Il provvedimento, ribattezzato salva-Previti - perché tra i processi destinati a prescriversi ci sono anche quelli in cui è imputato l'ex ministro forzista - è appena tornato alla commissione Giustizia della Camera dopo le modifiche apportate al Senato, e sarà uno degli ultimi atti all'attenzione del Parlamento prima dell'esame della Finanziaria.
Aule vuote a Roma, e nel Lazio, dunque, secondo quanto comunica la Camera penale di Roma che in un documento sottolinea «l'adesione praticamente totale dei penalisti romani all'iniziativa di astensione contro la legge Cirielli». Una legge – commentano a Roma - «che riporterebbe il regime sanzionatorio indietro di 40 anni». Durante l'assemblea che si è svolta a piazzale Clodio è stato inoltre sottolineato che ormai «alla fine della legislatura non si è dato seguito concretamente ai più volte annunciati intendimenti di riforma del sistema penale sostituiti da interventi settoriali e di carattere emergenziale».
Attività ridotta anche a Milano: rinvio generale in alcune sezioni del Tribunale dove i processi erano a carico di imputati in libertà mentre , in altre, si è proceduto nei confronti dei detenuti o per alcuni rari casi di non adesione allo sciopero da parte dei difensori. Stessa situazione in Corte d'appello mentre risulta regolare l'attività nelle tre aule dei processi per direttissima dove tutti gli imputati sono in stato di detenzione in quanto arrestati nelle ultime ore.
E a causa dello sciopero è stata rinviata a lunedì 26 settembre l'udienza che segna la ripresa del processo per la mancata perquisizione del «covo» di Totò Riina, che vede imputati il direttore del Sisde prefetto Mario Mori e l'ex capitano (oggi tenente colonnello) Sergio De Caprio, più conosciuto con il nome di «Ultimo». Entrambi devono rispondere di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.
Per Ettore Randazzo, presidente dell'Unione delle camere penali, che ha indetto la protesta, la «sconfortante e inquietante retromarcia di legalità del ddl ex Cirielli è un ulteriore segnale di deriva delle garanzie fondamentali dei cittadini e sancisce l'imbarbarimento crescente e diffuso del sistema giudiziario». Infatti «nei reati di media entità - spiega Randazzo, ad esempio - il ddl introduce uno “sconto” tale da favorire, con i tempi biblici della nostra giustizia, una sorta di “amnistia perenne” del tutto fuori luogo». Inoltre applica, «in modo sconsiderato, un più severo trattamento sanzionatorio per i recidivi e gli imputati di reati più gravi». Con l'effetto - aggiunge il leader dei penalisti - «di ridurre quei benefici detentivi essenziali per mantenere, almeno una parvenza, di tentativo di rieducazione nella fase dell'espiazione».
Sondaggi, Unione avanti di 9 punti
Vincerebbe anche con nuove regole
Nella rilevazione Demos-Eurisko si aggrava il senso della crisi. Per il 53% il bilancio famigliare non tiene più. Nel maggioritario centrosinistra al 52,8, centrodestra al 43,4. Nel proporzionale: 50,8 a 43,2 / LE TABELLE: 1 - 2
Neanche il Polo ci crede più di ILVO DIAMANTI
Vendola: guerra ai raccomandati
In Puglia un comitato per "garantire" i concorsi
Nella regione colpita in questi anni dagli scandali si prova un nuovo corso: mettere a punto regole certe
"Un protocollo per rendere trasparente il reclutamento del nuovo personale"
BARI - La Puglia dichiara guerra ai raccomandati. Il presidente della Regione, Nichi Vendola, non ha dubbi: bisogna provarci. Non sarà facile, ma il governatore eletto ad aprile scorso e simbolo della Primavera del centrosinistra pugliese ha le idee chiare. Il suo primo atto contro Raccomandopoli, quella diffusa rete di clientele e parentele illustri che ha di fatto monopolizzato i concorsi di numerose amministrazioni pubbliche pugliesi, a cominciare dalle Università, è stato l´incarico ad un gruppo di studiosi. L´obiettivo è mettere a punto un insieme di regole certe e applicabili in tutti gli enti controllati dalla Regione, ma anche nelle altre amministrazioni pubbliche che vorranno adeguarsi, in grado di garantire assunzioni trasparenti.
Per Vendola è la cosa più naturale del mondo. «Gli studiosi che ho interpellato - spiega - dovranno costruirmi un protocollo d´intesa tra la Regione e tutte le aziende controllate, le agenzie, gli enti, per rendere oggettivo e trasparente il criterio di reclutamento del nuovo personale». Il messaggio del presidente è chiaro e punta a far riacquistare ai pugliesi fiducia nelle istituzioni, dopo che gli scandali delle assunzioni clientelari, negli ultimi mesi finiti nel mirino della magistratura, non hanno risparmiato praticamente nessuna amministrazione pubblica. «Bisogna avere una griglia - spiega Nichi Vendola - per cui passano non quelli che hanno santi in paradiso, ma le persone che hanno i titoli giusti». Certo, non sarà facile. Il presidente della giunta regionale è il primo ad esserne cosciente. «Da noi - osserva - è una lotta contro natura perché questo Sud è così addestrato, addomesticato al clientelismo, alle parentopoli, al nepotismo che vai a incidere sulla carne viva, persino di un´antropologia». Proprio per questo, però, Vendola dice che bisogna provarci.
Negli ultimi mesi in Puglia sono venute a galla tantissime storie di clientelismo e nepotismo. Alcune sono finite nel mirino della magistratura. L´ultima, ma soltanto in ordine di tempo, risale alla fine di agosto, quando la sezione barese del Tar ha annullato il concorso per ricercatore in Diritto dell´Unione europea, indetto dalla facoltà di Ingegneria del Politecnico. La commissione d´esame aveva assegnato il posto a Michela Falcone, figlia della moglie del preside di Ingegneria II, Lorenzo Liberti, ma per i giudici amministrativi aveva ricevuto un trattamento di favore. Sull´episodio adesso indaga anche la Procura della Repubblica.
Numerosi casi di assunzioni di figli o parenti di docenti sono stati scoperti nell´Università di Bari: nello scandalo è rimasto coinvolto anche il rettore Giovanni Girone per i concorsi in cui risultarono vincitori la moglie e i due figli. Un caso di parentopoli ha coinvolto anche la giunta Vendola. Nell´elenco di quaranta assunzioni per chiamata diretta decise ai primi di luglio dall´ex amministratore dell´Acquedotto pugliese, Francesco Divella, qualche giorno prima di lasciare la carica, c´era anche il figlio del neoassessore regionale ai Lavori pubblici, Onofrio Introna. Inevitabili le polemiche, chiuse con la rinuncia del giovane Introna. Il caso deve aver convinto il presidente Vendola, estraneo alla vicenda, a cercare una via d´uscita. Che adesso non dovrebbe essere lontana.
RAFFAELE LORUSSO
La Repubblica 18-09-05
Lettera aperta al chierico Rutelli
Bella carriera la tua Francesco. Ricordo perfettamente quando hai debuttato come enfant prodige del partito radicale.
Rammento anche quando per strada raccoglievi firme per il referendum con quel pazzo scatenato e sublime di Marco Pannella.
Firme per quel partito che ha regalato all’Italia tutti quei diritti civili che la vecchia Democrazia Cristiana, legata a doppio filo col Vaticano, non avrebbe mai concesso.
Il potere ti piace, su questo non ci piove. Hai continuato la tua bella carrierina diventando sindaco di Roma, per alcuni anni sei stato uno dei parlamentari a più alto reddito e non so come sei riuscito a divenire il "lider maximo" del centro sinistra alle elezioni del 2001.
Non mi sei mai piaciuto… adesso te lo dico chiaramente. Non mi hai mai ispirato fiducia con quella faccia da pariolino.
Anche 30 anni fa, quando seguivo da vicino i congressi del PR, trasudavi ambiguità.
Eppure, la dirigenza del partito ti aveva voluto credere.
Si sa… in politica le idee cambiano come le mutande… più che legittimo.
Ma da qui a diventare lo zerbino del vaticano ce ne passa
Prima lo sputtanamento dei referendum sulla fecondazione assistita e adesso sconfessione aperta dei pacs e delle unioni gay sostenute, pensa un po’, da un ex democristiano e certamente ancora cattolico che risponde al nome di Romano Prodi.
Scavalcato a sinistra e in laicità dal Professore. Non c’è che dire.
Una bella carriera la tua: dalla rosa nel pugno al crocefisso tenuto tra le mani giunte. Lo sai che cosa sei diventato?
Un avanzo di sagrestia.
Con sincero disprezzo
Hereticus
Il politico e i suoi lacchè
Il ruolo del politico è uno solo, quello di servire lo Stato. Il politico (ma perché chiamarlo ancora così?) è un nostro dipendente. Dipende dai nostri voti, dalle nostre tasse(con cui gli paghiamo lo stipendio), dai programmi che noi proponiamo o approviamo e che deve unicamente limitarsi ad eseguire.
Se il politico è nostro dipendente come è possibile che noi siamo a nostra volta suoi dipendenti e che, nella sostanza, faccia il c..o che gli pare? E’ peggio di un 69, infatti è un 90 gradi.
Dobbiamo abituarci a pensare al politico come a un nostro dipendente, le sue dichiarazioni non ci devono interessare, ma solo i fatti.
Non può prendere iniziative importanti senza consultarci.
Un dipendente che fallisce tutti i suoi obiettivi è licenziato dal datore di lavoro. Questo governo li ha falliti tutti ed è ancora lì.
La domanda corretta allora è: perché è ancora lì?
La mia risposta è che non siamo in democrazia. Chiamiamola con il suo vero nome: plutocrazia.
Comanda il denaro, chi ha soldi diventa deputato, capo del governo, può comprare pacchetti di voti, l’informazione, la televisione, i giornalisti.
E noi? Schiavi in casa nostra vediamo le dichiarazioni dei nostri dipendenti ogni sera per un quarto d’ora, le osservazioni compite dei loro lacchè, e ne veniamo incantati.
Va a finire che pensiamo pure che siano loro i padroni delle nostre vite.
Dobbiamo fare un salto di livello e pensare che il nostro futuro dipende da noi, non da loro, i nostri dipendenti.
La Rete in questo ci dà una mano, ma vanno cambiate anche le leggi, i padroni dei media non possono fare politica, anzi non devono neppure più esserci padroni dei media.
Postato da Beppe Grillo
|
POR misura 2.2 “Tutela e valorizzazione patrimonio rurale” – Bando
|
 |
Approvato il bando per la concessione di contributi a favore della “Tutela e valorizzazione del patrimonio rurale” così come previsto dalla misura 2.2 del Programma Operativo Regionale 2000-2006. L’intervento mira a rivitalizzare i “borghi rurali” del territorio regionale, finanziando progetti non ricadenti nelle aree del Progetto Integrato Territoriale (PIT) n. 10 e negli itinerari turistico-culturali dei Progetti Integrati Settoriali (PIS). continua...
|
Bestiario di Giampaolo Pansa
Mia cara sinistra attenta all'antipatia
Complesso dei migliori, certezza di aver sempre ragione, insofferenza verso il dissenso interno, logorrea dei capi: ecco perché non conquista gli elettori indecisi
Come tamburi nella notte, i sondaggi ritmano la marcia funebre per Silvio Berlusconi e la sua Casa delle libertà. Il centro-sinistra è in vantaggio di 4 punti, di 9, di 12, il Cavaliere dalla Bandana Nera è spacciato, lui giura di no e ribatte con altri sondaggi, ma chi gli crede più? Il suo ciclo nefasto è chiuso. Forse non fuggirà a Tahiti. E non andrà a mangiare la minestra dai frati. Ma dall'aprile 2006 in poi, non sentiremo più parlare di lui.
C'è molta euforia sotto le tende dell'Unione. Tanto che Romano Prodi ha dovuto mettere in guardia i suoi: "Vedo troppa sicurezza sul nostro successo alle politiche. Guardate che Berlusconi ci metterà tanti di quei soldi e una tale batteria mediatica da far invidia alle presidenziali americane!". Prudenza saggia, quella del Prof. E fondata su qualche ricordo. Nel 1948, le sinistre del Fronte Popolare erano sicurissime di vincere, ma Alcide De Gasperi le mise nel sacco. Nel 1976 il Pci era convinto di superare la Dc, ma il sorpasso non ci fu. Nel 1994, Achille Occhetto si vedeva già a Palazzo Chigi, ma il Berlusca ottenne la sua prima vittoria.
Dunque tocchiamo ferro. Ci invita a farlo anche un buon libro appena uscito, del sociologo torinese Luca Ricolfi: 'Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori' (Longanesi, 205 pagine, 14 euro). Ricolfi vede l'elettorato italiano diviso in tre grandi vasche: 15 milioni stanno a sinistra, 15 a destra e 15 nella vasca dei non schierati. I passaggi da destra a sinistra, e viceversa, sono poca cosa, appena il 3 per cento del corpo elettorale. Molto più importanti sono i voti che dalla terza vasca possono dirigersi verso le altre due.
Ma perché la sinistra, almeno sino ad oggi, sembra giovarsi poco di questi ultimi flussi? Secondo Ricolfi, perché la sinistra italiana è antipatica. E non lo è soltanto alla destra, ma anche al vasto arcipelago dei non schierati, quelli della terza vasca. Per quale motivo è antipatica? Il nostro sociologo, uomo di sinistra, una spiegazione ce l'ha e il lettore la troverà nel suo libro. Qui dirò soltanto che l'antipatia deriva da una serie di vizi, tra i quali campeggiano l'abuso di 'parole di nebbia', ossia di un linguaggio oscuro, e soprattutto la presenza di un ferreo 'complesso dei migliori', ovvero la convinzione che la sinistra sia eticamente superiore a tutti.
Posso dirlo? Il libro di Ricolfi mi ha rammentato qualche vecchio Bestiario. E mi ha stuzzicato a mettere a fuoco almeno tre altre ragioni che rendono antipatica la sinistra italiana. La prima è l'incontinenza verbale, ossia il vizio di usare mille parole quando ne basterebbero cinquanta. Volete degli esempi di questi giorni? L'esempio A è il Libretto Giallo che Prodi distribuisce nel tour per le primarie. Ho letto il testo stampato sull''Unità' dell'8 settembre: due paginate di un giornale dal formato grande. Lo stesso Prof dice all'inizio: "Se avrete la pazienza di leggerle.". Anche la scheda finale che riassume i punti chiave del suo impegno è lunga ben 182 righe. Non sarebbe stato meglio condensare il tutto in una cartolina?
Esempio B: le interviste dei big dell'Unione. Sono sempre sterminate. Quella di Massimo D'Alema alla 'Stampa' del 9 settembre era un'altra paginata terrificante. Gli addetti ai lavori l'avranno certamente letta. Ma chi addetto non è? Ed ecco l'esempio C: sul 'Corriere della sera' del 12 settembre appariva un'interminabile articolessa di Piero Fassino sul terrorismo internazionale. E come se non bastasse, il medesimo testo stava, lo stesso giorno, sull''Unità', con l'aggiunta di due capoversi. Speriamo non sia questo il nuovo corso di un'Unione vittoriosa: la ripetizione su testate diverse delle esternazioni dei vincitori.
Veniamo al secondo motivo di antipatia. È la convinzione granitica di aver sempre ragione. La logorrea dei capi del centro-sinistra è blindata. Guai a contraddirli, soprattutto se chi dissente appartiene al loro campo. Le obiezioni degli avversari di centro-destra sono più o meno accettate, fanno parte del gioco. Ma chi sta con te deve soltanto abbozzare e tacere. Se ti dà sulla voce, mal glie ne incoglie. Le bacchettate partono a raffica. Talvolta sono reazioni silenziose, che ti arrivano in ritardo, attraverso qualche famiglio che trasmette l'irritazione del leader. In altri casi, se c'è di mezzo qualche gerarchetto avvelenato, fioccano gli insulti. E la scomunica.
Ecco il terzo vizio della sinistra italiana. Quello di sentirsi ancora una cittadella assediata, dove non c'è posto per chi non è allineato e coperto. Dove chi fa domande scomode va tagliato fuori. Etichettato come un voltagabbana, un traditore, una quinta colonna della destra, un infedele che non ha più diritto al posto in chiesa. Se accade oggi che la sinistra non è al potere, che cosa accadrà domani, una volta agguantata la vittoria? Naturalmente, la destra ha gli stessi difetti. Ma è il miglioramento della sinistra che sta a cuore al povero Bestiario.
_____________________________________________________________________________

A memoria ricordo agiografie riguardanti S. Margherita d'Antiochia (nell'iconogafia con drago e teschio di leone) , una d'Ungheria e pure una Margherita Maria Alacoque.
In geografia mi ricordo di S. Margherita Ligure, di Savoia, di Pula, del Belice, di Staffore e chissà quante altre.
Di varietà botaniche ne conosco almeno una decina, dai margheritoni alle margheritine, molte stagionali.
La Margherità, quindi, è sempre varia e multipla.
Come a Galatone dove, leggo, c'è un nuovo circolo.
Due circoli della Margherita a Galatone sono certamente un caso.
Ma sono non per caso.
Sarà inviato un commissario?

Sappiamo tutti, anche quelli che considerano la politica un magnamagna (e perciò la schifano o perciò la adorano), che i dissidi in casa Margherita a Galatone non sono mancati.
Nè prima nè dopo l'elezione di Vaglio a Sindaco.
Il divorzio mi pareva la via logica ad un tiro alla fune estenuante e paralizzante.
La margherita galatea nasce con la fusione razionale tra PPI e Democratici.
Ma alla origine molti Democratici erano già transfughi da un PPI lacerato da due anime.
Come Enea in fuga dalla Troia in fiamme fondarono una colonia dedicandola all'asinello prodiano.

Il frutto della diaspora fu la vittoria del terzo litigante.
Il rimettersi assieme, evidentemente, non ha tolto le antiche rugini e le antiche pretese di leadership e non ha cancellato gli istinti manovrieri.
Ma, sicuramente mi sbaglierò, intravedo anche una maniera diversa di intendere la gestione della cosa pubblica e la visione politica.
Anche se tutto ciò è assolutamente sintomatico di come oggi i politici che dovrebbero unire e convincere non pensano che a dividersi e a vincere con la forza e non con il ragionamento.
Il nuovo circolo, leggo, si intitolerà al compianto Cosimo Settimo, grande fondatore della Democrazia Cristiana della liberazione a Galatone e in Puglia, già emerso a livello regionale negli anni settanta, destinato a più alte cariche ma prematuramente strappato via dalla invalidante malattia all'affetto di tutti e alla guida di discepoli troppo indipendenti e birbanti e che mai superarono il maestro.
Mi piace questo richiamo all'antica saggezza ed ai valori fondanti.
Spero che il Dottore Settimo, da lassù, interceda per donare i santi lumi a tutti.
Qualcuno, giustamente, invoca anche S. Lucia, ma dimentica anche la più familiare e contigua S. Rita: la Santa dell'impossibile che a Galatone è stata venerata da pochi e maledetta da molti (come villaggio non come esempio mistico).
Allora speriamo che tanto nume tutelare dia veramente la protezione perchè i nostri politici seguano più l'esempio di fede e probità della Santa di Cascia e non il cattivo esempio di scelte della politica che portò all'omonimo incompiuto villaggio della costa che tanti lutti economici e di immagine portò ai Galatei.
.

http://www.beppegrillo.it/index.html
L’Italia va a fuoco e a capo dei pompieri c’è un pericoloso piromane. Questa ex-maggioranza, delegittimata dalle regionali, dalle leggi ad personam, dal discredito internazionale, dai risultati economici, buona a nulla, ma capace di tutto, si fa una legge elettorale su misura a pochi mesi dalle elezioni.
Questa legge se passa, comunque passi, con l’iter parlamentare, con la presenza-assenza di Ciampi, con l’aiuto delle televisioni e dei giornalisti di regime (dei quali quando usciremo da questa situazione ci dovremo ricordare) è, senza dubbio alcuno, un colpetto di stato.
Pensate all’incubo di essere governati per altri cinque anni da questi bari che cambiano le regole per vincere, croupier da strapazzo.
Non riconosco più il governo, non mi sento rappresentato da questa caricatura di democrazia, da questi media.
Questa legge elettorale mi ricorda la legge Acerbo del 1923 che aprì in modo definitivo le porte al fascismo.
Ma davvero vogliamo fare questa fine?
No, non ce la meritiamo, non meritiamo questa gente, questa informazione, questo schifo, questa economia da pezzenti.
Qualcosa bisogna fare.
L’Unione deve, in ogni modo possibile, fermare l’iter della legge e, se passasse, Ciampi deve rifiutarsi di firmarla, senza se e senza ma, anche a costo di aprire un conflitto istituzionale.
Io non so più cosa fare, mi sta crescendo un’intifada dentro, ho bisogno di riflettere, datemi qualche consiglio.

Mi ha fatto piacere che persone moderate come Segni e Prodi con le loro dichiarazioni, "Legge canaglia" e "Democrazia in gioco", mi abbiano superato nelle valutazioni sulla legge elettorale proposta da questi giocatori di rubamazzetto.
Forse hanno capito che se passasse la legge, loro scomparirebbero e il Parlamento sarebbe delegittimato. Insieme agli italiani che hanno votato per l’attuale legge elettorale con un referendum nel 1993.
Vogliono cambiare la legge? Facciano un altro referendum, nessuno li autorizza a parlare a nome nostro!
Ma chi c..o si credono di essere questi follinicasinifinibondilarussacalderoli e il portatore nano di sacrifici che li dirige?
Quando uno parla di sé stesso in terza persona singolare: “Egli ha detto”, oppure dice che il presidente ha usato il 66% del suo tempo in politica estera, siamo nel campo della psichiatria.
Prodi e Segni hanno preso una posizione netta, sarà la paura o il prozac?
Sono in contatto con alcune testate giornalistiche straniere per la pubblicazione di “Parlamento Pulito”, le vostre offerte (grazie!) continuano ad arrivare. La settimana prossima dovrei essere in grado di darvi i dettagli.
Roma, (LCL - 264), 14-9-'05
NOTA: “SCUSATECI, NON LO FAREMO PIU’” di Enzo Marzo
“Critica liberale” ha sempre cercato di parlare chiaro. La situazione politica interna e internazionale impone più che mai di non nascondersi dietro il velo dell’ipocrisia e della “carità di patria”. Ora che c’è la possibilità concreta di cacciare a colpi di voti Berlusconi e la sua combriccola, bisogna convincere gli italiani a ritrovare la dignità perduta e riprendersi in mano il loro destino.Diciamo che negli ultimi anni si sono un po’ distratti e stanno pagando assai amaramente sul piano sia morale sia economico la colpa d’aver consegnato il paese a un’organizzazione corrotta e corruttrice.
Non è che gl’italiani non avessero delle attenuanti. La prima è che per anni sono stati “massaggiati” dal manganello mediatico che ha rintronato la loro testa. La seconda è che l’alternativa era davvero impresentabile e reduce da un’esperienza governativa con carenze impressionanti. Le stesse carenze che avrebbero continuato a connotare le medesime forze costrette all’opposizione se da parte della società civile non fosse stata imposta una “sveglia” che ha parzialmente scosso una classe dirigente davvero con gravi limiti. Ma, ringraziando il cielo e le previsioni di Montanelli, Berlusconi ha dovuto governare e quindi non ha potuto non rivelarsi per quello che è: un personaggio ridicolo dal passato inquietante, che sa solo mentire e curare i suoi interessi personali. Così, non certo per merito del Centrosinistra, il berlusconismo è al suicidio. Dobbiamo solo temere iniziative eversive d’una maggioranza che, consapevole d’andare a casa, è moralmente e politicamente pronta a tutto. Non sarebbe una novità: la sua tendenza all’eversione l’ha dimostrata già con il continuato e sfacciato uso personale della legislazione e con i continui attentati
alla Costituzione.
Il Centrosinistra ora, a un passo dalla vittoria, corre seri rischi se insiste su due sbagli.
Il primo perenne sbaglio è nella vocazione masochistica dell’Unione che persiste a offrire un quotidiano spettacolo di disunione.
Ormai a pochi mesi dalle votazioni, si mette persino in discussione ogni pie’ sospinto la leadership dell’unico candidato che sia in grado di portare questa armata brancaleone all’affermazione. Il marchingegno falsamente democratico delle primarie arrecherà solo ulteriore frammentazione, litigiosità e diminuzione dell’autorevolezza di Prodi, e tutti pur di “spettacolarizzarsi” si sbracciano sottraendo consenso a colui che tutti sanno che alla fine sarà il candidato, facendo il capolavoro di lasciarlo ostaggio dei soli quadri diessini.
Ma c’è un secondo errore ancora più esiziale. Il Centrosinistra, se si pone esclusivamente come “alternativa di governo” (come sarebbe normale in una paese normale), non eviterà l’assenteismo di sinistra. Gl’italiani non dimenticano. I dirigenti del Centrosinistra hanno mostrato l’incapacità di fare i conti coi loro trascorsi disastrosi. Il ricordo della penultima legislatura non ha alcun fascino, anzi. Nessuna analisi seria della passata attività governativa del Centrosinistra è stata mai neppure avviata. I maggiori responsabili stanno ancora lì impuniti della colpa gravissima d’aver regalato il paese a un monopolista che poteva essere fermato anche solo applicando la legge preesistente e redigendo norme che regolassero i conflitti d’interesse e rendessero equa la competizione politica. Basta che un Bondi qualsiasi rilanci ancora oggi un’esca “inciucesca” e subito i soliti Violante e Rognoni abboccano di nuovo. Basta che si intraveda la possibilità di dare una copertura a Berlusconi nella tv pubblica e l’ennesimo expci compiacente si fa avanti immediatamente. Il lupo diessino perde il pelo (nonché le elezioni) ma non il vizio consociativo. Sarebbe un madornale errore porre agli elettori la falsa scelta solo tra una Moratti e un Luigi Berlinguer, tra un Lunardi e un Burlando, tra un Buttiglione e un qualunque clericale di sinistra. E oltre che un errore sarebbe un inganno, perché ora la partita è ben altra, si gioca tra il sistema di potere berlusconiano e il resto del mondo, tra la “cultura” degradata e massificata del monopolio e lo spirito liberale della modernità. La fotografia dell’opposizione, da Mastella ai rifondaroli, presenta un coacervo di pluralità così variegato che risulta poco credibile come forza coesa di governo. Tanto vale sottolineare l’unica ragione che oggi oggettivamente accomuna il “resto del mondo”: la questione democratica nel nostro paese, e quindi la necessità improrogabile di liberarci di Berlusconi. Occorre proporsi soprattutto come un nuovo Comitato di liberazione nazionale (lo andiamo dicendo da tempo). L’obiettivo di fuoriuscire dal berlusconismo non è piccolo. Ripristinare lo stato di diritto, restaurare l’etica pubblica, restituirci dignità internazionale, rammendare il tessuto costituzionale, relegare il razzismo leghista dalla rilevanza ministeriale all’irrilevanza di minoranza di cui vergognarci, abolire il monopolio informativo, fare una politica autonoma e non servile nei confronti degli Stati uniti e del Vaticano, rientrare nel concerto europeo vi sembra un programma minimale? Bisogna entrare nell’ordine di idee che è illusorio – anche con l’immaginazione più fervida – almanaccare oltre un limitato periodo di tempo, quanto sia necessario e sufficiente a una coalizione di persone normali per rimediare ai disastri perpetrati da Berlusconi. (E anche nello schieramento opposto ci sarebbe molto da fare per tentare di costruire una Destra decente). Poi si vedrà. Ci possiamo anche raccontare altre favole, ma con quelle non andiamo lontano. Il mito del “programma” non ci riscalda. Di “libri dei sogni” ne sono stati scritti tanti, e se ne continueranno a scrivere. Anche l’ultimo Progetto di Prodi per le primarie dice (quasi) tutte le ovvietà possibili e quindi non dice nulla. In questo svolge perfettamente il suo compito. Mostra la realtà per quello che è: il Centrosinistra non può fare scelte significative, né deve farle, altrimenti si sfascia ancora prima di arrivare alla meta. Oggi l’obiettivo realistico è uno solo. E solo quello va perseguito. È la sopravvivenza del paese. Si sono perduti anni ed energie inseguendo obiettivi ridicoli e inverosimili come il Triciclo o partiti riformisti subalterni al berlusconismo. Hanno fatto la fine che meritavano. Basta col giocare col fuoco. Basta col dare per scontata la sconfitta di Berlusconi solo per dedicarsi agli interessi particolari della divisione del bottino. L’orso è ancora vivo e vegeto. Non resta che rinserrare le fila e ricreare fiducia attorno a una classe dirigente che finora ha dimostrato di non meritarla sufficientemente. Cominciamo a dire agli italiani che abbiamo capito che sono stati i tragici errori del passato ad aprire la porta a Berlusconi, ammettiamo che troppa legislazione della Casa della Illibertà non è stata che un’efferata prosecuzione d’una politica precedente. Il contributo “programmatico” di “Critica” (che continuerà nei prossimi numeri) sta proprio in questo: diciamo lealmente quello su cui sarà necessario impegnarsi e correggiamo gli errori. Se si seguisse questa via, gl’italiani vi scorgerebbero una vera enorme novità politica e mostrerebbero di saper apprezzare quest’uscita dalla retorica delle mezze verità.
Come si diceva una volta, apriamo il dibattito.
(Anticipazione dal n.114 di Critica liberale, chiuso in tipografia il 28 luglio 2005)
Un gruppo di sette imprenditori aveva costituito una
organizzazione commerciale parallela di calzature e accessori
Contraffazioni e merce rubata
Arrestati imprenditori in Emilia e Puglia
LECCE - Merce rubata e marchi contraffatti, quindici arresti e sedici denunce. L'accusa della Guardia di finanza per sei imprenditori salentini, uno emiliano e otto loro collaboratori, è di aver commercializzato e distribuito prodotti di abbigliamento e calzature con noti marchi contraffatti o provenienti da furti.
Gli arresti sono stati fatti sulla base di indagini condotte dalla compagnia di Gallipoli della Guardia di finanza. Nell'operazione sono stati impegnati 150 militari della finanza e sono state compiute 41 perquisizioni, durante le quali sono state sequestrate seimila paia di scarpe con noti marchi contraffatti e 42mila accessori.
Gli arrestati sono accusati di aver costituito una sorta di organizzazione commerciale parallela (finalizzata alla illecita fabbricazione, alla ricettazione, alla vendita al pubblico) che faceva capo ad una struttura commerciale nel Salento che si chiama 'Via Montenapoleone' e si trova a Sogliano Cavour. La struttura - secondo gli investigatori - ha collegamenti commerciali a Modena, Genova, Napoli e Chieti. Parte della merce proveniva da Albania, Romania e da San Marino e spesso veniva portata da autotrasportatori, ma in alcuni casi la merce arrivava direttamente da furti compiuti in calzaturifici e stabilimenti industriali del Salento.
(15 settembre 2005)
15.09.2005
Finanziaria, manovra da 21,3 miliardi: colpiti sanità ed enti locali
di red
Una manovra da almeno 21,3 miliardi di euro la Finanziaria 2006. È questa la cifra presentata dal Ministro dell'Economia Domenico Siniscalco durante gli incontri di oggi a palazzo Chigi con gli esponenti della maggioranza e del governo.
Nella bozza presentata dal ministero dell’economia, numeri e tabelle offerti da questo momento al tavolo della contrattazione politica, viene confermata la correzione del deficit di 11,5 miliardi pari cioè allo 0,8% del Pil, mentre al taglio dell'Irap andranno 2 miliardi. Il resto del menù prevede 3 miliardi per promuovere l' occupazione e 4,6 miliardi per il rilancio dello sviluppo e per gli investimenti. E in più qualche centinaia di milioni di euro offerti alle famiglie.
Resta aperto il nodo della tassazione delle rendite, con il ministro Gianni Alemanno che subito precisa: «Decideremo se fare nostro o meno il tema della tassazione delle rendite finanziarie». Idem per il possibile bonus contro il caro benzina.
La maggior parte della copertura, secondo le indicazioni fornite dal ministero, arriverà dalla lotta all'evasione e dalla manutenzione della base imponibile, ma soprattutto da tagli a enti locali, ministeri e sanità. Tagli che si annunciano molto pesanti: i risparmi previsti sulla sanità sono pari a 2,5 miliardi di risparmi sulla sanità, ai quali si aggiungono possibili riduzioni da 1 miliardo sul fronte del pubblico impiego e tagli a comuni, province e regioni per 3 miliardi. Il tutto fra smentite, correzioni, annunci e marcie indietro. La sensazione è che la strada da fare sia ancora lunga.
Finanziaria da 21,3 miliardi
Giallo sui tagli alla Sanità
ROMA - Sarà di 21,3 miliardi di euro la Finanziaria 2006, di cui 11.500 a correzione del deficit. All'Irap andranno 2 miliardi, allo sviluppo 4,6 mld, alle famiglie meno abbienti 200 milioni di Euro derivanti dai dividendi Eni-Enel e 3 miliardi per il fondo piano investimenti e occupazione.
Eccoli i dati che emergono dalle tabelle illustrate oggi dal ministro dell'Economia Domenico Siniscalco e illustrate alle delegazioni dei partiti della maggioranza salite a Palazzo Chigi.
Ma sui taglia alla Sanità scoppia il giallo. Stando alla bozza i tagli alla salute si aggirerebbero sui 2,5 miliardi. Cifre che provocano la reazione di An: "Sono false voci di tagli". E anche il governo, per bocca del sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, smentisce: "Per quanto riguarda la spesa sanitaria si prevede un aumento netto del finanziamento pubblico di tre miliardi di euro".
Stando alle cifre diffuse nel pomeriggio la stretta sulle spese del bilancio statale può arrivare a oltre 6 miliardi, mentre i risparmi possibili sulla sanità sono pari a 2,5 miliardi. A questi si aggiungono possibili riduzioni da 1 miliardo sul fronte del pubblico impiego e tagli a comuni, province e regioni per 3 miliardi di tagli. A completare le ipotesi di copertura ci sono 4,3 miliardi di misure per la lotta all' evasione e all' elusione fiscale, nonchè 3,2 miliardi di dismissioni (soprattutto immobiliari).
Il pacchetto più corposo e ricco di misure è quello che punta alla lotta all' evasione che vale nel complesso 3.350 milioni.
Come sempre, nel paniere della Finanziaria, non mancano misure sulle sigarette e sui giochi. Dal tabacco si prevedono pochi incassi mentre più corposo è il capitolo dei giochi nel quale è previsto anche l' introduzione di nuove case da gioco.
"Un bonus benzina ancora non quantificato sarà varato dall'esecutivo entro fine anno o in Finanziaria o via decreto", dice il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno. Che aggiunge: "Ci sarà un bonus fiscale sul dividendo Eni, forse sarà fatto per decreto prima e sarà finalizzato alle famiglie a minor reddito".
Schiaffo morale:
Stamattina c'era una squadra del Comune che puliva il canale di via Gallipoli.
Evidentemente qualcosa contro le alluvioni la stanno facendo.
Mi fa piacere che il mio lamento mi sia tornato in gola. Sono queste le migliori risposte "politiche" che il Cittadino si aspetta.
Il Sindaco (è cosa sua e dell'assessore Dorato) potrebbe, giacchè sta dimostrando che a certe cose ci tiene, fare una bella ordinanza rivolta a tutti i frontisti delle strade rurali in cui si impone (ogni tanto il bastone ci vuole) la pulizia dei muri dalle sterpaglie per il tratto di loro competenza.
In caso di inadempienza il Comune (lo prevedono leggi e regolamenti) pulirebbe con ditta appaltante e invierabbe regolare cartella esattoriale per l'importo dovuto ai frontisti inadempienti.
Si risolverebbe civilmente il problema dei cespugli infestanti che mettono in seria difficoltà la circolazione, in pericolo i cittadini e sono fonte di gravissimi problemi di igiene e di inneschi d'incendi.
Che ne pensate?
Non vorrei dire, ma molti i consiglieri comunali, invece di fomentare risse, costituire loggie, fare da guardie del corpo ai loro padrini e di sfrangiare partiti non potrebbero dedicarsi a queste picooli grandi cose?
Per salvare e guarire la Cosa Comune ci vuole certamente la programmazione ed i grandi interventi con cospicui finanziamenti, ma ci vuole pure l'ordinaria manutenzione e la cura del "Decoro Cittadino".
Come con qualsiasi malattia virale: un sintomatico per lenirre velocemente i fastidi e un antibiotico per eliminare gli agenti patogeni con terapia più prolungata.
Galatone è affetta da COMUNITE cronica: CURIAMOLA !!!!!!!!
MISS MIA CARA MISS
Pochissimi giorni fa cercavo un’informazione sul sito del Comune di Presicce. Mi incuriosisce il link : personaggi famosi. Immagino il solito elenco di notabili, di letterati, di storici e scienziati o imprenditori del gradevole paese salentino.
Invece, meraviglia!, mi ritrovo la bella sorridente faccia di una certa Velina Maddalena (il cognome purtoppo mi sfugge, e, cosa ancor più grave, non ho nemmeno il suo cellulare) di Striscia nata a Presicce. Parlo del sito istituzionale del Comune, non di cose futili e goderecce.
Ieri vado a comprare una marca da bollo per una pratica. La ricerca è lunga perché le marche non si trovano. Mi tocca pagare un altro euro per avere la “coalizione” di pezzature che si avvicinino ai fatidici 14.65 euro. Esco dal tabacchino e , da un altro manifesto 50x70 mi sorride un’altra faccia di bella ragazza, una tipa pulita, nient edi che, roba pulita pulita tipo studentessa che aspetta il bus. Meglio così, si capisce, ma niente di stratosferico. Guardo giù e capisco che è la candidata di Miss Italia ed è salentina. Si promuove per il televoto. Mi salta l’occhio su un bollino a stemma posto in alto a sinistra e scopro che lo sponsor è il Comune di Specchia.
Praticamente il Comune di Specchia paga la promozione (non ci sono altre pubblicità che non quella del maxisponsor Wella) della candidata salentina a Salsomaggiore.
Specchia è un comune che si è saputo migliorare tanto da essere annoverato fra i cento più belli borghi d’Italia, per ambiente, qualità della vita, sicurezza, occupazione, pulizia ed ecologia. Il suo fiore all’occhiello è l’eco borgo di Cardigliano, una specie di ristrutturazione di un borgo agricolo in stile new age. Ma promuove la fiera delle bellezze. Come Presicce.
Non sono affatto bacchettone. Anzi…. Ma questa cosa che i Comuni si pubblicizzino e pubblicizzino le ragazzine che infestano la televisione senza altre doti che un sorriso e due belle gambe (pure altro, invero) mi pare una cosa avvilente. Sia per i Comuni che per le ragazze. Forse sono femminista?
Italia; paese di corruttori, galleggiatori, calciatori, miss, veline e voltagabbana.
Chissà se anche a Galatown sostituendo il fiero cipiglio del De Ferraris con una bellezza locale (ce ne sono) un po' scosciata aumentiamo l'occupazione?
Maddalena Corvaglia 
la velina di 
Un saluto all'Amministrazione Comunale che ha voluto questo sito, un bacio a tutti coloro che lo visiteranno e a tutti i miei concittadini. Tengo a dirvi che sono molto fiera di comparire su questo sito in veste di personaggio famoso del mio paese e mi auguro di rappresentarlo nel migliore dei modi. Con affetto la vostra
Maddy
 |
BERLUSCONI: I MEDIA DISINFORMANO, LO DIRO' AGLI ITALIANI
|
|
ROMA - Parlando con i giornalisti italiani a margine dell'assemblea dell'Onu, Berlusconi - che prendera' oggi la parola dalla tribuna delle Nazioni Unite - prende lo spunto dalle notizie sulla presenza dei nostri militari in Iraq per sottolineare come sembri che il mestiere degli organi di informazione nazionali 'sia quello di disinformare e non di informare'. 'Io ho spiegato bene la questione della nostra presenza in Iraq - ha detto - e se c'e' malizia, nel riportare certe informazioni, da parte dei media, e questo accade quasi sempre, io mi dispiaccio e dovro' dire agli italiani di non credere piu' a quello che scrivono gli organi di stampa...'. E sull'Iraq, il premier ha detto: 'Penso che sia irresponsabile e assurdo ritirarsi a meta' dell'opera', sottolineando che 'dall'Iraq sono gia' rientrati 170 uomini e altri ne rientreranno entro settembre'.
|
AhAhAhAhAhAhahAh! AhahAhAh!!!!!! AhahAhAh!!!!!!!!
Sul sito di Forza Italia una valanga di no alla riforma della legge elettorale
Suppliche al premier di ripensarci e soprattutto di scaricare Follini
"Proporzionale per l'Udc? Una follia"
La rabbia del popolo del Cavaliere
di DARIO OLIVERO
Silvio Berlusconi
ROMA - Sono pochi quelli che timidamente difendono quello che per la maggioranza è indifendibile. E quei pochi lo fanno in termini cauti: "Il proporzionale non mi sembra poi così devastante, se inquadrato in un sistema fortemente bipolare e privo di partiti ricattatori e mangiasoldi" (Mara). Oppure: "Finalmente un riforma elettorale decente, proporzionale con sbarramento" (Maxprato). Qualcun altro si affida gli slogan: "W la legge elettorale proporzionale". "Avanti così". Tolti questi, il resto è una valanga di no.
Sito di Forza Italia, sezione chiamata "Spazio azzurro". E' il forum dei simpatizzanti del partito di Silvio Berlusconi. Un luogo spesso tacciato di faziosità e accusato di una moderazione quantomeno conciliante nei confronti del padrone di casa. In pratica di pubblicare soltanto gli interventi positivi verso il premier. Non questa volta.
La rabbia dei forumisti verso la decisione di modificare in senso proporzionale la legge elettorale è un fiume in piena. Soprattutto quando si parla dell'Udc: "Roba da matti - scrive un anonimo - per tenersi buoni quattro gatti dell'Udc, siamo pronti a scardinare un intero sistema elettorale. Siamo proprio caduti in basso". Senza contare, fanno notare in molti che il partito ha sempre sostenuto i pregi del maggioritario dal punto di vista della stabilità del governo e una retromarcia su questo sarebbe imbarazzante, come scrive un altro forumista: "Nel referendum del 1993 ho votato x il maggioritario e fatto anche campagna elettorale con An, come faccio oggi a dire che mi sono sbagliato? Tutto per l'Udc".
Il fiume di sdegno si trasforma spesso in una supplica a Silvio Berlusconi. Paolo: "Signor Presidente, lasci che l'Udc vada per la sua strada se vuole (ne avremmo solo vantaggi), ma non cambi il sistema elettorale: a questo punto non è atto democratico". Forzista: "Silvio non farti fregare in questa trappola Follini-Casini-Buttiglione". Chiara: "Maggioritario puro, Presidente noi popolo di FI, siamo stufi, arcistufi dei compromessi. Avanti magari da soli, ma con una linea chiara e coerente. Basta Udc". E ancora Dodo: "Caro Presidente, ero forzista ora vedo solo ritorno alla proporzionale ...è indegno belle riforme, poi vedo dei ministri che invece di pensare al paese fanno clientele".
E insieme alle preghiere affinché il presidente ci ripensi, le minacce di abbandonare Forza Italia perché questa è "la fine di un sogno, di un'Italia moderna e di una democrazia vitale ed efficiente. Fi ha sacrificato i tuoi ideali. Vergogna", scrive Azzurra delusa. E Dan: "Assurdo pensare ad un ritorno al sistema elettorale proporzionale. non voterei più Forza Italia". Mat: "Ma dai... il proporzionale!! ma siete forse impazziti tutti!!!!! andate a quel paese io non voto". Massimo Conti: "Cos'altro ancora per accontentare l'Udc ..? la mancata riforma fiscale.. la difesa di Fazio su Cirio e Parmalat ed ora il ritorno al proporzionale.. votare ancora perché?" . E Matteo: "Addio se passate al proporzionale e ci date l'instabilità tanti saluti!"
Ma la maggior parte dei messaggi sono di frustrazione nei confronti degli ex Dc. Gli elettori di Forza Italia, come del resto il loro leader, si sono stufati dei problemi che gli alleati hanno creato alla Cdl. E chiedono non solo di lasciare cadere la riforma della legge elettorale, ma di sganciarsi dal partito di Marco Follini. "Mi dispiace dirlo ma quest'ultima iniziativa per tenere legato Follini è proprio un autogol. Era meglio andare da soli e non essere legati alla vecchia Dc. Peccato", dice Salvatore. "Meglio perdere con onore ed il maggioritario che ritornare al proporzionale. Siamo deboli davanti a Follini, molto deboli.. Sono delusissimo", scrive un simpatizzante che si firma onore.
"Tornare al proporzionale solo per compiacere Follini e Casini è un suicidio! Mandiamoli al diavolo e iniziamo campagna elettorale dura e aggressiva x vincere!!!!!!!!!", urla Alpi61 da Roma. E Antonio: "Aiuto !!! Il proporzionale ritorna ... ! Allora a qualcuno è piaciuta Tangentopoli ...! L'UDC mangerà tutta la CDL ! Attenzione!" Rodolfo Marchini: "Fare subito il Partito della Libertà è necessario per rientusiasmare ad un impegno storico, ma anche per mettere all'angolo i "casinisti"". Massimo: "Lasciamo questi traditori Dc e il loro proporzionale".
Ma la domanda più importante è forse quella che Darcu rivolge al moderatore del forum: "Ti rifaccio la domanda: ma i messaggi arrivano a Berlusconi? Molti reclamano la presenza degli eletti di Fi sul campo ma sembrano svaniti nel nulla. Sveglia!".
(14 settembre 2005)

|
Un gesto di prepotenza all'ultimo minuto
di Pierluigi Battista
Cambiare radicalmente all’ultimo minuto una legge elettorale, come ha deciso ieri il centrodestra, sancisce il trionfo della convenienza di parte a scapito dell’interesse pubblico. Può darsi addirittura che le nuove regole proposte siano migliori e più efficaci. Può darsi, ma non conta. Conta solo che il giocatore al momento (ma solo al momento) più forte decide con atto di imperio come darsi un vantaggio improprio e sfavorire platealmente l’avversario: non solo uno strappo al fair-play istituzionale, ma il sintomo di un uso troppo disinvolto del potere della maggioranza.
All’ultimo minuto il premier del governo di centro-destra scopre le virtù del sistema proporzionale. Strano, visto che nell’Italia dell’ultimo decennio Silvio Berlusconi è (è stato?) il campione del maggioritario. Per primo ha capito la filosofia elettorale del nuovo sistema elettorale introdotto nel 1993 fondato sulla disfida tra coalizioni alternative. Parlava di «rassemblement» e gli avversari, miopi, lo prendevano in giro, salvo comprendere, con fatale ritardo, che anche loro avrebbero dovuto mettere in piedi, e in fretta, una coalizione e un leader credibili.
Esaltava «l’unzione» popolare che la «religione del maggioritario» conferiva a chi vinceva le elezioni. Si schierava addirittura con Marco Pannella per incoraggiare un rafforzamento bipartitico «all’americana » del nostro ancora incompiuto sistema maggioritario. Il bipolarismo italiano, quello che ha consentito l’alternanza di governo nella competizione tra schieramenti contrapposti, deve molto a Berlusconi, cosa che oramai possono ammettere anche i più ferventi detrattori dell’attuale presidente del Consiglio. Ma oltre dieci anni di «religione» berlusconiana del maggioritario vengono dissolti in una manciata di minuti, solo perché con l’espediente proporzionale si pensa di raddrizzare un destino elettorale da tutti accreditato come negativo.
Certo, sul piano puramente teorico non è detto che il sistema proporzionale e il bipolarismo siano per forza antitetici (come dimostra il caso tedesco e come più volte è stato sottolineato da Giovanni Sartori). Maforse la scelta di accelerare sulla strada proporzionalista è stata imboccata così in affannosa fretta e fuori tempo massimo per far funzionare meglio il sistema? No, solo per cercare l’accordo con i centristi dell’Udc che avevano posto come condizione per la loro permanenza nella Casa delle libertà il passaggio deciso a una legge proporzionale. Gli esponenti dell’Udc, è vero, chiedono che venga coinvolta nella discussione anche l’opposizione.
Ma se, come è ovvio, l’opposizione (compresa persino la sua ala proporzionalista) non accetterà di cooperare autolesionisticamente alla realizzazione di un abito elettorale cucito apposta per favorire l’attuale maggioranza, anche i moderati del centro-destra si assumeranno la responsabilità di stravolgere la cornice delle regole a colpi di maggioranza e di infuocare oltremodo una già isterizzata campagna elettorale. Ai politologi l’onere di soppesare il valore della legge elettorale proposta dal centro-destra. Ma chiunque può comprendere come lo strappo dell’ultimo minuto rischia di trasformarsi in un atto di prepotenza che confida su una maggioranza in cerca (vanamente?) della formula magica per restare tale anche nella prossima legislatura. Conviene a chi la propone, forse. Non conviene a chi pensa ancora che sui modi in cui dovrà esprimersi la volontà popolare una maggioranza non può decidere a suo insindacabile piacimento.
|
postato da MausMaus
E Battista sicuramente non è "comunista"!!!!!!!
IL COMMENTO
L'ultima legge
ad personam
di EZIO MAURO
QUANDO dicevamo che l'agonia politica di Berlusconi sarà una stagione terribile, in cui maturerà il peggio, non immaginavamo questo: un cambio in corsa delle regole del gioco a pochi mesi dal voto, con un ribaltone improvviso dal maggioritario al proporzionale e una nuova legge elettorale tagliata a colpi di maggioranza sulle esigenze del centrodestra, come un doppiopetto del Cavaliere.
Dieci anni di maggioritario, un sistema che ha saputo garantire per due volte l'alternanza al potere della destra e della sinistra, vengono dunque bruciati in un falò privato ad Arcore, sacrificati all'incapacità delle forze del Polo di trovare una ragione politica per stare insieme.
Il risultato è paradossale. Divisi su tutto e separati in casa, Udc e Forza Italia ricorrono alla superstizione estrema del proporzionale, ma lo fanno con due progetti politici opposti e inconciliabili. Casini e Follini vogliono cambiare la legge elettorale per riprendere piena libertà di movimento e liberarsi per sempre di Berlusconi. Il Cavaliere concede il cambiamento per la ragione opposta: imprigionare ancora i centristi in questa campagna elettorale, fingendo che l'intesa possa continuare, e la sua leadership anche.
In realtà è l'istinto della fine che guida l'azzardo di Berlusconi. Poiché in questo paesaggio politico, istituzionale, normativo, ha già perso, il Cavaliere prova a cambiare quadro e paesaggio. Annunciando di essere pronto a ogni forzatura, anche nelle regole. La prima è una legge disegnata sulle esigenze attuali del Polo, che trasforma in handicap elettorale la morfologia del centrosinistra.
Con lo sbarramento al quattro per cento, com'è noto, i piccoli partiti (come i Verdi, i Comunisti Italiani, lo Sdi, il movimento di Di Pietro) portano voti alla coalizione cui appartengono, ma non prendono seggi. Ed ecco che nella nuova legge elettorale il premio di maggioranza non va alla coalizione che prende più voti, ma più seggi, in modo che se anche l'Unione confermerà i sondaggi vincendo con una larga maggioranza di voti, potrebbe trovarsi con questo artificio minoranza in Parlamento.
Prodi e i suoi hanno già parlato di "legge truffa". In realtà è un'altra legge ad hoc, ad personam, nel solco del quinquennio berlusconiano. L'Udc deve aver avuto un soprassalto di vergogna, perché ha annunciato che in Parlamento correggerà la norma, in quanto vuole "vincere senza barare".
Dunque è una legge da bari, quella che arriva alle Camere. Non occorre dire altro. Salvo chiedere a Follini e Casini se è questa la cultura centrista, istituzionale e moderata, che hanno decantato per tutta l'estate. Ricordare a Fini che solo pochi anni fa si batteva per il maggioritario. E consigliare a Berlusconi di non travolgere regole e istituzioni nel vortice della sua disfatta, perché la repubblica gli sopravviverà, anche se per lui è inconcepibile.
(14 settembre 2005)


|

PROPORZIONANDO...di Fabio Greggio
Le regole si cambiano poco prima della fine del gioco.
E il Polo, in odore di sconfitta lo fa. A modo suo, senza mediare.
Le regole del gioco, per uno come Berlusconi, le fa chi comanda, non chi partecipa.
Un illiberale che crede d’essere liberale….
I micropartiti alla Mastella, Di Pietro sono destinati a sparire?
E’ nel progetto di Berlusconi che pone uno sbarramento al 4%.
Ma è anche il segno della disperazione di una coalizione che perde i pezzi e tenta di arginare la debàcle con mezzi d’emergenza.
Anche il CSX ci aveva provato in passato. Ma non così radicalmente.
Forza Italia è al 17%. I DS al 22%.
Con il proporzionale aumentano le poltrone. Almeno 100 in più. Per chi perde e sa di perdere è grasso che cola.
Ma resta il fatto che l’Italia è il meridione d’Europa e non solo geograficamente.
Per questi motivi siamo considerati poco affidabili.
Siamo il paese dei furbi e il mondo intero ci guarda e ne prende atto.
Ma cosa aspettarsi da un Governo che ha legalizzato l’illegalità?
Che ha fatto leggi ad personam?
Che passerà alla storia non come la Seconda Repubblica, ma come la coda impazzita, il contraccolpo della Prima Repubblica. Come la degenerazione della Prima Repubblica.
Come l’epilogo inglorioso di essa.
La Seconda Repubblica nascerà allorché in questo Paese s’inizierà a parlare di Legalità.
Quando un Governo istituirà quello che Elio Veltri nel suo ultimo libro “ Il Topino Intrappolato” chiama “il Ministro della Legalità”.
Quando l’Italia si darà la possibilità di combattere la mafia al sud e l’imprenditoria corrotta al nord.
E non è questione di destra o sinistra, ma di coinvolgere tutta la cittadinanza a concorrere a questo scopo iniziando dall’insegnamento nelle scuole del concetto di regole, legalità, convivenza.
Perché la Legalità conviene.
L’Illegalità, invece, è sconveniente.
L’epilogo di questa Prima Repubblica ne è la prova tangibile, con la sua corruzione diffusa, imprenditoria impazzita, evasione fiscale, costo della politica.
E non occorre inventarsi nulla d’eclatante, ma solo dimenticare.
Anche perché nessuno non si inventa nulla di nuovo
E se lo inventa è perché lo ha letto da qualche parte.
Fabio Greggio
Se ne autorizza la pubblicazione solo citando autore e sito.

Scontro di civiltà
di Riccardo Barenghi
C’è uno scontro in corso che non è quello tanto propagandato tra la nostra civiltà e l’altra, l’Occidente e l’Islam, la libertà di cui godiamo da questa parte del mondo e l’oppressione che si subisce in altre zone. Questo altro scontro, anch’esso di civiltà, è tutto nostro, occidentale, americano, europeo, italiano. Culturale ancor prima che politico e dunque sociale. Ed è un esempio - piccolo ma non irrilevante perché simbolico - di quella decivilizzazione di cui hanno parlato Timothy Garton Ash su la Repubblica di giovedì scorso e Barbara Spinelli sulla Stampa dell’altro ieri, commentando gli effetti dell’uragano Katrina e prendendo come spunto Jack London e il suo cane Buck che torna a essere lupo.
L’esempio si chiama Pacs, ossia patti civili (civili, appunto) di solidarietà, cioè le coppie di fatto siano esse etero o omosessuali. Un argomento che evidentemente scatena gli istinti peggiori se basta che un leader politico come Prodi, per di più cattolico, ne parli positivamente per provocare l’ira dell’Osservatore Romano, quindi della gerarchia cattolica, di alcuni suoi alleati politici, di molti suoi avversari. Il giornale vaticano arriva addirittura ad accusare il leader dell’Unione di voler «lacerare la famiglia solo per procacciarsi tutti i voti rastrellabili sul territorio».
Con tutto il rispetto per chi crede nella famiglia basata sul matrimonio, francamente sembra di sognare. O meglio di vivere dentro una sorta di moviola che ci riporta rapidamente indietro nel tempo, quando eravamo lupi.
Eppure siamo nel 2005, viviamo in Italia, Paese in cui centinaia di migliaia di persone con-vivono il loro rapporto d’amore senza essere sposati, uomini con donne, uomini con uomini, donne con donne. Lo sappiamo tutti perché tutti lo vediamo ogni giorno, molti di noi lo praticano, molti altri hanno amici e parenti che non si sposano o perché non vogliono o perché non possono (i gay o i separati). Nessuno dice niente, nessuno obietta nulla fino a quando qualcuno non propone una legge che tuteli queste unioni.
Apriti cielo, guai a mettere sullo stesso piano una coppia sposata con una convivente, figuriamoci poi se la coppia è omosessuale. Facciano pure, se vogliono, ma non ci chiedano di riconoscere i loro diritti. Non li hanno e non li devono avere, un convivente che muore non può lasciare il suo contratto d’affitto all’altro, la sua pensione non può essere reversibile, le detrazioni dalle tasse, gli assegni familiari, le visite in ospedale, in carcere, la graduatoria per una casa popolare. Niente da fare, coppie di fatto ma non di diritto.
Per fortuna, però, in situazioni come questa escono fuori anche gli istinti migliori, da una parte e dall’altra, a sinistra e a destra. Se un leader politico come Gianfranco Fini si smarca nettamente dal suo schieramento e dal suo partito (come fece per la fecondazione assistita) e sostiene che bisogna rimuovere le discriminazioni, significa che la campagna elettorale, i voti da accaparrarsi, le piccole polemiche di bottega qui non c’entrano affatto. C’entra invece un valore fondamentale della nostra civiltà, che vorremmo esportare dove non c’è ma che a volte non riusciamo nemmeno a tenerci stretto. Si chiama uguaglianza.
MILLECINQUECENTOQUARANTADUEMILIARDI VIRGOLAQUATTRO

Fonte: www.antoniodecurtis.com
Il debito pubblico dell’Italia cresce allegramente, senza porsi troppi problemi, da maggio è cresciuto di 25,2 miliardi di euro ed è arrivato a quota 1.542,4 miliardi di euro.
Il numero è così grande che ormai non ci si fa più caso, miliardo di euro in più o in meno cosa cambia?
Cambia, cambia…
Le nostre tasse, le tasse pagate dalle imprese, coprono il debito pubblico, in pratica le tasse servono per pagare gli interessi sui debiti contratti da chi ci governa e ci ha governato.
Soldi per infrastrutture, per la spesa sociale, per innovare il Paese non ce ne sono.
Prima dobbiamo pagare il mutuo dello Stato, ma è un mutuo eterno, in cui il valore della rata aumenta invece di diminuire.
Ognuno di noi ha un debito pubblico di circa 26.000 euro, neonati compresi.
Quando sbarcano i clandestini a Lampedusa non lo sanno, ma appena mettono piede sull’isola sono già indebitati…
Se tutti noi perdiamo dalla crescita del debito pubblico, chi ci guadagna da questa situazione?
I politici, il debito pubblico è finanza elettorale, al politico serve a mantenere il suo posto di lavoro.
Ma se non ho i soldi come faccio a spenderli? Chi mi autorizza a indebitare le generazioni future?
Possibile che non ci sia una legge che proibisca di spendere soldi pubblici in assenza di fondi?
E intanto oggi la Banca Mondiale ci ha retrocesso al settantesimo posto mondiale per la capacità di attrarre investimenti per nuove imprese. Solo lo scorso anno eravamo tra i primi quaranta Paesi.
http://www.beppegrillo.it/index.html
L'anniversario della tremenda alluvione dell'anno scorso sta per arrivare.
Già abbiamo avuto un antipasto con la mini alluvione di martedì scorso.
Ma che si è fatto per evitare che l'alluvione succedesse ancora?
NIENTE
Si parla solo di grandi progetti, ma niente di piccolo e di immediato si è affrontato per evitare che tutto ciò succeda ancora.
I tombini sono sporchi, la sabbia si deposita per strada senza contenitori, i canali sono intasati di erba e sporco.
Su via Gallipoli l'acqua non entra più nel primo tratto del canale pieno di sporco e occupato da un rigoglioso fico e corriva velocemente verso piazza S. Sebastiano.
Sulla via vicinale dei Martiri il canale è completamente ostruito da crolli, sporco, piante e da un passo carrabile che lo ostruisce completamente.
Sulla strada delle Vorelle numerosi passi carrabili impediscono all'acqua di prendere il grosso canale ottocentesco.
Le strade nuove sono fatte senza scoline laterali .
La nuova strada di S. Maria ha cancellato le scoline laterali e ora si allagano anche le zone alte della Carpignana.
Si continuano a far costruire deturpanti muri di tufo o di mattoni nelle campagne anzicchè obbligare alla costruzione dei muri a secco filtranti o a più accettabili siepi.
I lavori stradali sono fatti tutti senza tenere conto del deflusso delle acque.
Nessuno mette rimedio.
Il comune non fa niente, nemmeno la manutenzione ordinaria.
La Provincia meno di niente autorizzando progetti stradali dannosissimi.
Finiremo affogati ancora.
E qui ce la danno ancora a bere!
LA SINISTRA CHE NON C'E'
di Achille Occhetto
Nella politica italiana c'è un vuoto da colmare.
Il vuoto lasciato dall'assenza di una sinistra degna di questo nome, una sinistra per davvero all'altezza dei tempi, perché capace di rispondere alle contraddizioni del terzo millennio.
Tuttavia per colmare questo vuoto occorre lasciarsi alle spalle i luoghi comuni della politologia corrente, soprattutto quelli che suddividono la sinistra stessa tra riformisti moderni e comunisti arretrati.
Occorre anche lasciare tra i ferri vecchi l'idea bizzarra e stravagante secondo la quale si fuoriesce dagli errori del comunismo totalitario e stalinista solo seguendo una strada moderata e tutta interna alle compatibilità dell'attuale sistema. Non ha alcun senso pensare che la scelta che sta dinnanzi a noi sia ancora tra comunismo e socialdemocrazia.
Oggi come possiamo non dirci tutti socialisti e democratici?
Ritorniamo così al vero problema che è quello programmatico, e sul quale la scelta si sposta tra socialisti democratici di sinistra e socialdemocratici di destra.
E' su questo nuovo terreno che si apre la possibilità di un incontro con Bertinotti, con le innovazioni, per davvero significative, introdotte all'ultimo congresso di Rifondazione comunista.
Il problema centrale è quello di contribuire a individuare una base comune per rifondare tutta la sinistra.
Naturalmente queste mie considerazioni prendono le mosse da una valutazione critica che riguarda il processo aperto dalla svolta della Bolognina.
Quella svolta nelle mie intenzioni avrebbe dovuto muoversi lungo la linea di una fuoriuscita da sinistra dalle rovine del comunismo per rifondare le categorie di una sinistra alternativa capace di unificare in un soggetto politico nuovo le istanze più avanzate delle diverse sinistre - anche non comuniste - di cui è ricca la società italiana.
Non c'è dubbio che qualcosa di importante si è mosso in questa direzione, che, anche grazie al processo apertosi nell'89, l'unità politica dei cattolici dentro uno schema moderato è saltata, e che la ricerca di una nuova identità della sinistra ha fatto passi avanti, come dimostra lo stesso congresso di Rifondazione.
Tuttavia, soprattutto negli ultimi tempi, è progressivamente prevalsa quella che io chiamo "l'uscita da destra", che ha le sue origini nell'aver considerato la svolta stressa una terribile necessità dinnanzi ad una sconfitta storica e non già un nuovo inizio.
Una interpretazione minimalista che non poteva, anche al di là delle singole volontà, che portare verso una subalternità culturale e un moderatismo di maniera funzionale alla mera partecipazione al governo del paese.
Per questo dico a Bertinotti, che me lo ha chiesto, che non ho nessuna difficoltà a riconoscere che è prevalso l'esito moderato.
Ma in questo esito, voglio aggiungere, per essere fino in fondo sincero, che c'è anche una responsabilità di chi, di fronte alla sollecitazione della svolta, si chiuse in una posizione prevalentemente "identitaria" che si riassumeva nella difesa del nome.
Oggi non si tratta di aprire una discussione per decidere chi avesse avuto, allora, più ragione. Tuttavia mi sembra inoppugnabile il fatto che mentre nell'89 la contrapposizione era prevalentemente tra innovazione e difesa della vecchia identità - il che non poteva non determinare il formarsi di un fronte dell'innovazione articolato e contraddittorio - oggi possiamo andare molto più avanti.
Oggi possiamo tutti nutrire l'ambizione di portare l'insieme della sinistra su un terreno diverso da quello del collettivismo autoritario, senza dovere passare sotto le forche caudine dell'apologia neoliberista.
E credo che sia interesse di tutti, anche delle componenti moderate del centrosinistra, togliere definitivamente alla destra la lancia, per la verità già molto spuntata, della permanenza nella sinistra di posizioni antidemocratiche e illiberali.
Ma se il problema centrale non è più, al di là delle diverse valutazioni storiche, quello dell'identità comunista, occorre con decisione mettere i piedi nel piatto, e investire direttamente le differenze che riguardano i fondamenti stessi di una sinistra del terzo millennio, e che chiamano in causa le grandi discriminanti della centralità del lavoro, del tipo di sviluppo, della nonviolenza, del pacifismo senza se e senza ma, di un modo di produrre che salvi il pianeta dalla catastrofe ecologica.
In questo senso ritengo, con buona pace del mio amico Biagio de Giovanni, che il tema centrale oggi non sia quello di rifondare il comunismo - se avessi detto questo gli stessi compagni di Rifondazione avrebbero avuto ragione a guardarmi con sospetto- , no, il problema è quello di rifondare la sinistra.
Questo è l'unico tema che anche le nuove generazioni che non conoscono le nostre storie e passate divisioni, capiscono chiaramente. Rifondare la sinistra lungo una linea di ricerca che, certamente, non può non recuperare le ragioni, le verità interne, e i problemi sollevati dallo stesso comunismo ideale. E' stato nefasto idolatrare Marx, ma è da criminali non studiarlo più.
Tuttavia, e qui è la novità di questa nostra discussione che altrimenti sarebbe solo accademica, sta di fatto che il congresso di Rifondazione è andato ben oltre la tradizione del socialismo reale, la concezione leninista della presa del potere, una visione chiusa e organicista del socialismo come sistema per sostituirla, come mi è capitato di dire ai tempi della svolta, dal movimento permanente di crescita della democrazia come partecipazione.
Detto questo, a me pare del tutto evidente che da queste stesse innovazioni ideali e politiche dovrebbe discendere l'esigenza di un superamento delle vecchie strutture organizzative da parte di tutti, compresa Rifondazione, per metterle al servizio di un complessivo progetto di rinascita della sinistra. Di qui la centralità di una convenzione delle idee attorno al Progetto.
Ma non solo di questo si tratta. Credo che lo stesso Bertinotti non possa non accorgersi che si potrebbe manifestare una contraddizione tra le novità di cui abbiamo parlato e i vecchi schemi organizzativi, le stesse premesse originarie da cui è nata Rifondazione.
Le nuove idee possono fruttificare - come ho potuto sperimentare sulla mia stessa pelle - solo se vengono messe al servizio di una più complessiva riorganizzazione della sinistra.
Per questo dovremmo, al più presto, uscire dalla sterile contrapposizione tra istanze di rinnovamento culturale, viste come una palingenesi che dovrebbe in toto precedere il processo politico concreto, ed immediate esigenze elettoralistiche.
Occorrerebbe, a mio avviso collegare in una visione coerente i due piani.
Il punto di partenza, l'obiettivo, non c'è dubbio, deve essere il Progetto; ma alla luce del Progetto si possono e si devono individuare le tappe intermedie.
Il progetto deve essere molto più ambizioso di quello di una adesione soft a Rifondazione, di un semplice patto federativo, o uno scimmiottaggio, da sinistra, della Fed.
La stessa Fed è sorta su basi programmatiche fragili, assomiglia ancora troppo ad un cartello elettorale, e lascia insoluti fondamentali nodi programmatici.
In generale ritengo che ogni forma di riorganizzazione della sinistra non si debba ridurre ad un incontro tra stati maggiori ma debba coinvolgere, sui programmi, diversi soggetti della cultura e della società civile.
Il nostro obbiettivo deve andare molto al di là della scadenza elettorale. Tuttavia non possiamo nasconderci che il problema delle elezioni esiste e che si configura come il tema di alcuni milioni di elettori che non si sentono pienamente rappresentati.
Come risolvere questo problema al meglio, o, se non altro, al meno peggio?
Una cosa è certa: non servono contrapposizioni sterili tra esponenti della sinistra cosiddetta radicale.
La cosa migliore sarebbe quella di cercare soluzioni intermedie e concordate tra tutti coloro che sono d'accordo sul progetto di rinascita della sinistra, per trovare il modo di evitare, senza contraddire quel progetto, di disperdere alcuni milioni di voti.
"L'ABBAZIA di San ANGELO DELLA SALUTE"
Le canne addossate a quel che resta della Chiesa sottendono sicuramente un'intenzione di "CELARE" la vista agevolando la crescita del rampicante e poi...
Una sbarra per delimitare o annettersi definitivamente la Chiesa?
Questo è quello che si chiede l'amico mpuliticare
nel suo interessante post.
Vi invito a cliccarlo per godere del bellissimo e interessante apporto culturale che Fernando allega
(godrai anche tu , Mafalduccia mia, cliccando forte Fernandone, Fallo! Non sono così geloso.....)
Se le escursioni in bici sono servite a destare tanta attenzione e hanno permesso di conoscere a tantissime persone e a tanti ragazzi i tesori sconosciuti di Galatone allora siamo tutti felici di aver raggiunto l'obiettivo.
A girar per campagne in bici ci si ricrea, si impara, si conosce....
molto meglio che girando per campagne elettorali.
E soprattutto si fa meno danno!
Domenica 25 settembre, salvo pioggia, ci si ritrova alle 16 in piazza Ss. Crocifisso per la v° escursione alle torri di Galatone (Tafuri- Prete, Megha, Papi)
Chi non le conosce non ha che da seguirci.
Giovedì 15 settembre, alle 19 e30,
chiostro dei Domenicani,
Galatone
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
SANTA LUCIA V.M.
La ricorrenza Le Tradizioni
di don Luigi Leante

Il quotidiano della Santa Sede: "Vuole lacerare la famiglia"
Mastella attacca il leader dell'Unione. Rotondi (Dc) lo difende
L'Osservatore Romano attacca
"Sui Pacs Prodi cerca voti"
Il capo del centrosinistra si difende: "Mai parlato di adozione o equiparazione"
L'Arcigay: "Il Professore più vicino ad Aznar che a Zapatero"
Romano Prodi
CITTA' DEL VATICANO - "Alla ricerca di voti lacerando la famiglia". L'Osservatore Romano critica le dichiarazioni del leader dell'Unione sulle coppie di fatto. Prodi si difende, si dice "stupito per una polemica infondata" e replica sia ai cattolici che alle critiche che gli sono venute dal suo schieramento politico. "Mai - dice il candidato leader del centrosinistra - ho equiparato le coppie di fatto al matrimonio, mai ho parlato di adozioni". Una "differenza totale - sottolinea con forza Prodi - dalle posizioni di Zapatero". E ricorda, tra l'altro, che "In Spagna (prima della legge sostenuta dall'attuale governo) c'era sul tema una proposta di Aznar non di Zapatero".
Al centro della questione la lettera che il leader dell'Unione ha inviato al presidente del'ArciGay (e deputato Ds) Franco Grillini nella quale Prodi assicurava che il problema dei Pacs (Patti civili di solidarietà) "troverà certamente soluzione nel programma elettorale dell'Unione". Sulla lettera, oggi si è scatenata la polemica. Oltre all'Osservatore Romano diversi esponenti del centrodestra (e anche alcuni centristi dell'Unione) sono intervenuti attaccando.
Prodi ricorda poi di aver ripetuto "senza cambiare una sillaba, le stesse parole" pronunciate a San Martino in Campo il 21 luglio scorso, durante il conclave dell'Unione. Su quelle parole - prosegue il candidato leader del centrosinistra - si è registrata "l'opinione concorde di tutta l'Unione". E ci tiene, comunque, a sottolineare un altro dato non certo secondario: "Le conseguenze civili delle convivenze di fatto sono state prese in considerazione da tutti i paesi europei, e in Spagna tali conseguenze civili sono state concretizzate da Aznar e non da Zapatero". Insomma, una polemica fondata sul nulla che lo ha "abbastanza stupito".
|
L'attacco dell'Osservatore punta sul tema della famiglia: "La lettera di Prodi - scrive il quotidiano del Vaticano - chiama direttamente in causa nella competizione politica la famiglia, la realtà naturale alla quale sono naturalmente inclini l'uomo e la donna. Una realtà fondata, come la stessa Costituzione italiana ammonisce, sul matrimonio. Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia. Una lacerazione inaccettabile". Uno strappo basato, insiste il giornale dei vescovi, "su una campagna elettorale orientata al procacciamento di tutti i voti rastrellabili sul territorio".
(12 settembre 2005)
Dibattito aperto nei due poli dopo l'apertura di Prodi sui Pacs
Follini: "Il professore è diventato zapaterista, noi difendiamo la famiglia"
Fini sulle unioni di fatto
"Rimuovere discriminazioni"
Mastella: "Pronto a rompere l'accordo con l'Unione"
Casini: "Non scomunicare chi la pensa diversamente"
Gianfranco Fini
CERIGNOLA (Foggia) - Lo scontro fra Romano Prodi e l'Osservatore Romano sui Pacs e le unioni di fatto non ha lascia indifferente il centrodestra e, se Marco Follini spara a zero sul Professore, a sorpresa, è Gianfranco Fini a non chiudere le porte ad un'apertura alle coppie di fatto.
"Non si può equiparare la famiglia intesa come unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio alle cosiddette unioni di fatto", ha premesso il ministro degli Esteri alla festa del Secolo a Cerignola. Detto questo però il leader di An non ha affondato sull'avversario, anzi. "E' giusto - ha detto Fini - rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto".
Di fatto un'apertura al contrario di una durissima presa di posizione del leader dell'Udc Marco Follini. "Ricordavo - ha detto Follini - Romano Prodi come un giovane manager democristiano. Lo ritrovo oggi come un più attempato dirigente politico zapaterista. Come coppia di fatto, quella fra Prodi e il suo doppio mi sembra fra le meno riuscite". Continua l'esponente centrista: "lui guarda con favore alle coppie di fatto mentre noi guardiamo con favore ancora maggiore alla promozione della famiglia". Insomma, conclude follini, "sono due idee diverse e il bello dell'alternanza è che sono espresse entrambe con chiarezza".
Sulla stessa linea il ministro delle Riforme Roberto Calderoli. "Chi propone di riconoscere le coppie di fatto - dice il leghista - disconosce e attacca la famiglia, il matrimonio tra uomo e donna, che ne è il fondamento, e soprattutto attacca la natura".
|
"Le coppie di fatto sono un atto contro natura e rappresentano il primo passo verso la dissoluzione di una società fondata sui valori -aggiunge- Non pensavo veramente che, per un pugno di voti dell'altra sponda, si potesse cadere così in basso".
In tarda serata anche il commento di Pier Ferdinando Casini, che in un dibattito al Festival Nazionale dell'Unità di Milano al quale interveniva anche Massimo D'Alema ha invitato a "non scomunicare chi la pensa diversamente". "Lasciamo la libertà di dire ai cattolici - ha sottolineato il presidente della Camera - che non sono d'accordo. D'altronde anche la sinistra non si è schierata apertamente con i matrimoni tra gay voluti da Zapatero". "Oggi c'è il diritto tuo e di Prodi - ha detto Casini rivolgendosi a D'Alema - di essere d'accordo con i Pacs come c'è il nostro di non esserlo. Deve prevalere la logica della libertà di coscienza, come avvenuto - ha concluso - per il referendum per la procreazione assistita".
Ma le parole di Prodi lacerano anche il centrosinistra. "Se Prodi diventa Zapatero, mi dispiace, ma non è più il mio leader e potrei rompere l'accordo" attacca Clemente Mastella. Ma il verde Alfonso Pecoraro Scanio minimizza il dissenso: "Mastella non vuole i patti di convivenza, noi e la gran parte del polo di centrosinistra li vogliamo. Mastella si digerirà i patti, ognuno ingoia qualche rospo".
La Margherita invece difende Prodi. "E' veramente impropria e strumentale - si legge in una nota - la polemica rivolta a Romano Prodi a proposito della regolamentazione delle unioni civili. Il centrosinistra non arriverà mai ad una posizione simile a quella del governo spagnolo, per due semplici motivi: perchè essa sarebbe incompatibile con la Costituzione, e perchè una simile linea non potrà essere condivisa nell'Unione".
Nel coro di critiche del centrodestra che paragona Prodi a Zapatero, spicca, in controtendenza, la voce del segretario della Dc, Gianfranco Rotondi: "E' sciocco sparare su Prodi a proposito delle coppie di fatto: un conto è la difesa della famiglia, che è solo quella formata dalla mamma e dal papà e dai loro bimbi; altra cosa sono i diritti delle persone conviventi, e mi pare che Prodi abbia ben chiara la distinzione fra i due piani".
L'Arcigay rifiuta l'accostamento fra il leader dell'Unione e il premier spagnolo: "Zapatero non è certo l'esempio a cui paragonare chi appoggia una legge sulle unioni civili, diversa e distinta dal matrimonio. Questa è precisamente la posizione del Partito popolare di Aznar" dice il presidente dell'associazione Sergio Lo Giudice.
(12 settembre 2005)
Come al solito di fronte ad un semplice problema di salvaguardia dei diritti civili parte la grancassa del bigotto bacchettonismo ultraconservatore che ha paura anche della sua stessa ombra.
Di fronte ai fantasmi messi in campo dall'Osservatore Romano non è escludibile che stia giocando anche la paura degli ultimi sondaggi e che la cavalleria chercuta stia cercando di salvare l'esercito del dio patria famiglia ipocrisia e guerra della premiata ditta Follini & Casini, il "partito delle belle cravatte".
Il problema, e lo capisce benissimo il laico destrorso Fini,
non è quello di leggittimare famiglie gay, ma è quello di equiparare le convivenze di fatto ai matrimoni in termini di eredità, regimi degli affitti, pensioni di reversibilità, assistenze ecc.
Faccio presente che la paura del diverso, molto spesso dettata dalla paura di essere uguali ai diversi, si scatena anche di fronte a situazioni del tutto leggittime alla comune morale.
Non parlo di coppie eterosessuali di fatto (su quelle c'è l'anatema dell'ulione more uxorio!) ma di quelle situazioni normalissime in cui due anziane signore, per esempio, eterosessuali, vivono nello stesso appartamento e si fanno compagnia perchè sole o rimaste sole.
Quanti casi ve n'è? Tantissimi.
Si ha paura di regolare anche queste situazioni?
Non si ha paura, però, che il falso in bilancio sia depenalizzato.
Rubare non è più peccato, vivere insieme, anche senza legami sessualmente peccaminosi, sì.
Distorsioni della "nuova" morale cattolica.
Sempre più sessuofoba e meno rigorosa sull'etica sociale.
Tra B16° e Zapatero il secondo è quello meno ipocrita.
Ci puoi giurare.
Perchè?
Perche considera tutti i gay e non esclude quelli che si nascondono sotto le tonache.
La Fitta Sassaiola Dell'Ingiuria
C'é chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera,
da sera a mattina si ostina,
ficca aghi nella mia bambolina;
mina la via che l'anima mia cammina, mi pedina,
il fatto é che se sfuggo alla logica tragica é la fine che mi si propina.
L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina,
ogni insulto manichino per la mia vetrina,
sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima.
Chi mi stima mi istiga a stilare sti suoni, sti versi e stikaa!
Godo se penso all'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità.
Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria,
l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura.
Fonda la tua gloria sull'ingiuria,
lavati i denti col seltz come Furia,
smile, siamo in aria, canta vittoria ma io ti sputerò come un seme d'anguria.
C'é penuria di muri adibiti alla memoria, pura vanagloria,
fa male come un dente che si caria il mio debole per le vittime della storia;
le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte per fargli la corte dopo la morte.
Mi faccio forte di un simile supplizio,
ed é per questo che schivo ogni giudizio,
ho la riflessione come vizio,
il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio,
mi sazio di un dizionario
vario più dei santi del calendario.
Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria,
l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura.
Mi piace sapermi diverso,
piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi,
nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi,
che cosa c'é da aspettarsi
da chi come me non sa adeguarsi
a sette,
mafiette,
etichette
e se tutti fanno lui smette?
Chi manomette le tette della scultura,
ne ignora l'amore e la cura,
ciocca dopo ciocca mi son fatto sta capigliatura,
come un tiranno tra le mura non ho paura,
C A P A, no fregatura, monnezza pura,
senti che attrezzatura,
é la mistura che infuria nella fitta sassaiola dell'ingiuria.
Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l
'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura.
Caparezza
 |
12/09/2005
|
EVITARE IL RUZZOLONE ?
di Angrema
Forse non ve ne siete ancora accorti, ma ci sono delle semplici constatazioni che potrebbero essere di vostro interesse. O di interesse per chi ha una visione obiettiva (per esempio gli emigrati); si tratta di fatti piuttosto evidenti.
- Se volete aumentare il potere di acquisto;
- se volete che ci sia un futuro in Italia per i vostri figli o per il vostro lavoro;
- se volete che la società italiana sia un giorno gestita in modo da realizzare i vostri diritti (senza l’aiuto di politici, tanto loro vi levano qualcosa, certo non ve la danno);
- se volete che il Bel Paese la smetta con la politica delle chiacchiere e si avvicini all’ Europa, per avere risultati sociali REALI;
- se volete che gli sprechi di risorse diminuiscano e non aumentino; il Paese è già allo sfascio ed ulteriori sprechi inutili di risorse ricadrebbero sulle spalle di tutti.
Se volete tutto ciò, allora bisogna partire da qualche considerazione basilare:
- la società italiana, come è divenuta oggi, sembra ingestibile;
- i cittadini di questa società hanno una buona probabilità di ricevere batoste, non aiuti e sostegni (come accade invece in altri Paesi della U.E.);
- la conclusione: l’unica possibilità di evitare il Terzo Mondo (che sembra un rischio reale) sta nel:
a) prendere atto che la società italiana ha numerosi e grossi GAPs rispetto alla U.E. e alla normalità, in termini di comportamenti e mentalità distorti e di insuccessi in ambito sociale;
b) individuare i motivi scatenanti del degrado recente (da mettere sotto il titolo “incapacità di sviluppo competitivo”);
c) discutere fra esperti (senza politici, ormai divenuti incapaci o pericolosi o deviati o animati dall’ambizione al potere fine a se stesso) tali motivi, per individuare le possibili soluzioni;
d) costituire un’alleanza fra imprenditori, operatori dell’economia, associazioni serie, cittadini che vorrebbero si creasse lavoro, invece di andare verso la povertà.
Se ci sono Italiani che hanno questi obiettivi, mi contattino per indicarmi a quale associazione, o VIP o gruppo di cittadini seri potrà interessare una mia presentazione delle CAUSE del degrado italiano. Cause che sono poco conosciute in Italia. Ma che io ho analizzato per parecchi anni.
Italiani, noti per la capacità di superare le situazioni difficili. E per l’ ottimismo davanti alle emergenze, collegato alla grande fiducia nello stellone. La società italiana, cui non é stato mai insegnato dalla P.I. il senso del sociale (tanto meno un Patto Sociale) non é in realtà una vera società, ma un aggregato di cittadini che, a ruota libera, ama esercitare lo sport favorito: l’ infrazione delle regole. A causa di cio’, lo stellone non ha funzionato nel sociale. Di conseguenza lo Stivale é in equilibrio instabile, con tendenza al ruzzolone verso uno scenario peggiore di quello attuale.
Sembra quindi urgente fare qualcosa di diverso dalle solite chiacchiere politiche. La prima cosa che gli emigrati sono in grado di fare: l’ analisi delle Cause.
A futura memoria. Lo Stivale è terra di confine fra l’Europa e il Maghreb. A seconda di quello che gli Italiani faranno o non faranno nei prossimi tre anni circa, vedremo nel 2015 una o l’altra di queste due situazioni: a) il Bel Paese sarà riuscito a europeizzarsi; b) l’Italia sarà parte del Maghreb. Attenzione, la soluzione a) non potrà avverarsi senza un’azione determinata del tipo: “•aprire gli occhi”; “realizzare le azioni urgenti e necessarie per evitare il terzo mondo”.
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
(ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)
Paolo Radaelli (dirig. Banca del Nord, esperienze di lavoro in Lussemburgo e Asia) paulradaels1@hotmail.com
Vincenzo M. Francaviglia
Dirigente di Ricerca CNR
vincenzo.francaviglia@itabc.cnr.it
-------------------------
P.S. Chi condivide l’ obiettivo di questa proposta, potrebbe girare ad un amico questo messaggio.
Valutazioni sullo stato del Paese su:
http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “società”)
http://angrema.blogspot.com.blog.kataweb.it/progressoangrema/
CONCORSO
Si è concluso il concorso pubblico indetto dal comune per
l'individuazione di un tecnico laureato da assumere a tempo determinato
categoria D1 e che dovrebbe essere assegnato all'ufficio Urbanistica.
Sulle 12 domande presentate, in 11 si sono recati al colloquio che è stato
elemento di valutazione insieme ai titoli dei candidati. La commissione
era composta dal Segretario Comunale Giancarlo Ria, dal Presidente
dell'Ordine provinciale degli Ingegneri Paolo Stefanelli e dal Presidente
dell'Ordine degli Architetti Enrico Ampolo. Primo della graduatoria è
risultato l'arch.Luigi Maniglio, attualmente funzionario a tempo
indeterminato all'uff.Urbanistica della Città di Lecce
MERCATINO LIBRO USATO
Anche quest'anno l'amministrazione comunale, per venire incontro alle
famiglie, in questo periodo provate nei propri bilanci, dal caro libri
organizza la 3^ edizione di CERCO-OFFRO, rassegna del libro usato. Il
mercatino si terrà nel pomeriggio presso i locali del centro servizi di
via Cairoli a cominciare da lunedi' prossimo 12 settembre
Portavoce
I sondaggi di Berlusconi, quelli veri, debbono essere terrificanti per lui se in un giorno solo ha deciso di ribaltare la strategia elettorale, accettare il duello tv con Prodi e sedersi al tavolo con l'odiato Follini per discutere il ritorno al proporzionale. Più che di due mosse a sorpresa, si tratta di capriole cinesi, quelle dove non si tocca mai terra. Dopo aver teorizzato per anni l'inutilità del duello tv Berlusconi finge d'accettarlo, in realtà lo invoca, nella speranza di rovesciare una fine annunciata, sull'esempio di Schroeder. Il cancelliere tedesco fonda l'ambizione su argomenti, il nostro sul parrucchino stabile, le calze di nylon e i giornalisti di corte. In ogni caso, la notizia è buona.
Pessimo è invece nel metodo e nella sostanza il voltafaccia sul maggioritario. I berluscones avevano appena finito di confezionare l'ultimo attacco ai "restauratori democristiani" che dall'alto è arrivato il contrordine. Da oggi per Berlusconi la riforma del voto in senso proporzionale è cosa buona e giusta. Un'autentica priorità per il Paese, altro che il caso Fazio o l'allarme internazionale per i conti pubblici.
Cambiare la legge elettorale a colpi di maggioranza e a quattro mesi dallo scioglimento delle Camere non è un problema per questo governo. Tradire un referendum popolare, tantomeno. Pur di sopravvivere, Berlusconi è deciso a trasformare un argomento serio in un osso da lanciare all'alleato più ringhioso, l'Udc, per continuare a tenerlo legato. Sarebbe una proposta umiliante se soltanto l'oggetto di tanto disprezzo, il partito di Follini, si ponesse il problema. Ma non se l'è posto, ha afferrato l'osso e ha smesso subito di ringhiare.
Diventa sempre più difficile prendere sul serio questi moderati alle vongole. Per cinque anni hanno votato le leggi ad personam volute da Berlusconi turandosi il naso e fingendo d'essere altrove. Ora sembrava che ponessero una questione politica importante e grave, la leadership di Berlusconi, l'anomalia della destra italiana rispetto al resto d'Europa. Basta però una mancia preelettorale e le acque tornano chete, anzi paludose.
E' un ritorno alla palude il sogno di buona parte del ceto politico. Un sistema dove non si decide e non si assumono responsabilità. Il sistema maggioritario in Italia non ha fallito, moltiplicando i partiti, per volontà divina, come forse pensa Follini. Ha fallito perché solo con un sistema elettorale (e in pochi anni) non si cambia il costume di una classe dirigente. La nostra adora gli incarichi e detesta le responsabilità che ne conseguono.
La vicenda Fazio è esemplare. Il decennio maggioritario si è tradotto in una perenne ricerca di alibi. Il primo governo Berlusconi si è trascinato all'insegna del petulante slogan "non lo lasciano lavorare", lanciato nei primi mesi, ben prima del ribaltone. I governi ulivisti hanno esaurito la spinta riformatrice nella rincorsa all'euro e si sono accasciati subito dopo sulle divisioni interne, le guerre personali, spianando la strada al ritorno della destra, con una leadership forte, un'ideologia modernista e la più vasta maggioranza parlamentare dal dopoguerra. La stagione degli alibi doveva chiudersi e invece il secondo Berlusconi ne è stato il trionfo, dall'Europa alla Cina. Per finire poi all'insegna dell'indietro tutta, del ritorno alla palude.
Una riforma proporzionale avrebbe l'effetto di rendere ingovernabile il prossimo Parlamento. Nelle nazioni serie quando una maggioranza non riesce più a governare il premier non cambia truccatrice e legge elettorale. Chiede il voto anticipato e si presenta ai cittadini con un nuovo patto, come ha fatto Schroeder. Chissà, magari il cancelliere rimonta nei sondaggi per il coraggio e l'onestà dimostrati. Essere telegenici, anche in politica, non è tutto.
postato da MausMaus
Politica
Berlusconi accetta il duello tv con Prodi. Il Professore: finalmente
di red
Un duello in tv dieci anni dopo, Prodi e Berlusconi, gli stessi del 1996 ma con posizioni inverse: allora il premier in carica era il candidato del centrosinistra. Silvio Berlusconi, dopo molto nicchiare, ha accettato di dare la rivincita al suo sfidante. Esige: «stesso tempo per entrambi, domande concrete, imparzialità del moderatore e nello studio». Prodi: finalmente, le regole non sono un problema.
|
Berlusconi è finito e con lui il Populismo sudamericano
di FabioGreggio
I sondaggi SWG sono impietosi con Silvio:
41% alla Casa delle Libertà, 51% al Centrosinistra.
E non è conteggiato il passaggio di Pannella e Craxi al Csx. Altri 3%.
C’è il pericolo serio che il Cdx subisca una debaclè.
Il Berlusconismo è finito.
Ci sono voluti 10 anni, abbiamo aspettato con calma che metà degli italiani sbollisse la sbronza populista.
La grande illusione di sapore sudamericano
L’Italia non è cambiata, si è solo svegliata. Disillusa.
La Destra liberale ha creduto in un Messia, ma si è sbagliata.
Berlusconi non è di Destra. E’ solo furbo. Il resto è vita.
Finite le promesse roboanti, gli orizzonti limpidi, i miracoli italiani.
Finite le illusioni dei giovani sull’occupazione, di ricchezza facile, di sbrigativismo economico.
Finite le economie creative, i “ghe pensi mi”.
L’Italia post Berlusconi è un cumulo di macerie.
Un paese uscito con le ossa rotte dall’euro, un mercato immobile e in decadenza, un’economia in ginocchio, una competitività quasi azzerata, una microcriminalità agguerrita e una montagna di extracomunitari che la Bossi Fini avrebbe dovuto arginare a costo di prendere le impronte ai piedi o sparare sui gommoni come qualcuno auspicava
.
Come previsto da molti, l’ubriacatura Berlusconiana non è e non sarà indolore.
Flebili segni di cambiamento sociale ci sono: Bobo Craxi dimentica finalmente il padre e si lancia verso l’unità socialista.
Pannella annusa e torna a Sinistra nonostante nessuno lo insegua.
Il Centro si muove. Come sempre.
L’imprenditoria, che aveva visto in Silvio facili guadagni, leggi furbe come il falso in bilancio,
si allontana discretamente dal molosso telecratico di Arcore.
Si defila meschinamente per riciclarsi.
Qull’imprenditoria incapace di stare sul mercato internazionale, al quale Silvio assieme ai suoi predecessori prodiani, ha regalato flessibilità, incentivi, Tremonti bis, articolo 18, falso in bilancio, detassazioni.
Tanto che Berlusconi due anni fa agli imprenditori Usa ebbe a dire
“ Investite in Italia, abbiamo il mercato più flessibile d’Europa, sindacati ridimensionati e le più belle segretarie che ci siano”.
Sarà stata l’ultima battuta, ma gli imprenditori stranieri non si sono visti.
Forse hanno letto sui maggiori quotidiani economici del mondo le bagarre, le comiche, le neofurbate dei nani e delle ballerine Italiane. Si sono spaventati e hanno preferito altri lidi.
Nonostante tutti questi bei favori, il mercato Italiano della produttività è più che mai asfittico.
E allora forse non era vero che la colpa era dei sindacati, del costo del lavoro, dei contratti capestro.
Oggi un operaio italiano costa meno di quello USA e di quello inglese.
Costa poco meno del tedesco e più o meno come quello francese.
A parità di mercato internazionale le aziende italiane non decollano.
E decollano meno che nelle vicine nazioni.
E se fosse vero che gli italiani, invece, hanno la classe imprenditoriale meno preparata del mondo occidentale?
Fantasia e capacità ci sono. Manca la legalità, quella che Silvio ha svilito, deriso, abbattuto.
Mentre in Italia passava la depenalizzazione del falso in bilancio, la stessa legge in USA era incrudita: 20 anni di carcere.
Ora l’Italia è sola con il deserto Berlusconiano.
Che il piccolo uomo non abbia più in mano il polso del paese e la realtà che lo circonda lo ha dimostrato in questi giorni
a Cernobbio davanti al gotha imprenditoriale:
“ Come voto al mio operato mi do 10 e lode”.
Lì s’è capito che è finita.
E lo hanno capito anche i Montezemolo.
E tutti quei disegni sul foglio da Vespa?
Strade, ponti, valichi?
Nulla, il vuoto.
Solo grandi cantieri nelle autostrade. Troppi. Lì però c’è un ministro che forse a mani in pasta….
L’Italia Neocafona non ha più punti di riferimento, ma solo icone:
Briatore, Santinchè, le parole “manager”, “imprenditore”, “ devolution”.
Chi colmerà questo vuoto?
Quale sarà il prossimo abbaglio di Destra?
E se si pensasse ad una Destra liberale, democratica, seria, antifascista. Sociale?
Ma cosa vado a pensare….
L’Italia non ha tagliato la testa al Re come nella Rivoluzione Francese.
Non ha avuto la rivoluzione liberale inglese.
E non ha avuto la rivoluzione liberale americana anticoloniale.
Non ha avuto nemmeno la Rivoluzione Comunista dei gruppettari spocchiosi degli anni 70.
E’ rimasta li, a Carlo Magno, al feudalesimo, ai Vassalli e Valvassori e alla concezione principesca Machiavelliana.
La borghesia italiana è rimasta immobile, padronale, latifondista, classista, furba, arruffona, clientelare, smargiassa, prepotente, miope e elitaria.
Da noi il titolo conta. Principi e marchesi, conti e neomiliardari.
Classe cafona che non ha mai imparato a darsi una leadership seria, poco prepotente.
Neocafoni illusi forse anche per opportunismo, da omuncoli che visti col senno del dopo sono la cosa più ridicola del mondo, dal gallo cedrone Benito, alle smargiassate di Silvio in pigiama e bandana.
Montanelli diceva
” La Destra italiana non ha mai saputo fare a meno del manganello”.
E vero però quello che diceva Mussolini del popolo italiano:
“ La massa è puttana e ha bisogno di un maschio”.
Quanta verità in queste parole.
Ma c’è forse più verità in un’altra sua affermazione, lui che gli Italiani li ha conosciuti stando al potere assoluto per venti anni.
Alla domanda di un cronista inglese:
“ E’ difficile governare un paese come l’Italia?”
Rispose:
“ Governare gli Italiani non è difficile. E’ inutile”.
Aveva capito che gli Italiani non imparano nulla dalla loro storia.
Forse perché dopo i Romani la storia non l’hanno più fatta, ma vista dal balcone.
E non sarà certo questo Csx a ridare all’Italia la chance di una normalità.
L’uomo giusto per l’Italia deve darci una grande emozione collettiva che qualcosa cambi davvero.
Deve darci l’illusione che in Italia arrivi la cosa che manca per essere un paese normale:
la Legalità.
Fabio Greggio
Se ne autorizza la pubblicazione solo citando autore e testo

postato da MausMaus
INIZIO SCUOLE
Al seguito della riunione avuta dagli Amministratori comunali con i
dirigenti delle scuole dell'obbligo cittadine allo scopo di uniformare il
calendario cittadino, con unanime e condivisa decisione è stato stabilito
di fissare l'inizio delle lezioni nelle scuole materne, elementari e
medie inferiori il 19 settembre 2005
CONVERSAZIONI SULLA LEGALITA' E LA NON VIOLENZA
Un incontro dedicato alla non violenza e all'esemplare ricordo di Renata
Fonte è il prossimo appuntamento culturale dell'Estate Galatea.
Amministrazione comunale e Associazione Donne Insieme Onlus, propongono
"L'innocenza che insegna" conversazioni sulla legalità e la non violenza
in ricordo di Renata Fonte. L'appuntamento è domani alle 19.30 presso il
Chiostro dei Domenicani: Introduce: Dott.ssa Fabiola Frantone.Interventi
:Maria Luisa Toto, pres. Ass. Donne Insieme; Prof. Francesco Bellino,
ordinario di bioetica Univ. Bari; Dott.Enrico Longo, Dir. Scolastico;
Dott.ssa Concetta Fazio Bonina Dir. Scolastico. Partecipano Ing. Luigi
Vaglio, Sindaco di Galatone, On.le Adriana Pili Bortone, Sindaco di Lecce,
Dott. Luigi Guidano Sindaco di Taurisano. Al dibattito seguirà la lettura,
a cura di A.Maria Maglio e Armanda Spirito, di brani tratti dal libro"
L'innocenza che insegna" . commento musicale del M.tro Antonio Caputo
SOGGIORNO ANZIANI
Per consentire momenti di socializzazione e di stimolo congiuntamente alla
cura della salute, l'Amministrazione Comunale di Galatone ha organizzato
anche quest'anno, un soggiorno riservato agli anziani della cittadina
presso una rinomata località termale. Dal 25 settembre sino al 7 ottobre,
35 anziani autosufficienti potranno vivere una vacanza di benessere a
alle terme di Recoaro. "Aria buona, cure benefiche ma anche una utile
opportunità di socializzazione e di svago - spiega l'Assessore alle
Politiche Sociali Andrea Zizzari - È importante che gli anziani abbiano la
possibilità di stare insieme in modo stimolante e dinamico e così
mantenere attiva la propria vitalità, fisica e mentale." Il soggiorno è
stato organizzato per la prima volta tramite gara, selezionando il
pacchetto migliore offerto dalle agenzie su tre destinazioni differenti
e cogliendo apporto offerto dalla provincia di Vicenza per la promozione
del turismo in quel territorio. Tutto questo ha consentito di poter
offrire il viaggio ad una quota assolutamente conveniente. Le iscrizioni
dovranno prevenire entro il 15 c.m. presso gli uffici Servizi Sociali di
via Romolo. Tel.0833 861956
La bevanda viene prodotta da giugno nel Sud della Francia
Si aggiunge alle due 'cole' alternative di marca islamica
Arriva El Che Cola, versione
'umanitaria' della celebre bibita
Sull'etichetta l'effige del rivoluzionario. Il 50% degli utili netti
destinati ad associazioni che operano contro la fame nel mondo
L'etichetta della 'El Che Cola'
PARIGI - Dopo la 'cola' islamica, che esiste in almeno due versioni, la Mecca Cola e la Zamzam, arriva un'altra variazione della celebre bevanda. Con un nome che certo suona un po' polemico nei confronti della Cola più famosa, quella di Atlanta, e cioè la "El Che Cola", prodotta nel Sud della Francia.
Due volte meno zuccherata, senza ogm e con un gusto meno aggressivo dell'originale, la bibita appare come un omaggio a Che Guevara: infatti sull'etichetta c'è la scritta, in spagnolo, 'Revolucion', e sotto compare la famosa effige del rivoluzionario argentino, quella strappata dall'obiettivo di Alberto Diaz Korda nel marzo 1960 all'Avana e da allora consegnata alla storia ed impressa in t-shirt e bandiere.
"Ma non c' è niente di strettamente politico in questa operazione - spiega Cherif Hacini, 41 anni, direttore della giovane impresa marsigliese, che ha creato e prodotto la bibita - il riferimento è a Che Guevara come figura emblematica di una persona che ha lottato contro le disuguaglianze e per un mondo più giusto". E' la prima volta, assicura Hacini, che compare su una bottiglia la famosa immagine del Che.
La società di Hacini - "El Che Cola", appunto - si è impegnata a versare il 50% degli utili netti a favore di organizzazioni non governative e associazioni umanitarie che lottano contro la fame nel mondo, soprattutto in Africa.
"El Che Cola" è una società di sette persone, nata da poco tempo. Ci sono voluti due mesi per studiare la bibita, immaginata da Josè Ferreira - uno dei sette - per crearne il gusto particolare in un laboratorio della Danimarca e affidarne la produzione a un'azienda della zona industriale di Nizza.
La produzione è cominciata nel giugno scorso. Dalla fabbrica escono 20.000 bottiglie al giorno di El Che Cola che vanno a raggiungere 150 punti vendita - bar, brasserie, ristoranti - di Marsiglia e altre città del Sud della Francia. El Che Cola costa come tutte le altre bibite.
"La bibita piace - osserva Hacini - e stiamo cercando di allargare il nostro raggio d'azione. Il nostro problema è quello di farci conoscere e di trovare dei partner. Comunque abbiamo già fatto un accordo con la grande catena di supermercati Leclerc, ed entro la fine di questo mese El Che Cola sarà nei punti vendita di Leclerc nel sud della Francia".
L'obiettivo commerciale immediato, al quale la società sta dedicando molte energie, è quello di essere presenti in tutto il paese e in particolare a Parigi: ci sono contatti in corso con dei distributori. Ma El Che Cola vuole invadere anche l' Europa.
E' una bibita rinfrescante - dicono i suoi creatori - al gusto di cola, senza alcol: sono stati selezionati rigorosamente gli ingredienti, tutti di grande qualità, naturali al 100%. El Che Cola è confezionata in bottiglie di vetro, naturalmente riciclabili.
Senza avere la pretesa di sostituire la ben più famosa Coca Cola, i produttori della nuova bevanda aspirano tuttavia a "cambiare le abitudini dei consumatori. A loro proponiamo un'alternativa, la nostra alternativa: un prodotto di qualità, due volte meno zuccherato del famoso originale".
(7 settembre 2005)
E' morto Sergio Endrigo
Girotondo Intorno Al Mondo
Se tutte le ragazze
Le ragazze del mondo
Si dessero la mano
Si dessero la mano
Allora ci sarebbe un girotondo
Intorno al mondo
Intorno al mondo
E se tutti i ragazzi
I ragazzi del mondo
Volessero una volta
Diventare marinai
Allora si farebbe un grande ponte
Con tante barche
Intorno al mare
E se tutta la gente
Si desse una mano
Se il mondo finalmente
Si desse una mano
Allora ci sarebbe un girotondo
Intorno al mondo
Intorno al mondo
Io Che Amo Solo Te
C’è gente che ha avuto mille cose
Tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo te
E non ti perderò, non ti lascerò
Per cercare nuove avventure
C’è gente che ama mille cose
E si perde per le strade del mondo
Io che amo solo te
Io mi fermerò e ti regalerò
Quel che resta della mia gioventù
Dove Credi Di Andare
Dove credi di andare
Se tutti i tuoi pensieri
Restano qui
Come pensi di amare
Se ormai non trovi amare
Dentro di te
Con tante navi che partono
Nessuna ti porterà
lontano da te
Il mondo sai non ti aiuterà,
ognuno al mondo è solo
Come te e me
Dove credi di andare
Se il tempo che è passato
Non passerà mai
Povere le tue notti
Se tu le spenderai
Per dimenticare
Il mondo non è più grande
Di questa città
La gente si annoia ogni sera
Come da noi
Dove credi di andare
Se ormai non c’è più amore
Dentro di te
Con tante navi che partono
Nessuna ti porterà
Lontano da te
Il mondo sai non ti aiuterà,
Ognuno al mondo è solo
Come te e me
Dove credi di andare
Se il tempo che è passato
Non passerà mai
Povere le tue notti
Se tu le spenderai
Per dimenticare
Il mondo non è più grande
Di questa città
La gente si annoia ogni sera
Come da noi
Dove credi di andare
Se ormai non c’è più amore
Dentro di te
ambiente
Un giovane ingegnere ha elaborato la sua tesi di laurea sui rischi provocati dalla discarica: una persona su mille può ammalarsi
«Castellino è un pericolo per la salute»
«Le sostanze sprigionate dall'impianto sono tossiche; la zona va monitorata»
«La discarica di Castellino rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini e deve essere costantemente monitorata».
A confermare l'allarme, dopo le ripetute lamentele dei cittadini per il cattivo odore, è l'analisi di rischio compiuta di recente dall'ingegner Giovanni Calignano, un giovane professionista che ha scelto di elaborare la sua tesi di laurea al Politecnico di Torino, proprio sull'impianto che ormai da anni è al centro di continue polemiche.
Lo studio, effettuato con moderne strumentazioni e metodologie, ha fatto emergere una stima di rischio del valore di «10 alla meno 5», che tradotto in pratica significa la possibilità di ammalarsi di una persona ogni 100mila abitanti. La proporzione potrebbe non destare eccessivo allarme se non venisse considerato che il rischio di questa eventualità è invece calcolato su un minimo arco di tempo, cioè 24 ore.
«Per fornire un riferimento utile - spiega Calignano - basta considerare ciò che dice il ministero dell'Ambiente nel decreto 471 del '99, e cioè che all'interno di valori di rischio accertati tra "10 alla meno 6" e "10 alla meno 4" occorre vagliare costantemente la situazione della discarica, intervenendo se necessario con provvedimenti urgenti. Se i valori scendessero al di sotto di "10 alla meno 4" - che vuol dire rischio di malattia per una persona ogni 1.000 - allora gli interventi devono essere immediati e drastici». Ma cos'è che può innescare lo sviluppo di patologie? Calignano spiega che non è tanto quello che si sente, cioè i cattivi odori ma quello che non si percepisce con l'olfatto. L'insidia ha più nomi, nemici invisibili. «Per cominciare - chiarisce - ci sono i mercaptani, ossia i biogas che si infiltrano ovunque, nella roccia come nelle cantine delle abitazioni fino a cento metri di distanza dalla discarica, e sono capaci anche di provocare delle esplosioni. Questi biogas sfuggono dagli impianti nella misura del 40 per cento, riversandosi in migliaia di metri cubi nell'ambiente circostante (atmosfera e sottosuolo), inoltre producono un effetto serra 21 volte maggiore dell'anidride carbonica. Il metano, tra i biogas, è anche un potente fitotossico e lo testimonia la vegetazione spesso bruciata attorno alla discarica. Ma l'aspetto più grave è un altro - spiega Calignano - ed è legato al potenziale cancerogeno di queste sostanze, tra cui il «cloruro di vinile» anche questo infiammabile ed altamente tossico».
Calignano definisce quella di Castellino una situazione da «codice giallo», meritevole di continua attenzione anche per l'estrema vicinanza dell'impianto alle abitazioni ed alla stessa condotta del grande sifone leccese che passa a meno di dieci metri dal confine della discarica.
E c'è un'altra questione. «Il centro abitato, l'ospedale, le scuole - evidenzia il tecnico - si trovano tutti a valle della discarica ed i venti abituali spingono verso il paese i biogas, il particolato e le polveri sottili». Una condizione, dunque, che andrebbe severamente monitorata.
La discarica di Castellino, entrata in attività nel 1988, è ancora in funzione sebbene le prescrizioni contenute nel decreto legge 36 del 2003 abbiano fissato dei limiti d'esercizio per tutti quegli impianti sorti prima dell'emanazione della stessa legge. «In pratica - chiarisce Calignano - si è consentita una deroga all'esercizio di tali impianti fino al 16 luglio 2005, dopodiché gli stessi devono essere avviati alla chiusura».
E' anche il caso della discarica di Castellino alla quale, dunque, dovrebbe essere consentito solo un breve margine di vita per rimanere «in linea» con la normativa vigente. Emergenza rifiuti permettendo. Intanto l'allarme lanciato dall'esperto non può rimanere solo un caso di studio ma deve servire come base di partenza per quanti, enti territoriali e istituzioni sanitarie, hanno l'obbligo di utilizzare tutti gli strumenti in proprio possesso per verificare le tesi dell'ingegnere. Come si è compreso, di mezzo c'è la salute di migliaia di persone, di un'intera città. (Biagio Valerio)
06/09/2005
La Voce intervista Giovanni Calignano
si laurea al Politecnico di Torino con una tesi sulla discarica di Castellino
una bomba ecologica alle porte della città: Castellino come Porto Marghera ?
1 - Come nasce una tesi su una discarica: un esercizio accademico o l'esigenza di chiarire, in termini scientifici, una questione sentita perchè vissuta ?
La mattina mi piaceva, soprattutto in primavera ed in estate appena desto uscire sul balcone e sentirmi accarezzare dal chiarore dell’alba, mentre nell’aria si diffondeva il frizzante profumo della rugiada.Tutto ciò è ormai solo un ricordo sbiadito ma ancora talmente sentito da spingermi a vedere cosa io, nel mio piccolo potessi fare per affrontare il problema della discarica nella maniera più adatta dando magari così voce a tutti coloro che da sempre sono rimasti inascoltati.
2 - In questi mesi abbiamo sentito parlare di vari tipi di inquinamento provocati dalla discarica di Castellino. Che cosa hai rilevato nel tuo lavoro di ricerca ?
Marzo 1986, Loscoe, nel Derbyshire località della Gran Bretagna, un’intera proprietà saltava in aria a causa della migrazione nel sottosuolo del biogas generato da una vicina discarica.Piemonte, anni a cavallo fra il 1993 ed il 1995, si verificavano presso due discariche esaurite fenomeni di esplosione di gas infiammabile presso spazi confinanti annessi a civili abitazioni ubicate ad alcune centinaia di metri dagli impianti. A seguito di uno degli incidenti perdeva la vita una persona.
La migrazione del biogas nel sottosuolo è uno degli aspetti più dannosi della discarica, in quanto esso contiene elevate quantità di metano risultando così facilmente infiammabile ed esplosivo oltre ad avere una ripercussione sull’ambiente, in termini di effetto serra, molto elevato.
A quanto appena accennato va aggiunto che nei composti in tracce che costituiscono circa il 2% dell’intera massa di biogas vi sono circa 570 elementi di cui oltre la metà sono cancerogeni.
3 - Come giudichi sul piano ingegneristico l'impianto di Castellino ?
Dal punto di vista prettamente impiantistico sono sicuro che ci si sia attenuti alle normative allora vigenti.Il problema è un altro, è il sito dove è sorta la discarica che non era e non è indicato in quanto: è posto a breve distanza da abitazioni, impianti e attività artigianali, rurali ma soprattutto dal locale ospedale, dalla locale stazione e da istituti di istruzione media e superiore.Inoltre a peggiorare la situazione, come se non bastasse, gioca sfavorevolmente anche la posizione geografica del vicino agglomerato urbano di Nardò, che risulta a valle rispetto al sito, disposto nella direzione verso cui soffiano i venti "dominanti". Ma ciliegina sulla torta risulta il fatto, e forse non tutti lo sanno, che: prossima all’impianto passa quella che è la più grande ed importante struttura di
approvvigionamento idrico dell’intera area sud regionale.Ebbene sì, a pochi metri, dall’impianto,circa 5 o 6, passa la grande condotta del Sifone Leccese, una delle più vecchi ed importanti dell’intera regione.Non si può certo affermare con sicurezza che le attività dell’impianto di smaltimento creino un pericolo reale per la condotta, ci venga concesso però, almeno il beneficio del dubbio
4 - Quanto tempo pensi che sia necessario per "recuperare", se sarà mai possibile farlo, l'intera area occupata dall'impianto per usi civili ?
Questo è un tasto dolente, in base alle leggi vigenti l’area dopo la chiusura dell’impianto e con la copertura finale (capping) terminata dovrà essere restituita alla comunità, che molto probabilmente, come è successo in decide di altri casi dovrà farsi carico della bonifica del suolo e dell’ambiete circostante.Processo che potrebbe durare anni e risultare notevolmente costoso.Come è ormai chiaro agli occhi di tutti, il progetto iniziale di restituire la zona degradata dalle cave, attraverso la discarica al suo aspetto iniziale, frase che ritorna spesso nella Relazione Generale dell’impianto, mi sembra ampiamente fallito.
5 - Come giudichi la politica dell'amministrazione sul piano ambientale ?
Non è possibile dare un giudizio, poiché non mi sembra ci sia stata alcuna politica ambientale da giudicare.
6 - Non so se hai già avuto modo di discutere con i tuoi professori della vicenda di Castellino. Ma se si che cosa ne pensano ?
La prima cosa che ha colpito i miei relatori e come fosse stato possibile ubicare un impianto di discarica praticamente dentro un centro urbano, senza magari andare ad indagare quali ripercussioni sul lungo periodo avrebbe avuto quella scelta.
7 - E tu da cittadino di Nardò che cosa pensi di questo bubbone malato che lacera il territorio ?
Sono sicuro che dietro la decisione di ubicare lì la discarica ci siano state superficialità ed ingenuità, e sicuramente dei giochi politici ed interessi economici che spero di non conoscere mai.
Adesso vorrei che magari qualcuno di coloro che componevano il Consiglio Comunale che approvò la discarica mi venga a spiegare quali benefici ne abbiamo ottenuto, tenendo presente che la realtà discarica non cesserà semplicemente con la chiusura dell’impianto esaurito.
-LaVocediNardò n.6/2005-
New Orleans - Baghdad
Fonte: www.nola.com
New Orleans, i militari nelle strade difendono la proprietà dalle persone sopravvissute.
Baghdad, i militari nelle strade difendono gli interessi americani.
Le immagini di Baghdad e di New Orleans sono uguali.
Cambiano solo le persone, neri negli Stati Uniti, medio orientali in Iraq, i bianchi non ci sono mai.
Sembra che il controllo pubblico a New Orleans non sia stato possibile da subito perchè una gran parte di militari era in Iraq.
Faccio fatica a capire, i militari a cosa servono?
Alla difesa della proprietà privata, anche di quella che non ci appartiene?
O a difendere le persone?
Bush chiede un'inchiesta.
Da anni si sapeva che sarebbe potuto succedere questo disastro.
Chi non ha firmato a Kyoto, chi non ha fatto nulla per l'ambiente?
A cosa serve un'inchiesta?
Forse si metterà sotto processo da solo.
E poi, quelle persone stipate dentro uno stadio, non so perchè, non c'entrerà nulla, ma mi ricordano gli stadi di Pinochet.
Da chi dobbiamo difenderci? Chi è il nemico?
Il grottesco sarà che il Pil negli Stati Uniti salirà e tutti gli americani saranno leggermente più ricchi.
Postato da Beppe Grillo
A POLTRONA
una poesia di Stefano Ria, pubblicata sul libro “A sporta picciulara” , Taviano
Nc’ete a seggia, u seggiullinu,
u sofà ca è tantu beddhu,
u divanu, u strapuntinu,
u canapè e lu vancuteddhu.
Ma ci teni u culu tostu
e oi tte passa ogni dulore
nu ‘nc’è nuddhu meju postu
ta poltrona te assessore.
A ci cchiui ole sse la zzicca,
a ci cchiui ole sse la pija,
ci a ‘ncarizza e ci la llicca,
e ci crita e ci scumpija.
Ma a poltrona a fiate è fazza
e ci vite muta querra,
caccia e molle, te ssunnazza
e te sbatte u culu a ‘nterra.




Da

News Bando “Microimpresa turismo”: risorse aggiuntive
- Mar, 06 Settembre 2005 @ 11:21:00 |
|
Con la deliberazione di Giunta regionale n. 1209 del 24/08/2005, sono assegnate
risorse aggiuntive per il finanziamento di interventi volti a promuovere l’autoimpiego, in forma di microimpresa, nel settore turismo, relativamente al bando approvato con deliberazione di Giunta n.376 del 15/03/2005.
L’incremento di somma, pari ad Euro 1.500.000,00, è specificatamente destinato al finanziamento di iniziative localizzate nei territori non ricompresi nei Progetti Integrati Territoriali (PIS).
Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione del 1 settembre 2005, n.110. (al)
News Formazione per la tutela e valorizzazione delle risorse naturali: presentazione progetti
- Mar, 06 Settembre 2005 @ 11:19:17 |
Approvato con determinazione del Settore alla Formazione Professionale n.498 del 4 agosto 2005 “l’AVVISO PUBBLICO per la presentazione di progetti per attività formative cofinanziate dal F.S.E., dallo Stato e dalla Regione Puglia finalizzati al sostegno dell’imprenditorialità nei settori interessati alle risorse naturali”.
L’intervento, finanziato dal POR Puglia 2000-2006 –Complemento di programmazione ASSE I: Risorse Naturali – Misura 1.10: “Formazione e sostegno alla imprenditorialità nei settori interessai all’asse risorse notarule” – Azione b): “Azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati” prevede uno stanziamento di €.6.910.383,00.
Le attività formative, rivolte a giovani e adulti non occupati che abbiano assolto all’obbligo scolastico, in possesso di qualifica o titolo di studio di scuola media di 2° grado o laureati; disoccupati di lunga durata, lavoratori socialmente utili, lavoratori in mobilità, devono prevedere interventi nei seguenti settori:
- monitoraggio delle risorse aria, acqua e suolo con riferimento a rilevamenti e campionamenti; trattamenti, sistematizzazione ed elaborazione dati; gestione di reti di monitoraggio e centraline;
- controlli, verifiche, ispezioni, vigilanza ambientale del territorio, delle sue risorse naturali protette e dei parchi regionali e nazionali;
- installazione, implementazione, gestione e manutenzione di infrastrutture, impianti, apparecchiature e tecnologie nei settori aria, acqua, suolo, rifiuti ed energia;
- bonifica e riqualificazione di aree contaminate e discariche;
- interventi di prevenzione e riduzione dei fenomeni di degrado del suolo e dei rischi idraulico, idrogeologico e sismico;
- attività di raccolta, smaltimento, riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti;
- interventi per la tutela, la valorizzazione e la gestione sostenibile (dal punto di vista economico-sociale-ambientale) delle aree protette e degli habitat naturali; attività di educazione e sensibilizzazione ambientale; azioni di promozione del turismo ecologico e naturalistico (marketing dell’ area e dei suoi prodotti tipici, fruibilità e ospitalità);
- sistemi di gestione ambientale, implementazione e gestione di impianti, tecnologie e innovazioni di processo/prodotto per la sostenibilità ambientale (prevenzione e riduzione del consumo di risorse naturali e di energia, prevenzione e riduzione di emissione, rifiuti, ecc.);
- normativa ambientale e procedure di valutazione ambientale di piani e progetti con particolare riferimento alle procedure relative alla Valutazione di Impatto Ambientale e alla Valutazione di Incidenza;
- attività di informazione, comunicazione e sensibilizzazione finalizzate alla diffusione delle conoscenze e delle buone prassi ambientali, a supporto e nel quadro di amministrazioni pubbliche, enti e associazioni, imprese .
Possono presentare proposte gli organismi di formazione indicati all’art.23 della Legge Regionale n.15/2002 e che siano in possesso di una o più sedi formative accreditate per la macrotipologia “formazione superiore” o, in caso di specifici progetti, per la macrotipologia “formazione nell’area dello svantaggio”.
Possono, inoltre, partecipare al presente avviso, con riserva di esito positivo della richiesta avanzata, gli organismi che hanno presentato domanda di accreditamento di una o più sedi formative per le stesse macrotipologie, in attuazione dell’avviso n.2/ACCR/2005 approvato con determinazione dirigenziale n.72 del 09/02/2005, pubblicato sul BUR Puglia n.28 del 17/02/2005.
Le domande, redatte secondo le modalità indicate nel bando, devono essere consegnate esclusivamente a mano, o tramite servizio di corriere espresso, entro le ore 13,30 del 3 ottobre 2005 al seguente indirizzo:
REGIONE PUGLIA
Settore Formazione Professionale
Viale Corigliano 1 (Zona industriale) - 70123 B A R I
Il plico, contenente tutta la documentazione, deve riportare l’indicazione della ragione sociale del soggetto proponente e la dicitura “POR Puglia 2000-2006, misura 1.10, azione b) - Avviso n.5/2005”.
Le informazioni di dettaglio potranno essere richieste, dal 12 al 30 settembre 2005, al dr. Emilio Balena Tel.080 5405500, responsabile della Misura 1.10 presso il Settore Formazione Professionale - Via Corigliano, 1 - Zona Industriale - Bari, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 del martedì e giovedì.
(pc)
Documentazione disponibile:
Bando integrale estratto dal BURP n.110 del 1 settembre 2005 (pdf 1 MB)
Modulistica per la presentazione delle domande in formato word (zip 124KB)
News POR 2000-2006, Bandi per le imprese artigiane: proroga dei termini
- Mar, 06 Settembre 2005 @ 11:16:36 |
|
Con la delibera n. 1199 del 24 agosto 2005
, pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale n. 110 del 1 settembre 2005, sono prorogati, fino al 26 settembre 2005 incluso, i termini dei bandi relativi alla misura 3.13 “Ricerca e sviluppo tecnologico” e alla misura 4.1 “Aiuti al sistema industriale”- Azione B), già in scadenza il 5 settembre 2005.
La proroga, in considerazione della difficoltà di acquisire in tempo utile nel mese di agosto tutta la richiesta documentazione, è disposta per entrambi i bandi, di cui alle Determinazioni del dirigente del Settore Artigianato nn.1135/2005 e 1136/2005, fermo restando tutte le modalità previste per la presentazione delle domande da parte dei soggetti attuatori. (s.s.)
News Partecipazione femminile al mercato del lavoro: presentazione progetti formativi
- Mar, 06 Settembre 2005 @ 11:20:22 |
|
Approvato con determinazione del Settore alla Formazione Professionale n.499 del 4 agosto 2005 “l’AVVISO PUBBLICO per
la presentazione di progetti per attività formative cofinanziate dal F.S.E., dallo Stato e dalla Regione Puglia finalizzati a rimuovere gli ostacoli che impediscono l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e a sostenerne la permanenza”.
L’intervento, finanziato dal POR Puglia 2000-2006 –Complemento di programmazione ASSE III: Risorse Umane – Misura 3.14: “Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro” – Azione c): “Rafforzamento e qualificazione dell’offerta di servizi attraverso la formazione di nuove figure professionali per favorire le donne lavoratrici” per uno stanziamento di €.8.467.680,00, prevede il rafforzamento e la qualificazione dell’offerta di servizi attraverso la formazione di nuove figure professionali per favorire le donne lavoratrici.
Le attività formative, rivolte a donne disoccupate, non occupate, anche immigrate con regolare permesso di soggiorno, sono orientate a sostenere la partecipazione delle donne alla formazione ed al lavoro attraverso la fornitura di servizi alla persona e alla famiglia.
In particolare sono previste, in maniera comunque non esaustiva, le seguenti tipologie di intervento:
• azioni di formazione per “Educatori prima infanzia”;
• azioni di formazione per “Assistenti domiciliari e dei servizi tutelari”;
• percorsi modulari mirati alla creazione di figure di supporto ai servizi socio assistenziali e socio educativi e coerenti con le figure specialistiche dei servizi stessi.
Possono presentare proposte gli organismi di formazione indicati all’art.23 della Legge Regionale n.25/2002 e che siano in possesso di una o più sedi formative accreditate per la macrotipologia “formazione superiore” o, in caso di specifici progetti, per la macrotipologia “formazione nell’area dello svantaggio”.
Possono, inoltre, partecipare al presente avviso, con riserva di esito positivo della richiesta avanzata, gli organismi che hanno presentato domanda di accreditamento di una o più sedi formative per le stesse macrotipologie, in attuazione dell’avviso n.2/ACCR/2005 approvato con determinazione dirigenziale n.72 del 09/02/2005, pubblicato sul BUR Puglia n.28 del 17/02/2005.
Le domande, redatte secondo le modalità indicate nel bando, devono essere consegnate esclusivamente a mano, o tramite servizio di corriere espresso, entro le ore 13,30 del 3 ottobre 2005 al seguente indirizzo:
REGIONE PUGLIA
Settore Formazione Professionale
Viale Corigliano 1 (Zona industriale) - 70123 B A R I
Il plico, contenente tutta la documentazione, deve riportare l’indicazione della ragione sociale del soggetto proponente e la dicitura “POR Puglia 2000-2006, misura 3.14, azione c) - Avviso n.4/2005”.
Le informazioni di dettaglio potranno essere richieste, dal 12 al 30 settembre 2005, alla signora Enrica Danese Tel.080 5405440, responsabile della Misura 3.14 presso il Settore Formazione Professionale - Via Corigliano, 1 - Zona Industriale - Bari, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 del martedì e giovedì.
(pc)
Documentazione disponibile:
Bando integrale estratto dal BURP n.110 del 1 settebmre 2005 (pdf 0,99MB)
Modulistica per la presentazione delle domande in formato word (zip 164KB)
Il maître à penser

Nel suo usuale attacco alla magistratura, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, ha dichiarato: “Il pericolo è di assistere ancora una volta alla supplenza del potere politico da parte di altri poteri presenti nel Paese: la stampa, la magistratura, poteri economico-finanziari ben identificati e , dulcis in fundo, comici aspiranti a maîtres à penser”.
Sono contento di questa dichiarazione per molti motivi:
- Roberto Castelli, oltre alla Padania, legge anche gli altri giornali,
- parla francese e latino, non solo il padano,
- ha letto l’Appello “Fazio vattene” finanziato da questo blog e non gli è piaciuto.
Ci terrei comunque a precisare che sono i cittadini ad aver pubblicato la pagina sulla Repubblica insieme al cittadino Grillo, e ai cittadini non piace essere irrisi con battute saccenti e che, infine, i politici sono al servizio dei cittadini, non sono un “potere politico”.
Però una cosa mi preoccupa, se vengo capito dal ministro Castelli avrò sbagliato qualcosa? In cosa ho sbagliato?
Aiutatemi a capire.
Postato da Beppe Grillo
Politica


Bankitalia, Berlusconi cede alle pressioni e scarica Fazio
di red
Alla fine anche Berlusconi scarica Fazio. La Lega, il partito più disposto a difenderlo, aveva dato a lui l'ultima parola. E il premier in una battuta decide di dare ragione al ministro dell'Economia Siniscalco che aveva spronato il governatore a dimettersi. Anzi, aveva detto Siniscalco: «Io mi sarei già dimesso». I leghisti, Maroni in primis, avevano preso le distanze. Ma ora Calderoli e Bossi abbassano la guardia. Rutelli commenta: «Meglio tardi che mai». E Fazio? Si dice che andrà comunque al vertice di Manchester sabato...

ORGOGLIO E PREGIUDIZIALE
Cosa impedisce alla Margherita di non sfogliarsi in due Circoli?
Sicuramente la pregiudiziale.
La pregiudiziale, veramente, non s'è capita.
Forse non l'ho capita io. Sicuramente, sarà così.
Ma è probabile anche che le idee, e quindi la loro esposizione, non sono state del tutto chiare.
Forse più che pregiudiziale politica di una parte della Margherita è pregiudizio sul caso Fracasso.
Cultura del sospetto? O confusione della logica?
Può il Sindaco avvalersi della sua facoltà di perdere la fiducia in un SUO assessore?
Sì. Lo dice la legge.
Ci sono stati i motivi? Pare di sì. Ci devono essere stati altrimenti il sindaco sarebbe pazzo. Non ci risulta, questo. Confermano tutti gli altri assessori che non lo è. O sono tutti pazzi? Allora Basaglia fece proprio danno a chiudere i manicomi.
In attesa dei responsi legali su un operato poco chiaro di un suo assessore può cautelativamente prendere le distanze? Sì.
Eticamente, oltre che legalmente, è giusto.
Bisogna garantire la moralità della moglie di Cesare, e non solo di Cesare.
L'assessore è colpevole prima che si dimostri? No!
E' sempre innocente fino a prova contraria.
E chi denuncia è colpevole? Ci mancherebbe.
Altrimenti saremmo in piena sindrome da Forzaitalia in cui sono i giudici e i denuncianti i colpevoli e innocenti gli indagati giudicati, poi, veramente colpevoli.
Insomma, tanto per esser proprio chiari, chi è colpevole della puzza?
Chi ha fatto la cacca o chi l'ha sentita?
Bisogna vedere se cacca fu, benissimo.
Aspettiamo. Ma intanto diamo aria alla stanza.
Intanto, però, non giudichiamo pazzi o colpevoli tutti quelli che hanno sentito la puzza.
Sono stato chiaro?
Spero di sì.
Perchè altri discorsi non mi pare lo siano stati fino in fondo: si è parlato di pregiudiziali ed invece era pregiudizio. L'ermeneutica degli ultimi due anni ce ne dà conferma.


Per esempio: Garantismo assoluto.
Benissimo.
Ma allora perchè non biunivoco? Cioè perchè non dev'essere garantito l'atto dovuto del Sindaco e invece deve essere garantito solo colui che ha commesso l'atto che ha portato il sindaco a garantirsi?
E perchè si invoca il garantismo e poi si pretende di formare una commissione politica tipo tribunale del popolo?
I ruoli e le separazioni delle competenze dei poteri dove sono andate a finire?
Perchè, poi, tutti e due i soggetti in discussione fanno, OGGI, parte della stessa parte politica.
Allora perchè si invoca garantismo solo verso di uno?
Disparità di trattamento, quindi pregiudizio, quindi non vera pregiudiziale.
Altro argomento visto strabicamente:
Il Papa ha rinunciato all'infallibilità (molti già se ne erano persuasi), allora anche il Sindaco è fallibile. Non fa una piega.
Ma, allora, anche il Vecesindaco. Oppure è più infallibile del Papa?
Forse sarebbe stato meglio parlare di Papocchio anzicché di Papa



"I conti non tornavavo, vecchio!" diceva Clint Eastwood.
"Vennira li cani cu li cote mozze e 'ndi cacciara lu cane fidatu di casa": siamo a questo?
O forse si pretendeva che il sindaco non facesse il suo dovere?
Immagino di no. O no?
Forse è una pregiudiziale sulla forma?
Ci può stare. Ma la forma è diversa dalla sostanza.
Si può fare una pregiudiziale per la forma?
Non è più importante la sostanza?
E intanto la forma delle dichiarazioni a mezzo stampa è stata veramente pessima. Chi voleva salvarla la ha affossata creando un caso da una cosa che poteva essere meno rumorosa.
Se si uniscono forma e sostanza si ha il massimo. Certo. Parola d'architetto. Ma la forma da sola non regge.
Il quoziente sintattico può superare il quoziente semantico e quello pragmatico solo quando si tratta di opere di mera arte contemplativa.
E la politica non è arte pura, è arte della risoluzione dei problemi. Quindi è pragmatica e semantica. Poco sintattica. Molto poco sintattica vedendo come i politici, oggi, si muovano come elefanti in un negozio di cristalli.
Quando diventa più sintattica la politica si chama "bizantinismo": masturbazione mentale senza costrutto.
Allora?
Allora fa bene il Sindaco a non contemplare immobile questo continuo sgambettamento e continuare con gli incontri con i Partiti per rilanciare coralmente la politica di un'amministrazione che ha lavorato (sono tutti d'accordo) molto e bene.
C'è critica costruttiva, voglia di fare ancora meglio.
Bene!
Non si fa come nel centrodestra criticato da Ernesto Galli della Loggia.
Le discussioni servono a chiarirsi e servono anche a dare colpi al setaccio: chi è omologo (non uguale)e omologabile sui fini e i programmi alla compagine di centrosinistra resta, chi è diverso e vuole prendere altre strade vada via. Porte aperte. E' democrazia. Ma poi se ne assume tutte le responsabilità.
Per questo si deve discutere e trovare punti comuni e non imporre le proprie uniche visioni. Per questo, sicuramente, la Margherita si sfoglia ma non secca.
Chi vuole privilegiare valori del centrodestra (l'immunità e la forma) e non del centrosinistra (la legalità e la prassi) non ha che da scegliere.
dimenticavo: E l'orgoglio?
E' quello del Sindaco che non si piega.
E' un peccato?
Verso Dio sì.
Verso gli uomini no, comunque non più di quello dell'arroganza e della superbia.
Il silenzio di Forza Italia
Da settimane accade in Italia qualcosa di straordinario che ha ben pochi precedenti nelle cronache dei Paesi occidentali. C’è un partito di maggioranza di governo che con tutta evidenza è alle prese con un calo fortissimo di immagine e di consensi, sino al punto che è nelle previsioni generali la sua sconfitta alle prossime elezioni; ci sono poi gli alleati di quel partito che, alcuni esplicitamente altri no, esprimono in gran numero preoccupazione e sfiducia nei confronti suoi e del suo leader chiedendo un cambiamento di rotta se non misure anche più drastiche; ancora: c’è un governo - di cui quel partito e i suoi uomini sono parte determinante - che anch’esso è sotto pressione e sotto accusa perché ritenuto, da parte dei suoi stessi sostenitori, responsabile del calo di consensi di cui sopra; e infine c’è il capo di quel partito che affettando la massima noncuranza di fronte alle critiche dei suoi alleati e alle pessime previsioni elettorali assicura che no, che si tratta di semplici tempeste in un bicchier d’acqua e che alla fine, non si sa come, tutto si sistemerà per il meglio.
Bene: nel nostro Paese c’è esattamente tutto quello che ho detto, ci sono il partito di maggioranza e di governo e il suo leader alle prese con i problemi sopraccennati, ed ecco la cosa straordinaria che accade: dentro quel partito nella tempesta, cioè dentro Forza Italia, non si leva la minima voce di perplessità o di dissenso, non si sente l’eco della minima discussione, nessuno osa non dico una critica ma neppure una proposta o un suggerimento per uscire dalla crisi. Niente: in qualunque altro Paese a quest’ora ci sarebbero dibattiti e polemiche accesissime, richieste ultimative di cambiamenti, i deputati peones in rivolta per la prospettiva di non essere rieletti: da noi invece nulla di tutto questo. In Forza Italia sembra esserci posto solo per il silenzio dei cimiteri.
È la riprova del carattere assolutamente anomalo di questa formazione «politica» (le virgolette sono di rigore), cioè di un partito paradossale che ignora tutte le categorie della politica, a cominciare da quella della discussione e del dibattito, cioè gli strumenti classici per l’individuazione di personalità capaci di visione e di leadership. In Forza Italia, invece, tali capacità sono supposte esistere solo in Silvio Berlusconi e in coloro che egli, a suo insindacabile giudizio, indica: secondo un modello, cioè, che più che un partito ricorda il califfato.
Le due conseguenze gravi sono proprio oggi sotto gli occhi di tutti. La prima è che in questo modo un partito esistente da oltre dieci anni e con responsabilità di governo è di fatto privo di una classe politica degna di questo nome: al suo interno contano qualcosa solo gli yes men e soltanto finché restano tali. Ne deriva un terribile isolamento del suo leader, di Berlusconi, il suo essere tagliato fuori da ogni rapporto reale con il Paese e l’impossibilità che ne deriva di una qualunque correzione della sua linea: se Berlusconi decide di precipitare nell’abisso non c’è niente da fare: si precipita tutti nell’abisso. La seconda, analoga conseguenza è che qualunque alleato critico di Forza Italia e/o del premier (oggi per esempio l’Udc) non riesce mai a trovare alcuna sponda in quel partito, nessun interlocutore, e dunque alcun esito possibile alla propria critica se non la rottura e la fine dell’alleanza ovvero il nulla di fatto e da ultimo la sottomissione.
&nbs